Covid: Sardegna in zona arancione, divampano le polemiche

Dubbi da entrambi schieramenti politici,protestano i ristoratori

Dubbi e polemiche, da parte della politica ma non solo, accompagnano il passaggio della Sardegna in zona arancione. Il capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale, Francesco Agus, per esempio, fa notare che "a fine novembre le terapie intensive erano al collasso: stando ai dati reali, i pazienti Covid sono arrivati ad occupare il 55% dei posti disponibili in rianimazione". Eppure, "in quel periodo l'Isola, non ho mai capito sulla base di quali dati e parametri, era classificata stabilmente in area gialla. Oggi invece, con un offerta ospedaliera più adeguata a rispondere all'emergenza e con dati sempre da livello di allerta ma estremamente meno preoccupanti di quelli visti in passato, siamo per la prima volta soggetti a restrizioni più severe". L'esponente dell'opposizione sottolinea anche che "le restrizioni sarebbero in gran parte a danno delle attività che durante le feste, quindi nel periodo in cui si è verificato il peggioramento dei dati, erano obbligate alla chiusura. Il rischio concreto evidente è quello di attuare misure senza alcun effetto positivo sull'andamento del contagio". Da qui la richiesta di chiarimenti alla Regione sui dati trasmessi alla cabina di regia nazionale.

Protesta anche Fratelli d'Italia, per voce del deputato Salvatore Deidda: "la Regione Sardegna, con un solo giorno di preavviso per effetto dell'ordinanza dello stesso ministro, diventa zona arancione. Fratelli d'Italia andrà fino in fondo per avere la massima trasparenza". Inoltre, prosegue il parlamentare, "mancano i decreti attuativi ai precedenti provvedimenti economici, quindi i soldi non possono essere erogati e tarda il nuovo decreto senza più gli odiosi codici Ateco. Il ministro Boccia - conclude l'esponente di FdI - non garantisce la giusta collaborazione con le Regioni".

Amarezza da parte di chi sarà maggiormente danneggiato dall'ingresso in zona arancione: "Siamo delusi, rispettiamo le regole ma è incomprensibile - scrivono su Facebook baristi e ristoratori sardi - ci chiediamo se sia possibile, dopo aver acquistato giovedì le merci, comunicare il sabato alle 12 la chiusura da domenica".
   

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