Bianca Attolico, la signora dell' arte

A Villa Torlonia le opere della collezionista romana

di Luciano Fioramonti ROMA

VILLA TORLONIA (ROMA) - Collezionista militante, innamorata degli artisti, cercatrice appassionata di nuovi talenti con lo sguardo puntato costantemente verso il futuro. I giudizi di quanti hanno conosciuto bene Bianca Attolico compongono di lei il ritratto di una donna che non si limitava a circondarsi delle opere di pittori e scultori affermati o emergenti. La 'Signora dell' arte'', alla quale è dedicata la mostra che il Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma, per le difficolta create dalla pandemia ha prorogato fino al 5 aprile, mirava a costruire legami profondi con gli autori che la affascinavano. La sessantina di opere - tra dipinti, sculture e foto - scelte da Ludovico Pratesi raccontano Bianca Attolico (1931-2020) attraverso lo sviluppo cronologico della sua raccolta, nata con i maestri della Scuola Romana, di cui era appassionato il padre, e proseguita seguendo i fermenti degli anni Settanta, l' Arte Povera fino alle ricerche sperimentali dei tempi recenti. ''Una collezione domestica'' la definisce il curatore, riproposta come era stata pensata per la sua casa del quartiere Parioli, divenuta per oltre trenta anni un punto di incontro del mondo dell' arte della Capitale.
    Il percorso espositivo si apre con le opere dei maestri della prima metà del Ventesimo Secolo (Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Mario Sironi) accostate ai dipinti di alcuni protagonisti della Scuola Romana (Ferruccio Ferrazzi, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Alberto Ziveri). Segue la sala dedicata agli artisti degli anni Cinquanta e Sessanta (Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Joseph Kosuth, Francesco Lo Savio, Fabio Mauri, Piero Manzoni, Pino Pascali, Mario Schifano) per proseguire con gli anni Settanta e l'Arte Povera (Getulio Alviani, Pier Paolo Calzolari, Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Luigi Ontani). Il secondo piano del Casino dei Principi ospita l'arte dagli anni Ottanta a oggi, a riprova di quanto Bianca Attolico fosse aperta verso le ricerche sperimentali di artisti italiani e stranieri.
    Si comincia con le opere degli artisti della Scuola di San Lorenzo, ai quali la collezionista era particolarmente legata (Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Nunzio) per proseguire con la sezione dedicata al contemporaneo (Vanessa Beecroft, Regina Galindo, Alfredo Jaar, William Kentridge, Nicholas Llobo, Jonathan Monk, Vik Muniz, Santiago Sierra, Wolfgang Tillmans, Jan Tweedy Vedovamazzei, Francesco Vezzoli).
    La mostra è arricchita da una serie di fotografie che ritraggono Bianca Attolico in compagnia degli artisti che ha frequentato. L'esposizione è promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, alla quale è stata donata la Biblioteca d'Arte di Bianca Attolico.
   

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