I deserti più belli del mondo dal Cile all’Australia

Viaggio tra le distese infinite di sabbia e roccia che fanno sognare e vivere avventure emozionanti

di Ida Bini

TUNISI - Dal Cile all’Australia, dalla Mongolia al Messico, viaggio tra le distese infinite di sabbia e roccia che fanno sognare e vivere avventure emozionanti

Sahara - E’ il deserto di sabbia più grande al mondo, che si estende nell’Africa settentrionale, dalle coste dell’Atlantico in Marocco a quelle del Mar Rosso in Sudan. E’ stato fonte di ispirazione per romanzieri e registi, esploratori e viaggiatori in cerca di avventure e di emozioni tra le dune mosse dal vento come onde del mare e tra le verdeggianti oasi che si accendono al tramonto. La parola “sahara” in arabo significa “sabbia”: proprio quella che ricopre 9mila chilometri quadrati di territorio, intervallati da paesaggi rocciosi ma pur sempre desertici e da antiche rovine e villaggi disabitati. I luoghi migliori da dove entrare a bordo di jeep o a dorso di cammello o dromedario per vivere l’esperienza del deserto sono Douz in Tunisia e Zagora e Merzouga in Marocco. Da Douz, conosciuta come la porta del Sahara con un palmeto di 400mila piante e una grande piazza-mercato, si viaggia verso il Jebil National Park, tra dune e alte montagne di sabbia infuocata dove è consigliabile sostare almeno una notte per godere della bellezza del tramonto sul deserto. Merita una visita anche l’oasi di Ksar Ghilane, dove un fortino romano conserva le iscrizioni latine della descrizione del luogo quale ultima frontiera romana prima del mondo inesplorato. Zagora e Merzouga sono, invece, i punti di partenza per entrare nel Sahara dal Marocco, a sud di Marrakech: qui, in particolare, meritano una visita le dune di Erg Chebbi, a sud di Merzouga, che raggiungono i 150 metri d’altezza.

Pinnacles Desert - Affacciato sull’oceano Indiano, il deserto dei pinnacoli sorge nell’Australia occidentale, a 250 chilometri a nord di Perth, e vi si accede dal villaggio di pescatori Cervantes, dedito alla pesca dell’aragosta e circondato da invitanti spiagge. Fa parte del Nambung National Park ed è un territorio insolito, caratterizzato da sabbia dorata e da migliaia di pinnacoli, curiose formazioni rocciose calcaree che si ergono in verticale fino a 4 metri, erose dal vento. Il momento migliore per visitare questo deserto australiano, rigorosamente a bordo di comode jeep, è la mattina presto, quando ci sono pochi turisti, o al tramonto, quando i pinnacoli si infiammano di rosso e di arancio. Da agosto a ottobre, inoltre, il deserto si ricopre di fiori selvatici e il paesaggio diventa ancora più spettacolare.

Dead Vlei - E’ un’enorme distesa di sabbia nella parte costiera della Namibia, affacciata sull’Atlantico, ed è considerata uno dei deserti più antichi del mondo, arido da 80 milioni di anni. Da nord a sud si estende per 1300 chilometri e tra le colossali e ferrose dune di sabbia rossa finissima si trovano alcuni laghi salati prosciugati, caratterizzati dalla presenza di alberi secchi che spuntano dalla terra arida. “Vlei” significa pozza d’acqua che in questo caso è “dead”, cioè asciutta e priva di vita. Il paesaggio surreale del deserto, infatti, sembra uscito da un quadro di Salvador Dalì, con i colori accesi che contrastano con la vegetazione secca, bruciata dal sole. Il luogo merita comunque una visita all’alba o al tramonto, quando le enormi dune di sabbia si incendiano di rosso in contrasto con il cielo che qui è limpidissimo, come in nessun altro posto al mondo.

Chihuahua - Al confine tra Messico e Stati Uniti, il deserto di Chihuahua ricopre un vasto territorio che occupa gran parte dell’altopiano messicano e del Texas occidentale e alcune parti del Nuovo Messico meridionale e dell’Arizona sud-orientale. Secondo il Wwf è il deserto con la maggior biodiversità di specie, anche autoctone, anche se negli ultimi anni alcune specie native, come il lupo messicano e la antilocapra, stanno scomparendo. Il deserto è caratterizzato da una vastissima pianura secca e pietrosa, da basse colline, da piccole catene montuose attorno alle quali si sviluppa una tipica flora desertica, e da alcune dune bianche come quelle di Samalayuca, a sud di Ciudad Juarez, che si estendono per 150 chilometri quadrati. Le città da dove partire per una visita, oltre a Ciudad Juarez, sono Saltillo, Monterrey e Santa Fe.

Gobi - E’ il quinto deserto del mondo per vastità e il primo in Asia: si estende, infatti, per più di un milione di chilometri quadrati al confine tra Cina e Mongolia. E’ una distesa immensa e silenziosa che regala nella Mongolia meridionale paesaggi mozzafiato, soprattutto all’alba quando all’orizzonte si vedono montagne di sabbia mosse dal vento e attraversate solo dai cammelli e dai cavalli dei mongoli. A differenza degli altri deserti, vastissimi e caldi, il deserto del Gobi, il cui nome in lingua mongola significa “luogo senza acqua”, è freddo perche sorge su un altopiano; d’inverno, infatti, è facile vedere le dune ricoperte di neve. Spettacolari, poi, sono le Khongoryn Els, maestosi banchi di sabbia che sibilano quando soffia il vento. Il deserto, inoltre, nasconde tesori paleontologici: sono infatti frequenti i ritrovamenti di scheletri di dinosauri risalenti anche a 80 milioni di anni fa. Una descrizione del deserto apparve persino ne Il Milione di Marco Polo che nel 1298 raccontava di pastori nomadi e di audaci cavalieri a dorso di cammello. Qui, infatti, si viaggiava lungo l’antica via della seta e molti furono gli esploratori che lo attraversarono nei secoli. Oggi si viaggia su fuoristrada lungo strade pietrose: da Ulan Bator, capitale della Mongolia, si attraversano percorsi sterrati intervallati da piccole montagne granitiche che interrompono la monotonia del paesaggio. Meritano una visita le Flaming Cliffs, simili al Grand Canyon, dove è possibile passare la notte sotto un cielo stellato; e lo Yoliin Am, un ghiacciaio che d’estate si scioglie in fiumiciattoli d’acqua fresca. Immancabili, infine, sono le escursioni giornaliere a dorso di cammello o a cavallo.

