Oncologi, dalle leucemie oggi si può guarire

Redazione ANSA

Oncologo Locatelli,  opzione trapianto quando chemio non da' effetti sperati

Per le leucemie, in particolare quella linfoblastica acuta, una diagnosi tempestiva e' importante per utilizzare al meglio le opzioni di cura disponibili. A spiegarlo è Franco Locatelli, direttore di Onco-ematologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Per le leucemie la diagnosi tempestiva e' importante: tanto più lo e', tanto migliori saranno le condizioni di partenza su cui poter lavorare per utilizzare le chances di cura a disposizione- spiega Locatelli- in quella linfoblastica acuta, in particolare, la diagnosi precoce può permettere di evitare problemi di allargamento delle strutture dei linfonodi , che possono portare insufficienza respiratoria, e infiltrazioni nel sistema nervoso centrale". " Questa patologia - spiega ancora l'esperto - rappresenta il 15-20% delle leucemie acute in età pediatrica, si verificano 60-80 nuovi casi ogni anno. In età adolescenziale e' largamente curabile, al 75-80%, con approcci chemioterapici". "Possono però verificarsi dei casi in cui gli effetti della chemioterapia, verificabili con un particolare marcatore detto di determinazione della malattia residua minima, che va a verificare il carico di cellule tumorali a 5-11 settimane dalle terapie, non sono quelli sperati- spiega l'esperto- un'opzione e' ricorrere al trapianto di staminali da donatore come avvenuto nel caso di Leo (Ndr storia raccontata in apertura). Leo sfortunatamente in famiglia e in ambito familiare non aveva nessuno completamente compatibile con lui e allora abbiamo attuato per la prima volta nel nostro paese e con colleghi tedeschi per la prima volta nel mondo una 'manipolazione' selettiva delle cellule trapiantate, rimuovendo quelle che potevano aggredire l'organismo e lasciando tutta una 'popolazione' cellulare che poteva offrire anche protezione contro i rischi post-trapianto. Così è arrivata la guarigione e ha potuto ricominciare a praticare sport". Questo approccio, il trapianto, e' stato già utilizzato in 80 pazienti leucemici, con risultati che in termini di guarigione sono equivalenti a quelli della chemioterapia. "Oltre alla chemio, con un approccio che consente sempre più di ritagliarne l'intensità dei trattamenti rispetto al bisogni del paziente -conclude Locatelli- bussa inoltre alle porte l'immunoterapia".

 

Oncologo Milano, una rete di cure e comfort per adolescenti, pazienti delicati

Di leucemie, come di altri tumori e malattie oncoematologiche pediatriche, si guarisce . La possibilità di guarigione esiste ed è concreta e, per adolescenti e pazienti pediatrici, il tasso di sopravvivenza globale, si aggira tra l'80 e il 90% dei casi. Importante e', soprattutto per gli adolescenti, scegliere però il posto giusto in cui curarsi: se trattati con protocolli pediatrici ed in ospedali pediatrici le chances di guarigione sono migliori. Parola di Giuseppe Maria Milano, oncoematologo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove da anni si curano anche ragazzi e ragazze fino ai 21 anni di età. "Stiamo iniziando a conoscere sempre meglio le problematiche relative agli adolescenti, il 'limbo' in cui sono collocati e' legato sia alla vulnerabilità legata all'età, insita quindi nell'adolescenza stessa, sia al fatto che i ragazzi che si ammalavano venivano posti come in una realtà di mezzo- spiega Milano- ora abbiamo appurato che, se trattati con protocolli pediatrici, la prognosi migliora drammaticamente". C'è sempre più attenzione insomma ai teenager che si ammalano, alle cure proposte e anche alle loro esigenze di avere una vita il piu' possibile normale per l'età. "Facciamo il possibile per evitare che si sentano 'congelati' e per trasportarli, pur in una situazione di anormalità, da una parte all'altra della loro vita- aggiunge l'esperto- da anni la mentalità e' cambiata e sta cambiando, si cerca di costruire una rete di comfort per questi pazienti più delicati". Da qui e' nato anche il progetto 4U, ideato con il Professor Franco Locatelli direttore del dipartimento oncoematologico dell'ospedale pediatrico romano, dedicato proprio agli adolescenti malati di tumore: leucemie,linfomi e sarcomi tra tutti. Qui ogni anno circa 70 giovani pazienti vengono curati da un’equipe multidisciplinare che segue protocolli frutto della migliore ricerca scientifica a livello internazionale e il rapporto dei medici con loro, sull'iter delle cure e della malattia, e' diretto. Le esigenze, i bisogni, sono stati individuati con dei questionari somministrati proprio a loro."Per esempio quello di una stanza per condividere tempo con gli amici, la fidanzata,guardare film, leggere che è in via realizzazione, senza dover stare per forza a letto - evidenzia Milano- mentre esiste già all'interno della Ludoteca, per i teenager che fanno trattamenti in Day Hospital ambulatoriali, una sala hobby per fotografia, cinema e altro. E c'è anche una squadra di calcio composta da adolescenti guariti da cancro. Faremo la partnership con una scuola di musica per offrire anche questa opportunità ai ragazzi e creare magari una band". Altre esperienze, diverse, dedicate agli adolescenti ci sono anche all'Istituto Tumori di Milano, al Cro di Aviano, e anche a Torino c'è un' 'unità di crisi' per i teenager. Ma il progetto del Bambino Gesù per gli adolescenti si propone come più ambizioso. "La cosa più importante di 4U, e' essere anche una campagna di sensibilizzazione e informazione estesa al mondo esterno, mondo che per paura della malattia oncologica, congela l'adolescente malato e spesso lo allontana come raccontano i ragazzi stessi- conclude- ci rivolgeremo per questo a genitori, scuole e istituzioni e agli adolescenti 'sani', con eventi e iniziative volte a smitizzare l'idea comune del malato senza chances che va compatito, ma di un ragazzo o ragazza che subiscono una evento della vita, una 'esperienza', che va normalizzata dentro e fuori le strutture ospedaliere pediatriche, e continuare la vita che desiderano lontani dallo stato di 'malattia' ".

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