Ecco la biblioteca Paolo Fabbri nel cuore di Ballarò

Più grande raccolta testi su semiotica e scienze umane d'Europa

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 25 GIU - Circa dodicimila volumi iperselezionati e tantissimi faldoni con un immenso archivio personale di uno degli studiosi più importanti del Novecento e dei primi vent'anni di questo secolo. Si inaugurerà giovedì 30 giugno a Palermo, nella sede di Palazzo Tarallo, in via delle Pergole 74, la Biblioteca Paolo Fabbri, la più grande raccolta di testi sulla semiotica e le scienze umane d'Europa aprirà nel cuore di Ballarò.
    Alla cerimonia accanto a Gianfranco Marrone, che in qualità di Presidente del Circolo semiologico siciliano ha ricevuto in eredità tutto questo materiale direttamente da Fabbri, col quale era amico, ci saranno Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, Massimo Midiri, Rettore dell'Università, Michele Cometa, Direttore del Dipartimento Culture e società, Patrizia Monterosso, Direttore della Fondazione Federico II, Rosario Perricone, Direttore del Museo internazionale delle Marionette.
    Terranno delle brevi relazioni in memoria di Paolo Fabbri due suoi illustri compagni di strada: Jacques Fontanille, dell'Università di Limoges, e Isabella Pezzini, della Sapienza di Roma. Sarà presente la vedova, Simonetta Franci Fabbri, che ha seguito passo passo tutte le fasi di realizzazione della Biblioteca palermitana.
    "Paolo Fabbri era un uomo di parola - osserva Marrone. Da semiologo di prima classe qual era, studiava i linguaggi, i discorsi, i testi, le immagini, i media, e con essi tutto ciò che le culture umane usano per comunicare. Ed era di parola nella vita. M'aveva detto, tempo fa, che avrebbe lasciato la sua biblioteca e il suo archivio a quel Circolo semiologico siciliano col quale aveva avuto spesso occasione di collaborare; e avrebbe disposto nel testamento che Palermo, città nella cui Università aveva insegnato, sarebbe stata destinataria del suo intero patrimonio spirituale". E così quei libri e quei documenti (anche in versione informatica) che aveva accumulato in sessant'anni di impegno e di studio, di solida e continua ricerca nel campo della scienza dei segni, della linguistica e della filosofia, dell'antropologia e della sociologia, della teoria dell'arte e delle comunicazioni di massa, sono arrivati.
    "Dopo una lunga malattia vissuta con estrema dignità - aggiunge Marrone - Paolo è venuto a mancare i primi di giugno del 2020.
    Esattamente due anni fa". Mantenuta la parola, il suo archivio, i suoi libri, perfino le scaffalature che li contenevano, sono giunti nella nostra città, e sono disposti in buon'ordine a Palazzo Tarallo, dove già si trovano altre illustri biblioteche cittadine".
    In Italia Fabbri ha insegnato a Bologna, Urbino, Venezia, Roma, Milano e, appunto, Palermo. Gran parte della sua ricerca l'ha svolta a Parigi, dove ha seguito sin dai primi anni 60 i seminari di Lucien Goldmann e Roland Barthes, per diventare ben presto il principale collaboratore di Algirdas Greimas, suo riconosciuto maestro. (ANSA).
   

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