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Violenza donne: Acquaroli,dati preoccupano, speranza più denunce

(ANSA) - ANCONA, 29 NOV - "Dobbiamo leggere questi numeri con assoluta preoccupazione e profonda consapevolezza. Ma anche con la speranza che l'aumento del numero di richieste di aiuto corrisponda all'aumento delle donne che decidono di denunciare".
    Lo ha detto in aula del Consiglio regionale il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli nel suo intervento durante la seduta dedicata alla violenza contro le donne e alla presentazione del rapporto annuale 2021 sul fenomeno. L'anno scorso, nelle Marche, ha ricordato, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti. Ben 180 in più dell'anno precedente.
    Nel 2020 infatti erano 483. Nel 2019 erano 471. Un aumento significativo di richieste d'aiuto registrato nel 2021, il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso.
    "Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario - ha spiegato il presidente - dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare. Acquaroli ha espresso la propria vicinanza e "il cordoglio per le quattro vittime che, nel corso del 2022, hanno perso efferatamente la vita nelle Marche"; ha ricordato che "l'ultimo tragico episodio risale a 48 ore fa e si aggiunge al bilancio già drammatico registrato nell'anno in corso in Italia. Sono 104 le vittime nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre".
    Un fenomeno, ha sottolineato il governatore, che non accenna a rallentare e che si manifesta "sotto moltissime forme, di cui l'omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell'iceberg. Violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni".
    "L'attenzione delle istituzioni deve essere sempre maggiore, per isolare un dramma che ancora troppo spesso condiziona le vite di tante persone e l'intera società. - ha proseguito - Le istituzioni devono continuare ad investire in questa direzione, indagarne le cause, implementare le norme e gli strumenti di prevenzione, proteggere e sostenere le donne che denunciano, sensibilizzare profondamente, affinché mai più nessuna donna possa subire alcuna forma di violenza, di discriminazione, di ricatto".
    Acquaroli concluso il suo intervento citando le parole del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che in occasione della giornata del 25 novembre con un gesto simbolico compiuto a Fano, ha espresso il profondo rifiuto nei confronti di qualsiasi violenza compiuta nei confronti di una donna: "Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. - ha ribadito il presidente della giunta regionale - La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti".
    (ANSA).
   

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