Animali non 'distanziati' da auto, come limitare incidenti

Indagine RACE: 'ridurre velocità e non tentare di schivarli'

Redazione ANSA

Ogni giorno immagini e notizie confermano i radicali cambiamenti che la pandemia, e il relativo lockdown, hanno generato nel comportamento degli animali selvatici, soprattutto nel loro rapporto non più 'distanziato' con le aree urbanizzate e le strade.
Un rapporto del Reale Automobile Club di Spagna (RACE) lancia l'allarme sulle conseguenze degli incidenti che possono essere causati da cani randagi, cinghiali, caprioli e cervi, stigmatizzano che il problema principale per gli occupanti delle auto non è la collisione stessa, ma la situazione di rischio che può derivare dall'incidente, come l'uscita dalla strada o l'invasione della corsia opposta.
Le moderne automobili, fatto salvo il caso degli animali più grossi - come le alci che si incontrano nel Nord Europa - sono infatti costruite con strutture frontali rinforzate che minimizzano i danni strutturali.
Ma come evidenzia un video realizzato da RACE in collaborazione con l'omologo tedesco ADAC (https://www.youtube.com/watch?v=lJprmX1L9tw&feature=emb_logo) un cinghiale del peso di 40 kg, simulato con un manichino, se investito a 80 km/h provoca una importante deformazione del frontale.
La maggior parte di questi incidenti, segnala il RACE, si verificano su strade secondarie e in condizioni di scarsa visibilità, con situazioni - secondo una indagine su i conducenti che hanno vissuto questa brutta avventura - di rischio da frenata di emergenza (73%), ribaltamento (50%), invasione della corsia opposta (24%) e persino uscita della strada (4%).
Il Reale Automobile Club di Spagna ricorda anche come ridurre al minimo le conseguenze di un incidente con un animale. In primo luogo occorre moderare la velocità nelle zone che possono comportare questo rischio, ad esempio le aree urbane che confinano con la campagna o dove sono presenti rifiuti alimentari.
Frenare per arrivare all'impatto alla velocità più bassa possibile e rimanere nella corsia senza fare movimenti improvvisi è il comportamento corretto per ridurre al minimo i danni alle persone. Va invece evitata la tendenza, spontanea, a sterzare bruscamente per cercare di evitare l'animale perché questo può avere conseguenze molto peggiori, come un incidente frontale contro un altro veicolo o colpire ostacoli sul lato della strada.
Gli aiuti tecnologici presenti nelle auto moderne - come l'ABS e la frenata automatica di emergenza - sono grandi alleati in questo casi e lo sono soprattutto, ma diffusi solo in pochi modelli di fascia alta, i sistemi di visione notturna a infrarossi o di illuminazione laser degli 'ostacoli' che si spostano al lato della strada.
RACE ribadisce, comunque, che moderando la velocità si ha il tempo di reagire efficacemente. Viaggiando a 80 km/h, resta il tempo per arrestare l'auto quando un animale selvatico si ferma sulla strada a 60 metri di distanza, ma se la velocità sale già a 100 km/h, lo spazio non è più sufficiente e l'animale (sempre a 60 metri) viene colpito rovinosamente a 61,1 km/h.

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