Nicoletta, ho vinto contro tumore al seno e ora combatto per mio figlio

La mia una battaglia per due, e non abbasso piu' lo sguardo

Redazione ANSA

La mia è una battaglia per due. La prima parte, contro il cancro al seno che mi ha colpita, posso dire di averla vinta, ora investo le mie energie per combattere per mio figlio Luca (nome di fantasia).

Anche lui ha un tumore, un neuroblastoma metastatico, ha 9 anni e ha bisogno della mamma.

Tutto il percorso della mia malattia, iniziato nel 2013, e' collegato a quello di mio figlio.Non mi sono neppure accorta di quello che è successo, ho scoperto di star male il 24 luglio, il 2 agosto mi hanno fatto una prima operazione una quadrantectomia, per poi dopo una settimana farmi un'asportazione totale del seno. Il 3 agosto ho saputo di mio figlio. Mio padre è venuto a prendermi al Campus Bio Medico, e mi ha portato all'ospedale pediatrico Bambin Gesù: ho visto la faccia di mio marito e gli ho detto 'Dimmi che non è quello che penso'. Luca ha avuto due ricadute e la sua lotta continua ancora oggi. I primi segnali della mia malattia li ho notati l'estate precedente. Avevo come una piccola crosticina sul capezzolo, mi sono detta a settembre faccio i controlli, settembre e' diventato ottobre, e così via. Premetto che da quando ho fatto la Maturità ho scoperto dei noduli benigni quindi facevo un'ecografia al seno ogni anno. A gennaio ho finalmente fatto l'ecografia in un centro diverso da quello solito, vicino all'ufficio, mi hanno tranquillizzata dicendo non c'era nulla.

Mi hanno dato una crema antibiotica e sembrava rimarginato, ma verso maggio-giugno il problema è ricomparso. Ho sentito anche un nodulo,ho capito che qualcosa non andava, e a luglio ho rifatto il controllo. Sono stata dal dottore dove andavo abitualmente per l'ecografia e ho visto che ha cambiato espressione: mi ha spiegato che c'era un cono d'ombra strano, che dagli accertamenti si è rivelato essere un nodulino di cinque millimetri, ma secondo il medico siccome era arrivato alla pelle andava tolto.

Ho pensato a settembre lo tolgo ma lui mi ha detto: 'Forse non ha capito, se vuole la metto in contatto con il Centro tumori di Milano'. Mi è crollato il mondo addosso. Dopo l'operazione di asportazione del seno mi hanno fatto fare anche 8 cicli di chemio e la radioterapia, per sicurezza perché era una forma aggressiva di tumore e aveva raggiunto la pelle. La chemio l'ho smaltita al Bambin Gesù, accanto a mio figlio. Dalla mia battaglia ho capito che prima che le cose accadano non sai che forza puoi tirare fuori: prima avevo il terrore di ospedali, aghi, poi andavo a fare la chemio e dopo le operazioni mi medicavo da sola in bagno.

Ho trovato dentro me stessa una forza inumana, un'aggressività impensabile verso la malattia. Ho imparato a vivere la vita giorno per giorno e a fare le cose che desidero se non ci sono ostacoli. Prima quando vedevo qualcuno senza capelli abbassavo lo sguardo, ora lo guardo dritto negli occhi e sorrido. Non ho più la sensazione di pietà ma di condivisione e di speranza.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA