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Giustizia: legali,riforme e persone contro lentezza processi

Anno giudiziario, intervento avv. Miranda per ordini distretto

(ANSA) - ANCONA, 22 GEN - "Per contenere la lentezza dei processi occorrono interventi di riforma processuale e ordinamentale ma anche il potenziamento delle risorse umane e delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell'intero sistema giudiziario". E la dotazione organica dei magistrati solo per 600 unità appare insufficiente "per portare il numero di magistrati in Italia in linea con la media dei paesi europei".
    Così l'avv. Maurizio Miranda intervenuto all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario in rappresentanza degli Ordini del distretto e, per questo, unico ammesso in presenza. "La pandemia - ha rimarcato - ha messo in evidenza tutte le contraddizioni del sistema giustizia in Italia e nel nostro distretto". Il legale ha rimarcato le "conseguenze sulla vita quotidiana degli effetti della pandemia a partire da questa stessa occasione di riflessione e confronto sui temi della Giustizia, programmata a porte chiuse, "allontanando dalla Giustizia non solo l'Avvocatura ma anche tutta la società civile cui è impedito di partecipare".

   L'Avvocatura, ha detto Miranda, "da sempre ha evidenziato le conseguenze per il sistema giustizia di scelte politiche non soddisfacenti e che ugualmente non possono ritenersi risolutivi gli strumenti che sono stati approntati a seguito delle recenti iniziative adottate a livello comunitario”. Nel Pnrr si legge che “gli ostacoli agli investimenti nel Paese risiedono anche nella complessità e nella lentezza della Giustizia” che “mina la competitività delle imprese e la propensione a investire nel Paese”.
"Lascia ampi dubbi e perplessità - ha annotato il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Ancona - l’emergere di nuove figure deputate a rendere maggiormente efficace la Giustizia come l’Ufficio del Processo, istituto introdotto con il D.L. 90/2014". "Dalle fila dell’Avvocatura arriva un supporto all’esercizio della funzione giurisdizionale senza peraltro specifiche indicazioni circa il contemporaneo esercizio della professione, - ha attaccato Miranda - mancanza che consideriamo una disattenzione, un altro sgarbo nei confronti di una categoria che sempre ha partecipato ai tentativi di risolvere i problemi ormai cronici del sistema Giustizia”.
"Lavoro precario per un tempo di tre anni e mal pagato alimenta il dubbio se sia verosimile pensare - ha aggiunto - che questi tre anni siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi di smaltimento dell’arretrato e per rendere la Giustizia celere ed efficace. Anche gli interventi sul processo civile previsti dal Piano non sembrano essere gli strumenti sufficienti per una giustizia giusta, a partire dal sistema di calendarizzazione e prenotazione degli accessi agli Uffici che può rappresentare in teoria uno strumento ideale per evitare assembramenti ma che si dimostra inefficace quando poi le Udienze vengono calendarizzate tutte alla medesima ora".
Quanto alle "gravose problematiche che attengono alle sedi giudiziarie", gli avvocati auspicano "vengano finalmente affrontate e risolte, attrezzando una sistemazione idonea per la Corte di Appello, il Tribunale di Sorveglianza, il Giudice di Pace e l’Unep e rimuovendo le criticità irrisolte che affliggono pressoché tutti gli Uffici del distretto". “Ricordo la questione del Tribunale di Ascoli Piceno il cui archivio è inaccessibile da quattro anni a causa della presenza di amianto che nessuno provvede a rimuovere”, ha puntualizzato.
“Auspichiamo tutti una Giustizia veramente giusta ed efficace – ha concluso l'avv. Miranda - ma questa aspirazione sarà delusa e le risorse saranno disperse, se mancherà l’aspirazione a cessare sterili polemiche di posizione. L’Avvocatura è pronta allo scatto in avanti e conta di non essere sola”.(ANSA).
   

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