Tumore alla prostata, oggi 9 pazienti su 10 riescono a sconfiggerlo

Il presidente Aiom Carmine Pinto, 'attenzione a sedentarietà, eccesso peso e fumo'

Redazione ANSA

''Questa storia dimostra chiaramente che il tumore della prostata è una malattia dalla quale si puo’ guarire senza terapie troppo invasive per l’organismo''. Sono le parole incoraggianti del presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Carmine Pinto.

''Luigi all’età di 73 anni riesce ancora a condurre una buona qualità di vita nonostante la neoplasia. Infatti riesce ancora ad allenarsi quattro volte la settimana per le gare podistiche. A differenza di altri pazienti non ha dovuto subire operazioni chirurgiche che comportano a volte spiacevoli effetti collaterali all’apparato uro-genitale. Il carcinoma prostatico è la neoplasia più frequente tra gli italiani a partire dai 50 anni di età. Rappresenta da sola il 20% di tutti i tumori maschili diagnosticati e nel 2015 ha fatto registrare nel nostro Paese 35.000 nuovi casi. Risente molto degli stili di vita scorretti soprattutto la sedentarietà e l’eccesso di peso. Luigi infatti ha scoperto la passione per la corsa in età avanzata e aver trascorso tutta la prima parte della sua vita senza praticare attività fisica non l’ha di certo aiutato''.

Stesso discorso, avverte Pinto, ''vale per un altro pericoloso vizio, il fumo. Oggi però grazie alle nuove terapie e diagnosi precoce nove pazienti su 10 riescono a sconfiggere questa forma di cancro. E’ importante per tutti gli uomini dopo i 50 anni sottoporsi a controlli medici regolari. Questa regola di prevenzione è ancora più valida se, come nel caso di Luigi, ci sono stati in famiglia altri uomini che hanno avuto lo stesso problema''.

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