'The future we want', la presentazione del manifesto Unicef

Secondo il rapporto, un ragazzo su tre ha problemi con la dad e digitale stressa

Redazione ANSA

Si chiama "The future we want" l'impegno dell'Unicef per gli adolescenti in Italia sul futuro post-Covid. Tutto è nato con un manifesto e un sondaggio che l'Unicef ha presentato durante un Forum all'ANSA.

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Secondo l'indagine, che ha coinvolto giovani tra i 15 e i 19 anni, gli adolescenti post-lockdown si sentono soddisfatti della vita in generale, ma sono preoccupati per il benessere economico e la salute, mentre sono fiduciosi su ambiente e relazioni. Stando ai dati, inoltre, l'emergenza ha migliorato le relazioni in famiglia e con i propri conviventi, seppur aumentando la percezione del rischio di violenza domestica. Gli adolescenti , poi, vorrebbero essere più coinvolti nelle decisioni che riguardano il ritorno a scuola e diminuire il digital divide, soprattutto dopo l'esperienza della pandemia che ha visto proprio nel digitale il mezzo di comunicazione e contatto con i propri amici o parenti.

Forte, poi, la spinta all'uguaglianza e alla solidarietà che viene fuori dai risultati: i giovani chiedono maggiore impegno nella lotta alla discriminazione e all'hate-speech, più tempo da dedicare al prossimo, il superamento delle disparità legate a provenienza, disabilità e genere. "Durante l'intera emergenza gli adolescenti hanno mostrato una grande capacità di resilienza e di attenzione nei confronti dei coetanei più vulnerabili - ha affermato Anna Riatti, responsabile dell'Unicef per la risposta a favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati -. Questo manifesto ci ricorda ancora una volta l'importanza dell'ascolto ed è un chiaro segnale dei valori positivi che gli adolescenti possono promuovere e amplificare all'interno delle loro comunità. Non possiamo non coinvolgerli in una sfida che deve porre al centro i loro bisogni e le loro aspirazioni".

"L'Unicef - ha sottolineato Francesco Samengo, presidente Unicef Italia - da sempre difende i diritti dei bambini e degli adolescenti sulla base dei dettati della Convenzione per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Il futuro post-Covid è ciò che lasciamo a queste generazioni, un ritorno alla normalità che non necessariamente è quella pre-Covid-19 ma una realtà nuova, in cui si riconoscono".

 

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