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Le sebadas di Sardegna diventano prodotto Igp

Le sebadas di Sardegna diventano prodotto Igp

Comitato promotore, "un orgoglio per l'agroalimentare sardo"

CAGLIARI, 07 luglio 2023, 14:07

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le sebadas di Sardegna diventano prodotto Igp. Entra a far parte dell'Olimpo delle eccellenze alimentari mondiali il dolce tipico sardo di pasta fresca di semola, pecorino o vaccino freschi, aromatizzato al limone, cosparso di miele. Richiestissimo come dessert in ristorante e agriturismo, come anche nei panifici e pastifici, può ora vantare l'Indicazione geografica protetta, il più alto riconoscimento in Europa, per un prodotto alimentare di seconda trasformazione. Salgono così a tre i prodotti sardi che hanno ottenuto il bollino giallo-blu, già assegnato all'agnello sardo e ai culurgionis d'Ogliastra.

Un iter durato quattro anni, con il coinvolgimento di una decina di imprese produttrici: La casa della nonna di Bolotana, Laboratorio di pasta fresca e pasticceria di Richard Marci di Cardedu, i pastifici Contini di Santa Giusta, Calitai di Cagliari, Antonio Cossu di Iglesias, ancora, I Sapori d'Ogliastra di Vito Arra, panificio La fornarina di Marco Orrù di Cagliari, Biscottificio Demelas di Stintino e La Sfoglia d'Oro di Sassari. E' il sesto prodotto di pasta alimentare ad acquisire la denominazione dopo la pasta di Gragnano, i maccheroncini di Campofilone, i cappellacci di Zucca, i culurgionis d'Ogliastra e i pizzoccheri della Valtellina e il terzo prodotto di pasta alimentare ripiena.

Il nome tutelato, nel rispetto delle varianti linguistiche, non è solo sebadas ma anche seadas o sabadas, seattas, savadas, sevadas. "Uno straordinario risultato - dichiara Franco Calisai, presidente del comitato promotore Sebadas di Sardegna Igp che ha sede nella Cna Ogliastra - una tutela per il consumatore e un modo per sottrarre il prodotto a tentativi di usurpazione del nome".

Si stima una produzione complessiva di 2 milioni prodotti annualmente in Sardegna, pari a circa 1.600 quintali, con oltre 2,5 milioni di euro di fatturato. "Il disciplinare, che richiama la ricetta classica, ammette piccole varianti nel rispetto delle tipicità territorialità delle materie prime e del valore dell' artigianalità - aggiunge Vito Arra del comitato promotore e Cna ogliastrina - questo riconoscimento è motivo di orgoglio per l'agroalimentare della Sardegna e per il nostro territorio una grande soddisfazione". 

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