Sassoli, Covid non ferma Pe, pronti a condividere modello

In tanti Paesi Ue si dibatte come adattarsi a contesto attuale

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Il Parlamento europeo non ha fermato il proprio lavoro. Siamo partiti da marzo con un dibattito in presenza e in remoto, con tre sessioni di voto appena e con 11 operazioni di voto e siamo arrivati oggi a questa plenaria particolare, molto speciale, con 18 dibattiti, 13 sessioni di voto e 1500 votazioni, dando al Pe una capacità molto importante". Così il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in conferenza stampa ha spiegato come l'Eurocamera non ha fermato la sua attività durante la pandemia, adeguandosi a "condizioni di vita nuove, diverse". Sassoli rivendica il fatto di aver "avuto un parlamento funzionante" spiegando che la settimana in corso, durante la quale si sta svolgendo una plenaria "storica", "conclude una fase di sperimentazione" che "vogliamo mettere anche a disposizione di altri".

Alla domanda sul dibattito che si è aperto in Italia su come andare avanti con l'attività parlamentare e se accettare o meno il voto a distanza, Sassoli si è detto convinto che si tratti di "una discussione che si sta svolgendo in tanti Paesi dell'Unione europea. Io capisco che trovare delle modalità nuove a delle consuetudini che hanno accompagnato da sempre la vita dei nostri parlamenti non è semplice - ha spiegato - e credo che oggi tutti abbiano la necessità di fare i conti con il contesto della pandemia e con la possibilità che ci offrono le nuove tecnologie".

"Abbiamo anche adattato il modo in cui i deputati possono partecipare ai dibattiti, permettendo collegamenti dagli uffici di Rappresentanza del Parlamento in ogni Stato membro, dando così la possibilità ai membri del Parlamento di prendere la parola anche senza dover essere fisicamente presenti in Aula", ha precisato Sassoli. "Proprio oggi, questo processo ha permesso a 130 deputati di intervenire durante la sessione Plenaria. Il dibattito è essenziale per il nostro lavoro, perché sono queste riflessioni che danno forma alle decisioni che prendiamo. Questi cambiamenti contribuiscono a garantire che tutti gli eurodeputati siano pienamente coinvolti nel processo decisionale, permettendo loro di discutere e controllare le principali decisioni che vengono prese sul futuro dell'Europa", ha concluso.

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