Alimentare: nel giorno di Santa Lucia, video sulle arancine

Tra sacro e profano la storia di questa pietanza tipica

  La tradizione religiosa di Santa Lucia, patrona dei ciechi e degli oculisti, assume a Palermo una declinazione profana e culinaria. Il 13 dicembre nel capoluogo siciliano pane e pasta vengono messi al bando per una tradizione legata alla carestia che colpì la città nel 1646. Storia e leggenda si fondono davanti alla storia dell'arrivo di una nave carica di grano. Vista la fame non c'era tempo per dedicarsi alla molitura e il grano scaricato venne cotto e condito solo con l'olio. Per estensione, visto che i palermitani oggi non "possono" mangiare pane e pasta per devozione e in ricordo di quell'anno di carestia, ci si "consola" con le arancine. Ma qual è la vera storia di questa pietanza tipica resa famosa nel mondo anche da Andrea Camilleri? L'origine e il nome sembrano arabi nella storia, però, pare esserci un "buco" di quasi 6 secoli (fra il XIII e il XIX secolo): dalla sua nascita a quando per la prima volta fu inserita in un ricettario. Per scoprire la storia dell'arancina, uno dei cibi con cui più i palermitani si identificano e in cui vengano rappresentati al di là dello Stretto, con un stile non scientifico, Ep Media, una agenzia di comunicazione di Palermo, su iniziativa di Marco Volpe e Gaetano Luca La Mantia, ha realizzato un video postato su Facebook da regalare ai palermitani. Le riprese e la regia sono di Salvatore Militello, che ha anche fatto un gran lavoro di ricerca delle immagini storiche. La voce narrante è della giornalista Gabriella Di Carlo.(ANSA).
   

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