Mascherare la depressione con il sorriso, è la 'smiling depression'

In apparenza felici, fra di loro le persone che sembrano "avere tutto"

Redazione ANSA ROMA

  Mascherare la depressione dietro un sorriso si può, anzi è una cosa che in tanti fanno. Ciò non significa che stiano meno male internamente, ma rende più difficile scoprire che soffrano del disturbo. In inglese il termine utilizzato per descrivere questa condizione e 'smiling depression' (depressione col sorriso), che non è un termine tecnico per gli psicologi. Quello che potrebbe avvicinarsi di più è 'depressione atipica'. A esplorare il fenomeno, su cui nell'ultimo anno sono aumentate le ricerche sul web secondo gli esperti, è un articolo su The Conversation di Olivia Remes, ricercatrice dell'Università di Cambridge. Per Remes le persone con questa condizione "potrebbe sembrare che non abbiano motivo per essere tristi: hanno un lavoro, un appartamento e spesso anche bambini o un compagno.
    Sorridono quando li saluti e possono condurre conversazioni piacevoli. Indossano una maschera per il mondo esterno. Dentro, tuttavia, si sentono senza speranza e scivolare verso il basso, a volte anche pensando di farla finita con tutto. La forza con cui devono andare avanti può renderli particolarmente vulnerabili alla realizzazione di piani di suicidio. Ciò è in contrasto con altre forme di depressione, in cui si potrebbe avere un'idea di suicidio ma non abbastanza energia per agire".
    Le persone con 'smiling depression' hanno maggiori probabilità di sentirsi depresse di sera e sentono il bisogno di dormire più a lungo. Con altre forme di depressione, invece, può capitare che l'umore peggiori al mattino e di dormire meno. Chi ne è colpito sembra essere più incline "ad anticipare il fallimento, ad avere difficoltà a superare situazioni umilianti e tende a rimuginare troppo su situazioni negative". Come superare questa condizione, che secondo dati nel Regno Unito colpisce tra il 15 e il 40% di chi è depresso? Prendendo coscienza che chiedere aiuto può alleviare la sofferenza. Anche attività fisica e meditazione possono essere ulteriori mezzi. 
   

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