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Coop per la fase 3, prezzi fermi, piano da 50 milioni

Coop Italia si prepara ad affrontare la nuova fase

ROMA ANSAcom

Con un piano da 50 milioni di euro, Coop Italia si prepara ad affrontare la nuova fase che "si prospetta complessa e tale da generare una ulteriore, drammatica polarizzazione dei consumi". Il piano, che porta l'impegno economico complessivo del gruppo per il Covid a 100 milioni, prevede altri 4 mesi di blocco dei prezzi sui 2 mila prodotti a marchio (fino al 30 settembre), un paniere di 10 prodotti basici di qualità a 10 euro e promozioni per tutta l'estate. "Dobbiamo essere pronti a una recessione che può essere dura e duratura", afferma il presidente Coop Italia, Marco Pedroni, nella conferenza stampa in videoconferenza "Coop e la fase 2: lo scenario e le iniziative della ripartenza", sottolineando la caduta del Pil ipotizzata in oltre il 10%, l'occupazione in forte peggioramento e i segnali di un'inflazione crescente. "Non basta l'azione del governo, anche le imprese possono fare molto", aggiunge Pedroni. Nella prima fase dell'emergenza sanitaria Coop ha bloccato i prezzi di oltre 18.000 prodotti e consegnato oltre 100 mila spese a famiglie in difficoltà con la Protezione Civile, l'Anci e associazioni di volontariato. Inoltre ha donato 4,4 milioni di mascherine e fatto un sconto del 10% sui buoni spesa del governo. Questo impegno di spesa, insieme ai costi legati alla messa in sicurezza dei locali e alla perdita di produttività per le misure del contenimento dei contagi, secondo il gruppo, ancora non si sa se sarà compensato dall'aumento delle vendite che c'è stato nei punti vendita di prossimità. Durante il lockdown, infatti, le vendite del gruppo sono aumentate in media del 5% ma spaziando dagli incrementi del 15/25% dei negozi di piccole e medie dimensioni, al crollo del 10% di ipermercati e superstore, soprattutto nelle aree extra-urbane. Il ritorno ai negozi di quartiere, imposto per decreto all'inizio, è diventato una delle tendenze che Coop si aspetta possano rimanere nel futuro, insieme all'accelerazione dei servizi digitali. Le misure per far fronte all'emergenza sanitaria hanno infatti modificato in modo radicale la spesa degli italiani, che all'inizio, ha assunto le caratteristiche di una spesa da "bunker". Nelle lunghe settimane del lockdown le visite ai supermercati sono quasi dimezzate (sono diminuite del 40%) mentre raddoppiava l'importo degli scontrini (è passato da 26 euro a 46) e gli acquisti di piatti pronti venivano sostituiti da prodotti di base. Poi con la riapertura progressiva del Paese, a maggio, gli acquisti "protagonisti" del lockdown hanno rallentato: la crescita tendenziale della farina per impastare pane, pizza e dolci, il nuovo hobby nazionale, è passata dal 180% di aprile al 68% di maggio, quella delle tinte per capelli è crollata dal 165% al 30%, con la riapertura dei parrucchieri, quella di disinfettanti dal 280% al 59%. Si è rafforzata ulteriormente la caccia alle mascherine, ora che si può uscire più liberamente, gli acquisti di queste protezioni hanno toccato il +21 mila %. E sono iniziati a tornare nel carrello anche trucchi e cosmetici, bevande per sportivi e anche condom. Per il prossimo futuro, un'indagine sulle aspettative dei consumatori e dei clienti Coop mostra come l'attenzione sarà dedicata soprattutto ai prezzi dei prodotti (per l'85%), seguiti dalla sicurezza degli alimenti (80%) e dal rispetto dei lavoratori 75%. "La domanda di sicurezza è molto importante, sicurezza dei luoghi, sicurezza delle relazioni e sicurezza anche dei prodotti", commenta l'amministratrice delegata di Coop Italia, Maura Latini. "C'è una grande paura del futuro rispetto alla povertà e alla perdita del lavoro, ma c'è anche attenzione all'italianità dei prodotti", continua Latini, sia perché considerati "migliori" sia perché creano occupazione in Italia. "Se nella fase dell'emergenza la maggior parte del nostro investimento -circa il 70%- è stato assorbito dalle azioni necessarie a garantire a soci e consumatori la massima sicurezza e serenità, ora la percentuale si è rovesciata - sottolinea Pedroni - per gli impegni a difesa del potere di acquisto".

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