• CRV - Ciambetti: “Università medicina a Treviso: Governo impugna legge veneta votata all'unanimità”
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CRV - Ciambetti: “Università medicina a Treviso: Governo impugna legge veneta votata all'unanimità”

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto: " L'emergenza Covid-19 non ha insegnato nulla a Roma"

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Sanità - Ciambetti: "Il Governo impugna la legge veneta votata all'unanimità per l'università di medicina a Treviso. L'emergenza Covid-19 non ha insegnato nulla a Roma"

(Arv) Venezia, 5 giu. 2020 - “Covid-19 non ha insegnato nulla: il governo ha impugnato la nostra legge regionale n. 10 del 14 aprile scorso in cui venivano attivati i corsi di laurea in medicina e chirurgia dell’Università di Padova presso l’Ulss 2 a Treviso perché, secondo Roma, violiamo la competenza riservata al legislatore statali in materia dei livelli essenziali di assistenza e via dicendo.  C’è da rimanere allibiti”. Dura presa di posizione del presidente del Consiglio, Roberto Ciambetti, alla notizia del provvedimento assunto dal Consiglio dei ministri. “Durante l’emergenza in Italia sono stati mandati in prima linea medici neolaureati spiega Ciambetti – Abbiamo bisogno di sboccare i corsi di specializzazione, mentre nell’intera sanità c’è un autentico bisogno di professionisti, ma Roma che fa? Impugna la legge del Veneto che apriva corsi di laurea in una Regione dove le Università hanno raggiunto livelli di eccellenza, come si è ben visto con la sinergia sviluppata durante l’emergenza Covid-19. La scelta dei corsi a Treviso era strategica, anche per decongestionare la sede patavina e garantire la qualità della didattica e dell’insegnamento, e si rimane sconcertati davanti a prese di posizioni da parte del governo che confliggono con la logica. La Regione si impegnava a sostenere, con fondi propri, il costo dei nuovi corsi di Medicina e Chirurgia a Treviso, stimato in 1 milione 570 mila euro all’anno, prevedendo l’impiego di 18 Professori associati, 20 Docenti a contratto, e 2 unità di supporto e il voto unanime del Consiglio dimostrava la validità del provvedimento che avevamo assunto puntando a dare formazione, a regime, a circa 360 studenti all’anno. Io non ho parole. Lascio e ai tecnici entrare nella sostanza dell’impugnazione governativa. A me resta l’amarezza per una decisione politica incomprensibile che dimostra però come ragioni ancora la burocrazia di palazzo capace di manovrare la politica a proprio piacimento contro ogni logica, contro le esigenze e i bisogni dei cittadini”

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