• CRV - Approvata la riforma della normativa regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Approvata la riforma della normativa regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana

Oggi, in Consiglio regionale del Veneto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Approvata la riforma della normativa regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana"

(Arv) Venezia 16 giu. 2020 -     Il Consiglio Regionale del Veneto, riunito a palazzo Ferro Fini, nel pomeriggio ha approvato a maggioranza il Progetto di Legge della Giunta n. 409 “Normativa regionale in materia di polizia locale e politiche di sicurezza”, già licenziato dalla Prima commissione. La proposta normativa è stata illustrata in aula dal relatore, Alessandro Montagnoli (LN), e dal correlatore, Francesca Zottis (PD). La legge riforma la normativa regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana e rafforza il sistema territoriale di sicurezza partendo dal percorso sperimentale già avviato nell'ultima legislatura, ma con importanti elementi di novità e di semplificazione: organizzazione, territoriale e funzionale, della polizia locale; formazione del personale, anche tramite convenzioni con le Università; coinvolgimento e confronto istituzionale; politiche integrate per la sicurezza. La Giunta regionale dovrà aggiornare gli ambiti territoriali previo confronto e concertazione con il territorio, tenendo conto dei seguenti criteri: popolazione, omogeneità e specificità territoriale. Viene istituita la Conferenza regionale per la sicurezza, con il coinvolgimento dei sindaci, e la Giornata della Polizia Locale: il 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, santo patrono. “Questa legge rappresenta un altro importante tassello che viene aggiunto al grande lavoro svolto in questi cinque anni dall’amministrazione Zaia” – ha esordito il relatore Montagnoli - “L’iter del Progetto di Legge è iniziato nel 2018: trae origine dal testo elaborato dalla Giunta, sviluppato in Prima commissione e migliorato e arricchito dai contributi ricevuti dalle audizioni con gli Enti locali e i soggetti portatori di interesse. Abroghiamo norme ormai vetuste, nel pieno rispetto della normativa nazionale e delle competenze che la Costituzione ci riconosce all’articolo 117. Ringrazio l’Assessore regionale Corazzari e la struttura di Giunta per aver prodotto questa buona legge quadro, sicuramente innovativa, frutto di una ottima collaborazione con i territori, che viene incontro alle esigenze di sicurezza e di contrasto al degrado espresse dai cittadini. Auspico che il Parlamento nazionale possa varare presto una normativa nazionale in materia e che l’autonomia possa regalarci ulteriori risorse”. La correlatrice Francesca Zottis (PD) ha sottolineato alcuni aspetti positivi della legge: “La realizzazione di un sistema permanente di formazione e aggiornamento professionale, fortemente richiesto dai territori; l’istituzione della Conferenza regionale per la sicurezza, presieduta dal Presidente della Giunta regionale e composta dai sindaci anche in rappresentanza dei comuni non capoluogo. Bene anche la chiarezza organizzativa dei diversi ruoli, il coinvolgimento dei territori e la promozione della cultura della legalità. Nutriamo invece forti dubbi in ordine ai rapporti di collaborazione tra Polizia Locale e soggetti di vigilanza privata, perché crediamo che le associazioni di volontariato ricoprano un ruolo fondamentale e vadano valorizzate in modo adeguato. Voteremo a favore della legge ma su alcuni aspetti vigileremo con attenzione. Ringrazio il collega Claudio Sinigaglia che oggi ho sostituito come correlatore”.

Durante la discussione generale è intervenuto l’Assessore Corazzari che ha ricordato come “da molto tempo la materia richiedeva una sistemazione organica. La legge rappresenta innanzitutto un segnale di vicinanza verso gli operatori della polizia locale, che anche durante l’emergenza Coronavirus si sono dimostrati una preziosa risorsa per la nostra comunità. Riorganizzando gli ambiti territoriali della polizia locale vogliamo rispondere con ancora più efficienza alle rinnovate esigenze di sicurezza espresse dai territori. E ricordo che negli ultimi anni le competenze e le funzioni in capo alla polizia locale sono diventate sempre più estese e complesse e dunque è doveroso l’appoggio e il sostegno da parte della Regione”.

Per la consigliera Orietta Salemi (Civica per il Veneto) “manca un investimento più coraggioso in ordine all’aspetto della formazione degli operatori della polizia locale: complessivamente, sono state stanziate poche risorse. Ad ogni modo, voteremo a favore di questa legge anche se la Giunta poteva osare di più”.Per Piero Ruzzante (Leu): “Questa non è una cattiva legge: diverse proposte avanzate in commissione dalle forze di opposizione son state recepite e il testo originario è stato migliorato in modo significativo. Ma pur essendo una normativa di indirizzo, stanzia poche risorse, anche perché ricordo che negli ultimi anni i capitoli del bilancio regionale sulla sicurezza sono stati praticamente azzerati ed è stata chiusa la Scuola di Polizia Veneta, che pure aveva prodotto buoni risultati: così rischiamo di varare l’ennesima Legge Quadro, infarcita solo di buone intenzioni. Il mio voto sarà di astensione”. “Trovo però profondamente sbagliato aver accostato la giusta lotta contro ogni forma di illegalità e di infiltrazione criminale nel tessuto produttivo e sociale della Regione al contrasto del degrado personale”, ha osservato Ruzzante. Il consigliere di opposizione ha anche sottolineato, come criticità della legge, il possibile rischio di sovrapposizione tra competenze in capo alla polizia locale e di Stato. La Legge viene sostanzialmente accolta nei suoi aspetti portanti anche da Simone Scarabel (M5S), ma per il consigliere “la Regione avrebbe dovuto investire di più in forme di collaborazione a livello sovracomunale e nella rete distrettuale. Inoltre, per la definizione degli organici dei corpi di polizia locale, avrebbe dovuto essere inserito il criterio dell’estensione territoriale, a fianco di quello della popolazione. Va eliminata la disparità tra distretto metropolitano e di altre province. E credo che polizia locale e vigilanza privata debbano ricoprire ruoli distinti e non possano collaborare”. Massimo Giorgetti (Più Italia/Amo il Veneto) ha rivendicato un aspetto: “La Regione ha sempre dimostrato forte vicinanza nei confronti dei territori e ha investito importanti risorse per garantire la sicurezza locale, nel rispetto del proprio ruolo che è di coordinamento e di indirizzo in materie che non sono di sua stretta competenza. E ricordo che la Scuola Veneta di polizia locale è stata sciolta perché non serviva: piuttosto, sono necessari Piani di studio e interventi di programmazione, che competono alla Regione. Ma oggi abbiamo costruito un supporto legislativo importante per il lavoro che la Giunta regionale dovrà portare avanti nei prossimi anni, rapportandosi con gli Enti locali”.

Archiviato in


Modifica consenso Cookie