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Finanziaria:chiuso primo ciclo audizioni, domani nuovo round

Sentiti in commissione sindacati, imprese e commercio

Audizioni sulla manovra 2022 a metà strada: sono stati ascoltati in commissione Bilancio i sindacati, le organizzazioni di imprese e del commercio. La seduta riprenderà mercoledì alle 16, compatibilmente con i lavori del Consiglio, con i rappresentanti del mondo del credito, del terzo settore e delle Università. Negativo il giudizio della Cgil, più generose le parti datoriali. Per Confsal, Elia Pili ha insistito sulla necessità che "sia eliminato il numero chiuso in Medicina". "Per combattere lo spopolamento delle zone interne è necessario soprattutto realizzare infrastrutture", è il giudizio espresso da Giorgio Del Piano di Confapi, che ha anche chiesto maggiore sostegno per l'internazionalizzazione delle imprese.

Per Daniele Serra di Confartigianato "c'è bisogno di più risorse per la legge di settore". Roberto Bolognese di Confcommercio ha elogiato la manovra nella parte in cui stanzia 30 milioni di euro come contributo per la categoria, ma ha chiesto un intervento per i centri commerciali naturali: "Se non ci sono servizi, nessuno rimane nelle zone interne". Per il mondo delle campagne, Maurizio Onorato (Confagricoltura) ha chiesto "risorse per la ricerca in agricoltura, per prevenire i danni alle colture e non intervenire troppo tardi".

Pietro Tandeddu (Coopagri) ha evidenziato che "nel bilancio dell'agricoltura ci sono 230 milioni di euro ma di questi 40 vanno al funzionamento dei consorzi e 120 agli stipendi delle agenzie agricole pubbliche. Sono questi i numeri che dobbiamo realmente considerare per capire come misurare gli investimenti della Regione nell'agricoltura". Parole condivise anche dalla Coldiretti, che con Luca Saba ha chiamato in causa "il peso della burocrazia, che condiziona in modo severo e definitivo le scelte della politica".

Per il mondo delle professioni, l'avvocata Susanna Pisano (Conprofessioni) ha parlato della "mancanza di professionisti nel mondo sanitario" chiedendo alla Regione un intervento incisivo. Per Legacoop il presidente Claudio Atzori ha parlato apertamente della "necessità che finiscano gli aiuti emergenziali a fronte di investimenti veri e propri. Notiamo invece che le misure a favore delle coop sono inalterate, nonostante in questi anni la cooperazione sarda abbia mantenuto i livelli occupativi e sia pure cresciuta, specie nel sociale e nel sociosanitario". Anche Fabio Onnis di Confcoop ha detto che "la cooperazione è ormai presente in tutti i settori produttivi della Sardegna ed è necessaria una nuova legge di riordino del settore".

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