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Confcommercio Molise, imprese a rischio per crisi liquidità

Spina, così terreno fertile per usura e infiltrazioni malavita

(ANSA) - CAMPOBASSO, 20 APR - "Il perdurare della pandemia e gli effetti delle restrizioni su imprese ed economia hanno determinato la necessità di concentrare l'attenzione su fenomeni criminali quali l'usura e sui tentativi di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico". Così il presidente di Confcommercio Molise, Paolo Spina, commentando i dati emersi a livello nazionale dall'indagine della Confederazione su usura e fenomeni illegali e sulle conseguenze per l'economia reale e per le imprese.
    Tra i fenomeni che determinano l'esposizione al rischio usura, fa sapere Confcommercio, la liquidità è il discrimine tra mantenere l'attività delle imprese o chiuderla. Sono infatti le imprese che non hanno ricevuto pieno soddisfacimento della propria richiesta di credito quelle sulle quali è stata calcolata, dall'Ufficio studi, la platea di attività potenzialmente esposte a rischio usura. Per il Molise segnali in questa direzione sono stati evidenziati anche dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nell'ultima relazione al Parlamento.
    "Il perdurare dei disagi imposti dalla situazione pandemica - si legge - potrebbe agevolare forme di assistenzialismo alternativo spingendo privati e aziende in difficoltà economica a ricercare rapidi 'sostegni' finanziari che hanno inevitabilmente portato i sodalizi ad acquisire il controllo di imprese ed esercizi commerciali attraverso le prevedibili condotte intimidatorie al fine di attuare il reimpiego di capitali illeciti".
    Dinamiche "che si potrebbero essere diffuse senza apparente clamore e con estrema rapidità; ne consegue, pertanto, l'urgente necessità di contrasto a tutela dei numerosi settori e talvolta degli interi comparti economici resi più vulnerabili dalla crisi di liquidità verso i quali le realtà criminali orientano i propri interessi".

“I dati dell’analisi della nona edizione dell’indagine ‘Legalità, ci piace’ - afferma il direttore regionale di Confcommercio Irene Tartaglia - portano alla necessità di supportare il delicato e sofferto percorso di denuncia da parte delle vittime di racket e usura, incentivando i progetti di partenariato fra associazioni antiracket ed antiusura riconosciute e le associazioni di categoria, ottimizzando le sinergie fra l’esperienza delle associazioni antiracket e la capillarità e la vicinanza al sistema imprenditoriale delle organizzazioni datoriali, da sempre punto di riferimento e di ascolto degli imprenditori. In questo quadro - aggiunge - strumenti strutturali già esistenti, quali i Confidi, possono essere utili a prevenire il fenomeno del ricorso all’usura nell’ambito dei sistemi imprenditoriali locali”. (ANSA).
   

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