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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale news aktuell

Elsa Peretti lascia il suo intero patrimonio in beneficenza

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Vaduz - Coerente con il principio che l’ha guidata per tutta la sua esistenza di condividere con le persone più svantaggiate ciò che la vita le ha dato, Elsa Peretti, scomparsa il 18 marzo 2021, ha nominato la Fondazione Nando ed Elsa Peretti come sua erede universale.

"La Fondazione nasce nel 2000 e l'ho dedicata alla memoria di mio padre Nando Peretti (1896 - 1977), un grande imprenditore italiano del Dopoguerra che fondò l'API (Anonima Petroli Italiana) portandola  a diventare una delle principali aziende petrolifere italiane. Mettere insieme un gruppo di persone motivate per dar vita a questa fondazione è stato il traguardo più importante della mia vita", ha spiegato Elsa in una delle sue ultime interviste a Ticino Welcome Switzerland nel settembre 2020.

Nel 2015, Elsa ha aggiunto il proprio nome accanto a quello di suo padre, rinominando la Fondazione The Nando and Elsa Peretti Foundation, al fine di riconoscere pubblicamente il profondo legame che li ha sempre uniti.

Lungo tutta la sua straordinaria carriera, Elsa Peretti è? sempre stata determinata nel voler contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Dunque, negli ultimi vent’anni della sua vita, Elsa è? stata forza, energia vitale e ispirazione per la Fondazione. Un’impresa filantropica che ha sostenuto 1171 progetti in 80 paesi, per oltre 66 milioni di euro.

Tra i tanti, due degli impegni filantropici più recenti rappresentano al meglio la volontà di Elsa Peretti di contribuire ad un cambiamento sociale che riteneva urgente e necessario: un progetto da 3 milioni di euro in risposta all’emergenza ambientale nella foresta amazzonica, con l'obiettivo di tutelare i diritti e la vita delle popolazioni indigene e di portare di fronte alla giustizia coloro che ne stanno distruggendo l’ecosistema; e un piano di risposta umanitaria in Sud Sudan da 2 milioni di euro, a fronte di una devastante carestia e di una guerra civile senza fine.

Negli anni la Fondazione ha ricevuto manifestazioni di gratitudine da parte di decine di scuole, orfanotrofi, ospedali, case di accoglienza per senzatetto e donne vittime di violenza, da ogni parte del mondo. 

Prima della sua scomparsa, Elsa Peretti aveva già scelto il suo successore alla guida del Consiglio di amministrazione della Fondazione, Peter Schwendinger, che spiega: "Grazie a questo lascito importante la Fondazione sarà in grado di espandere la propria azione filantropica seguendo le volontà di Elsa Peretti. Continueremo a garantire il sostegno umanitario nelle emergenze, rafforzeremo il nostro impegno internazionale con programmi a lungo termine e ci concentreremo sulla protezione dell’ambiente, della biodiversità e del benessere animale, sulla tutela dei diritti umani e la promozione dell’arte e della cultura.”

Italia, Spagna, Santa Sede e Ordine di Malta hanno reso omaggio all’impegno di Elsa Peretti conferendole le seguenti onorificenze: la Croce di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; la Gran Croce al Merito Melitense; la nomina a socio d’onore del Circolo San Pietro, il Premio Nazionale per la Cultura del Consiglio Nazionale della Cultura e delle Arti della Catalogna (CoNCA).

Le creazioni di Elsa Peretti, con le loro forme fluide ed eleganti ispirate alla natura, hanno cambiato per sempre il design dei gioielli del XX secolo, rivoluzionando la moda e introducendo l'argento come materiale di lusso, ma quando le veniva chiesto quale fosse il gioiello più bello che avesse mai creato, rispondeva sempre “la mia Fondazione, la gemma più preziosa che abbia mai tenuto vicino al mio cuore”.

"Vorrei essere ricordata non solo per il mio lavoro di designer di gioielli per Tiffany, ma anche per aver contribuito a questa urgente necessità di preservare la salute del pianeta e di difendere i diritti umani", ha dichiarato a Mujer Hoy in una sua intervista del luglio 2020.

E’ questo l’impegno al quale, da oggi in poi, la Fondazione dedicherà tutte le sue forze nel ricordo e nella memoria di Nando ed Elsa Peretti.

© Carola Polakov (foto di Elsa Peretti)

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