Leonardo, con tumore al polmone correrò maratona di New York

Per me correre vuol dire vivere, vedere, pensare

Redazione ANSA

Quella contro il cancro al polmone e' la sfida più dura della mia vita, ma l'ho sempre affrontata con coraggio e determinazione. La stessa determinazione che mi ha fatto correre la maratona di Roma, 12 chilometri insieme al presidente del Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) Giovanni Malago', e che a novembre mi porterà, come ha annunciato proprio il presidente Malago', ad essere il primo italiano con il cancro a correre alla maratona di New York.

Quando mi fu diagnosticata la malattia mi stavo preparando proprio per la Maratona di New York, annullata a causa dell’uragano Sandy. Ed ora, a quattro anni di distanza, voglio ripartire proprio da New York. Sono un ex maratoneta, mi sono avvinato alla corsa nel 1998, ma poi nel 2012, a causa del tumore, ho dovuto smettere per un anno e mezzo: le metastasi alla testa erano tali che avevo perso la sensibilità agli arti inferiori. Ho un adenocarcinoma al polmone al quarto stadio con metastasi cerebrali e ossee e doppia mutazione genetica, un cancro inoperabile con cui devo convivere finché morte non mi separi.

Eppure, ancora adesso, per me correre vuol dire vivere, vedere, pensare. Per questo quando corro lo faccio senza musica, per concentrarmi meglio sui miei pensieri. Era precisamente il 9 agosto 2012 quando ho avuto la diagnosi, da allora oltre al mio festeggio un altro compleanno. I sintomi che avevo erano perdita di peso, stanchezza, febbre, dolori al torace. Per fortuna, all'ospedale di Perugia hanno un'Oncologia strepitosa. Ho fatto otto cicli di chemio dosate al 75% perché in un corpo giovane come il mio (ho 43 anni) il tumore 'galoppa' più velocemente e dei cicli di radioterapie al cervello che mi hanno fatto ragionare poco per diversi mesi. Quando ho iniziato a stare un po' meglio, nel 2013, ho dato vita all'associazione 'Avanti tutta onlus', per offrire ai malati oncologici una qualità di vita migliore.

È' questo che abbiamo messo a disposizione nell'oncologia dell'ospedale: qualità di vita e dignità. Questo perché chi meglio di un malato di cancro sa come sta un altro malato di cancro. Mi reputo un miracolato: c'è chi e' morto dopo 11 mesi, mentre io sono ancora qui. La presidente della Regione Umbria mi ha definito patrimonio regionale. Alla Mason University negli Usa, sono un 'caso di studio' per la mia qualità di vita. Nella mia regione vengo invitato a parlare ai ragazzi di stili di vita sani, di come superare stress, paure e bassa autostima.

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