Al via campagna Coop pesticidi-free, si parte dalle ciliegie

Entro il 2019 altre 15 colture glifosato-free, "noi pionieri"

Redazione ANSA ROMA

Parte dalle ciliegie la nuova campagna pesticidi free nei prodotti di ortofrutta a marchio Coop, che metterà progressivamente al bando quattro 4 molecole di erbicidi, tra cui il glifosato, per il loro impatto ambientale. A fine maggio nei reparti ortofrutta dei 1100 punti vendita arrivano i frutti completamente liberi dal campo alla tavola da questi 4 pesticidi. Si tratta della prima di 35 filiere di ortofrutta a marchio Coop che saranno man mano coinvolte nell'ulteriore riduzione dei pesticidi, fino all'eliminazione, per un totale di 116 fornitori e di oltre 7mila aziende agricole. In totale saranno 15 le colture interessate nel corso del 2019, tra cui anche meloni, uva, clementine. Nei successivi tre anni queste pratiche verranno estese a tutte le famiglie dei prodotti ortofrutticoli a marchio Coop per un volume complessivo di oltre 100 mila tonnellate di prodotti coinvolti per un valore di 325 milioni di euro.

E' dal MacFrut a Rimini che la Coop rilancia in versione 4.0 la strategia di riduzione dei pesticidi avviata 26 anni fa e da allora più di 10 molecole chimiche sono state eliminate dai prodotti a marchio, spesso anticipando di anni la normativa.

Oggi quindi promuove la cosiddetta agricoltura di precisione, ossia tecnologie agricole innovative in grado di migliorare efficienza, resa e sostenibilità delle coltivazioni. strategia di tradizionale attenzione per l'ambiente e di sicurezza alimentare. "Quando avviamo una nuova campagna ci sentiamo un pò dei pionieri - ha spiegato il presidente Coop Italia Marco Pedroni - lo siamo stati nel '93 quando si spargeva nei terreni una media di 3,4 chilogrammi a persona di pesticidi e lo siamo oggi". Ridurre l'uso di altre molecole controverse, secondo Pedroni, significa alzare l'asticella, fare un salto di qualità.

"Chiediamo anche agli altri di farlo - ha concluso, evidenziando che - come Coop abbiamo deciso di attivare quel principio di precauzione che ci ha fatto dire di no a Ogm, olio di palma, uso diffuso o sistematico di antibiotici negli allevamenti". 

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