Gas serra -20% in 10 anni con moderna pastorizia

Allevamenti ovini sardi trainano ricerca su cambiamenti clima

Stefano Ambu MACOMER

MACOMER - Anche la pastorizia in campo nei processi di mitigazione dei cambiamenti climatici. Obiettivo: la riduzione delle emissioni di gas serra del comparto ovino sardo entro i prossimi 10 anni. È il progetto europeo "SheepToShipLIFE", finanziato dal programma Life, strumento dell'Ue per la salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità.

"Come un laboratorio a cielo aperto, stiamo sperimentando in Sardegna un modello di mitigazione dei cambiamenti climatici trasferibile in Europa", spiegano gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto per la BioEconomia, con sede a Sassari, che coordina il progetto in partnership con Agris, Laore, assessorato regionale della difesa dell'Ambiente, dipartimenti di Agraria e di Scienze economiche e aziendali dell'Università sassarese.

La Sardegna è stata scelta come area di intervento del progetto in quanto rappresentativa del comparto ovino mediterraneo: da sola conta oltre il 40% del patrimonio ovino italiano. Il sistema di allevamento isolano vanta inoltre un altro primato: è la prima regione del bacino del Mediterraneo in cui l'allevamento ovino è quasi esclusivamente di tipo estensivo. Gli studi di SheepToShip LIFE evidenziano come "le relazioni tra l'allevamento ovino e le emissioni di gas serra sono poco studiate, nonostante la continua crescita a livello mondiale dei piccoli ruminanti e il rilevante interesse dei consumatori verso i prodotti di origine ovi-caprina". Le strategie elaborate per raggiungere questi obiettivi (-20% di emissioni di gas serra con l'incremento delle redditività negli ovili entro nel 2030) hanno seguito un approccio multidisciplinare che è stato presentato a Macomer nella sede del Consorzio per la tutela dell'Igp Agnello di Sardegna, durante un focus group che ha coinvolto circa 30 tra pastori tecnici e una delegazione delle istituzioni partner del progetto.

"I pastori lavorano in simbiosi con la natura ma è anche un mondo, come dimostra questo progetto, che non si sottrae e si confronta sempre di più con la ricerca per migliorare l'efficienza dei propri allevamenti sia dal punto di vista economico che ambientale - sottolinea Battista Culabu, presidente del Consorzio di tutela Contas - Questo nonostante tutte le problematiche e gli ostacoli che quotidianamente si affrontano sia con una filiera distorta che spesso non riconosce una equa remunerazione ai propri prodotti, sia con una burocrazia cieca che ostacola l'iniziativa imprenditoriale".

Una opportunità tra sviluppo e ambiente. "Il progetto "SheepToShip LIFE" si muove sulla stessa linea del Consorzio - aggiunge il direttore di Contas Alessandro Mazzette - e ci aiuta nella direzione di un miglioramento delle produzioni che punta al mantenimento della qualità delle carni che caratterizza l'Agnello di Sardegna Igp. e alla sostenibilità ambientale del comparto ovino dell'Isola". (ANSA).

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