Una gravidanza anche senza stomaco, la storia di Laura

'Cancro si può sconfiggere e si può diventare mamme'

Redazione ANSA

"Si può vivere senza stomaco, e si possono anche avere dei figli". A raccontarlo è Laura, che nel luglio 2007 aveva 37 anni, un figlio ed era in partenza per le ferie. Fu allora che la fastidiosa gastrite di cui soffriva da tempo iniziò a peggiorare.

"Ad un certo punto i dolori si fanno più intensi e riesco a dormire solo sull'addome. Parlando con una collega mi dice che da troppo tempo mi sente lamentarmi per lo stomaco". Una mattina di fine luglio, l'appuntamento per una gastroscopia. Si presenta in sella al motorino alle 9 all'Ospedale Fatebenefratelli di Roma. "Niente sedazione perché vado di fretta, alle 10 ho una riunione". Dodici infiniti minuti, seguiti da un colloquio immediato con il primario "che vuole essere sicuro che abbia ben chiara la gravità della situazione. Si tratta di cancro. Bisogna togliere lo stomaco al più presto, entro 15 giorni". Una diagnosi fulminante. "Non so dove ho trovato le risorse per uscire di lí, telefonare a mio marito, sedermi su un muretto, piangere e aspettare". Il 14 agosto le viene asportato lo stomaco, per via di un carcinoma di ben 4 centimetri. "La ripresa è buona, piccoli pasti, alimenti semplici ma scariche continue e blocchi di cibo mi tormentano". Ma il dimagrimento è spaventoso, 40 chili per 164 cm.

Viene sottoposta alla nutrizione enterale, ovvero sacche di cibo infuse da una pompa attraverso sondino naso-gastrico, grazie alla quale recupera i chili che la mettono in condizione di affrontare la chemioterapia. "Con paura e fiducia inizio la terapia endovena. Ma alla quinta infusione collasso. Cado in una specie di letargo, tutte le mucose del corpo sembrano esplodere. In due giorni perdo tutti i capelli. Vengo ricoverata d'urgenza e sottoposta ad una terapia di cortisone che mi riporta alla coscienza". L'organismo non aveva l'enzima per metabolizzare il fluoro della chemio, che si è accumulato procurando tossicità. Dopo una lunga degenza e una difficilissima ripresa inizia la convivenza con la malattia cronica: perdita di peso, carenze di ferro e vitamina b12, crisi glicemiche e "una stanchezza che non passa con il riposo". Ma negli anni i problemi migliorano, Laura riprende il lavoro e la vita. Tutto regolare, almeno fino a giugno dello scorso anno, quando il ciclo non si presenta. "Ho 44 anni: sarà una menopausa precoce". Invece, nonostante la spirale e il fisico debilitato, si trattava di una gravidanza.

"Sorpresa e sgomento! Mi sono presa un po' di tempo per riflettere: la mia situazione delicata, un figlio di 10 anni che avrebbe rischiato di perdere la mamma, l'età non giovanissima". Nonostante i dubbi e i rischi, insieme al marito decide di portarla avanti. La dieta viene integrata con cura, l'accrescimento fetale viene monitorato spesso e alla 38esima settimana il bambino nasce naturalmente e in gran forma. "A volte penso che se i medici che mi seguivano per la gastrite fossero stati più scrupolosi, la malattia non sarebbe progredita così tanto e non sarebbe stato necessario un intervento così radicale. D'altra parte sembra che il tumore fosse li da almeno tre anni e se l'avessi scoperto in tempo forse non avrei avuto il mio primo figlio". Quindi un messaggio alle giovani donne che vengono colpite da cancro: "continuate a pensare in positivo al dopo. Proteggete la fertilità e continuate a sognare".

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