L'Ue è pronta ad ogni scenario sulla crisi in Ucraina

Borrell, Europa mai così in pericolo da Guerra fredda

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Tutti gli scenari devono essere sul tavolo ed è importante essere preparati". E' quanto sottolineano fonti europee all'ANSA facendo il punto sulla crisi ucraina dopo il giro di videochiamate tenuto poche ore fa dal presidente degli Usa Joe Biden con i leader europei e i vertici delle istituzioni Ue. "La situazione è fluida" e Mosca ha un piano di aggressione "attuabile", spiegano le stesse fonti, sottolineando come il Consiglio Ue sta innanzitutto cercando di tenere salda l'unità dell'Unione sui passi da fare, a cominciare dalla preparazione di un pacchetto di sanzioni in caso di ulteriore escalation.

Le sanzioni, secondo le stesse fonti, avrebbero un impatto economico concreto sulla Russia visto che il 37% dei suoi scambi commerciali avviene con l'Europa. Ma quella delle sanzioni - termine al quale a Bruxelles preferiscono la definizione "misure restrittive" - è un'opzione che non può avere implicazioni anche sull'Europa vista "la sua dipendenza" dalla Russia sul gas. I contatti tra le istituzioni europee e i suoi partner occidentali nonché con Kiev sono più che mai frequenti in queste ore.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha più volte sentito il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj. "Bisogna fare attenzione al costante coinvolgimento dell'Ucraina", spiegano le fonti europee, sottolineando come qualsiasi passo "non debba sembrare una provocazione. Serve mantenere la calma". Secondo le intelligence occidentali, si sottolinea, un piano operativo della Russia esiste ed è "implementabile" ma "un aggressione non deve corrispondere obbligatoriamente ad un'invasione delle truppe, può avere molte forme.

C'è la possibilità di attacchi cyber, c'è uno spettro di attività di destabilizzazione" da tener conto. "Siamo di fronte ad uno scenario dai mille volti. La cosa importante è avere tutti gli scenari sul tavolo. Nessuno, neanche Putin, può sapere oggi come andrà a finire", spiegano ancora le fonti europee sottolineando come un'ulteriore escalation innescata da Mosca avrebbe comunque "significative conseguenze" per il Cremlino.

"C'è una forte unità tra gli Stati membri e i nostri partner internazionali" con la "determinazione ad essere pronti. Il lavoro è molto avanzato per poter mettere in atto un forte deterrente e misure robuste nel caso il dialogo non abbia successo" e non ci sia una de-escalation dalla Russia. "Se si imbarca in future violazioni della sovranità territoriale ucraina o in aggressioni reagiremo in maniera molto forte, ci saranno conseguenze politiche forti e saranno inflitti massicci costi economici all'aggressore". Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue interpellato sulle possibili sanzioni alla Russia sulla crisi ucraina.

L'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, plaude al "coordinamento estremamente positivo con gli Stati Uniti" in relazione alla crisi ucraina e torna a respingere le critiche sull'assenza dell'Ue alle trattative. "L'Ue - ha detto Borrell - è stata criticata perché non era presente al tavolo del Consiglio Nato-Russia" e nei bilaterali Mosca-Washington.

"E' vero, ma ciò non non significa che non siamo attivi nel processo", ha spiegato l'Alto rappresentante, sottolineando che l'Ue è stata "in stretto contatto con Stati Uniti e Nato per poter coordinare i nostri punti di vista e stendere le risposte scritte richieste dai russi". "Non ho mai visto un livello così elevato di cooperazione con gli Stati Uniti come in questi giorni", ha concluso Borrell.

"Oggi sono convinto del fatto che viviamo il momento più pericoloso dalla Guerra Fredda". Lo ha ribadito Borrell intervenendo al convegno 'Europa in pericolo: cosa succederà con la difesa e sicurezza Ue?'. "La Russia sta girando indietro le lancette e sta tornando al concetto delle sfere d'influenza". Sulla crisi ucraina "l'Ue ha due priorità: diplomazia e deterrenza. Abbiamo bisogno di entrambi. Dobbiamo continuare a coordinare i nostri sforzi per una de-escalation e certamente dobbiamo coordinarci con gli Usa in modo permanente. Come strumento di deterrenza, stiamo preparando un pacchetto di misure restrittive che proporremo ai leader europei e che loro saranno chiamati ad accettare. Siamo pronti a ogni scenario", ha aggiunto.

"Con i nostri alleati abbiamo sempre lavorato per una de-escalation e per il dialogo politico. Parlare di possibili invasioni o operazioni militari credo sia un qualcosa da respingere. C'è molta unità tra gli alleati nel avere" sul tavolo "ipotesi che credevamo appartenere ad un'altra epoca: invasioni militari e cambi di confine attraverso lo strumento militare". Lo ha detto ai microfoni di Skytg24 il sottosegretario agli Affari Ue Enzo Amendola a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles.

"E' evidente che con un escalation tutte le opzioni sono sul tavolo. Le risposte saranno adeguate ma abbiamo sempre tenuto fermo il dialogo negoziale e politico", ha ancora sottolineato Amendola spiegando che l'Italia ha sempre avuto "fermezza" nella difesa dei valori come la sovranità dell'Ucraina "ma non ha mai chiuso al dialogo politico".

"Non siamo uniti solo per un gesto di alleanze ma perché non vogliamo che sul territorio ucraino si creino delle condizioni che innanzitutto per i cittadini di quel Paese sarebbero disastrose. E perché la politica ha dei mezzi che sono assolutamente superiori a quelli dello strumento militare", ha spiegato il sottosegretario agli Affari europei definendo di "buon senso" l'evitare una escalation militare e assicurando che la risposta dei 27 Paesi Ue è "compatta".

 

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