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Insularità: da energia a fisco,l'agenda del mondo produttivo

Al via in Consiglio regionale i tavoli con le associazioni

Accessibilità, energia e fiscalità: sono tre i temi strategici affrontati questa mattina nell'Aula del Consiglio regionale da dieci associazioni di categoria della Sardegna. Entra così nel vivo il percorso della seconda fase del cammino del principio di Insularità, inserito nell'articolo 119 della Costituzione. Un percorso che deve portare alla piena applicazione in ogni ambito dell'economia e della società. La convocazione del primo dei Tavoli di progetto è arrivata dal presidente della commissione speciale sull'Insularità, Michele Cossa, ai rappresentanti di Confagricoltura, Copagri, Coldiretti, Confesercenti, Confcooperative, Confcommercio, Cna, Confindustria, Confapi e Confartigianato.

"Non è casuale che si cominci con le categorie produttive dell'Isola - ha spiegato Cossa - l'Insularità ha fortissime implicazioni economiche e sociali. È per questo che abbiamo chiesto alle categorie di focalizzare la propria attenzione sui tre filoni da concretizzare". Negli interventi di ciascuno dei rappresentanti di commercio, agricoltura, artigianato e imprese, oltre alle specifiche necessità di ogni comparto, in particolare riguardo ai trasporti, anche la preoccupazione per il rischio che il principio resti solo sulla carta, pur se costituzionale.

I rappresentanti del mondo produttivo hanno approfondito i tre temi in dossier consegnati al termine della riunione alla commissione Insularità. A partire da Confindustria che con il suo presidente Maurizio De Pascale ha voluto sottolineare "la scarsa e insufficiente dotazione infrastrutturale della Sardegna che preclude la mobilità e l'accessibilità di passeggeri e merci". Non solo la connessione tra Isola e resto d'Italia, ma anche e soprattutto la mobilità interna, con assi viari e ferroviari. "Il sistema viario dell'isola - ha specificato il responsabile degli industriali sardi - presenta numerose criticità in termini di adeguatezza e sicurezza, per cui diviene prioritario, in primo luogo, assicurare il finanziamento e la massima rapida realizzazione delle opere programmate".

Gli artigiani hanno concentrato l'attenzione sui costi energetici. "Nella quotidiana lotta alla sopravvivenza contro il caro energia sono impegnate oltre 25mila imprese artigiane, con i loro 73mila addetti, pari a oltre il 24% degli occupati delle realtà del settore - ha chiarito Daniele Serra, segretario regionale di Confartigianato - che rischiano una pesantissima frenata produttiva se non una fermata definitiva".

Legato al tema dei costi del trasporto, per gli agricoltori di Coldiretti, è il tema del basso livello di concorrenza tra imprese del territorio. "Questo, unitamente alla mancanza di economie di scala e basso potenziale del mercato interno, rappresenta - ha sottolinea il direttore Luca Saba - un altro dei punti sui quali il riconoscimento della peculiarità geografica della Sardegna dovrebbe focalizzare le proprie analisi". Confapi, che rappresenta le piccole e medie imprese, auspica, con il presidente Giorgio Del Piano, che la Regione, "dopo l'approvazione del Dpcm sulla decarbonizzazione, giochi un ruolo attivo e propositivo". 

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