Atacama - Nel Cile settentrionale, tra le Ande e la Cordigliera della costa, il deserto di Atacama è il luogo più asciutto del mondo, cinquanta volte più secco della Death Valley statunitense: la protezione delle imponenti montagne che lo circondano, infatti, impedisce la formazione di nubi, motivo per cui la pioggia è un fenomeno rarissimo. Il deserto, inoltre, è particolarmente favorevole all’osservazione della volta celeste anche per la totale assenza di inquinamento luminoso; è qui che sul Cerro Paranal, a 2.635 metri d’altezza, è nato l’osservatorio astronomico con un telescopio da record, un enorme sistema di 4 apparati ottici riflettori. Molti tour operator organizzano escursioni nel deserto con jeep e con la possibilità di trascorrervi anche dei giorni. In pieno deserto, tra l’altro, a 2.500 metri d’altezza all’improvviso, dopo chilometri di rocce, polvere e lunghi rettilinei, si raggiunge San Pedro Atacama, una cittadina con casette bianche e qualche albero, dominata dal vulcano Licancabur, che arriva a 6mila metri d’altezza e ha la forma di un cono perfetto. Nei dintorni c’è anche la celebre Valle della luna, da visitare all’alba o al tramonto. Infine merita di essere visitata Mano, opera del cileno Mario Irarrazabal: una curiosa e gigantesca scultura in ferro ricoperta di cemento, che dal 1992 è tappa obbligata per chi visita questi aridi luoghi.

Rub’ al-Khali - Immenso, disabitato e in gran parte inesplorato, il deserto Rub’ al-Khali ricopre gran parte della vasta penisola araba. La parte più affascinante e visitabile del deserto con le dune di sabbia color rosso e ocra è sul suolo dell’Oman, punto d’incontro tra Asia e Africa: i due terzi del Paese, infatti, sono occupati dal deserto, privo di centri abitati e strutture ricettive. Per visitarlo è necessario rivolgersi a operatori e a esploratori specializzati che organizzano tour su misura, spedizioni e persino la desert therapy, adatta solo agli spiriti più avventurosi. Vicino alla capitale Muscat, invece, vale la pena scoprire le dune del Sharqiya Sands, facilmente accessibili, anche in giornata, con escursioni in jeep e con la possibilità di alloggiare in tende beduine sotto il cielo stellato. Esistono però anche lussuosi accampamenti con bagno privato, wifi e pannelli solari, per i viaggiatori più esigenti.

Thar - E’ il deserto sabbioso dello stato del Rajasthan, in India, che si estende per 200mila chilometri e incanta per le sue atmosfere e i colori caldi delle dune, alcune mobili, e delle oasi. Popolazioni indù e minoranze musulmane e sikh abitano le poche città-oasi come Jodhpur, la capitale al margine del deserto, Jaisalmer, Bahawalpur e Almer, situate proprio in mezzo alle dune sabbiose. Le città sono collegate da strade percorribili con jeep e la parte più bella dove fare escursioni a dorso di cammello, soprattutto al tramonto, è dal villaggio di Khuri, a 50 chilometri da Jaisalmer, quasi al confine con il Pakistan.

Wadi Rum - E’ una spettacolare valle che incanta con i suoi colori cangianti, le rocce dalle forme più bizzarre, con le montagne di sabbia rossa e i profondissimi canyon di arenaria. E’ una riserva protetta, un monumento naturale scavato nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e granitico della Giordania meridionale. Teatro delle celebri imprese di Lawrence d’Arabia, ospita insediamenti umani sin dalla preistoria e affascina ogni viaggiatore che lo attraversi a dorso di cammello o su comode jeep guidate da beduini locali che organizzano i tour. Le pareti di roccia delle montagne portano i segni degli antichi abitanti del deserto: sono graffiti rupestri nabatei, rimasti intatti nel tempo, che raccontano la storia di questo crocevia carovaniero tra penisola arabica, Sinai ed Egitto. Benché sia possibile visitare il deserto in un solo giorno è bellissima l’esperienza di dormire in un campeggio o nelle tende di lana di capra, godendo del silenzio del deserto e del cielo stellato.

Lençóis Maranhenses, Brasile - E’ un deserto anomalo perché ricco di acque: il parco nazionale di Lençóis Maranhenses, sterminata distesa di dune bianche, oasi di mangrovie, laghi e fiumi, sorge nello stato di Maranhâo, nel nordest del Brasile. Il vento sposta continuamente le dune, cambiando il territorio e regalando emozioni sempre diverse durante le visite. Scoperta recentemente tra l’oceano e la foresta, offre pochi villaggi presenti nella riserva protetta, immersa nella natura più selvaggia. Le escursioni si fanno in auto, buggy, con il bus o con piccoli aerei da turismo; si parte da Fortaleza e la sosta intermedia si fa nella splendida Jericoacoara fino a Sao Luis, centro storico coloniale e patrimonio mondiale dell’Unesco.

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