Hyundai Kona Hybrid, asiatica che strizza l'occhio a Europa

Look caratteristico, non passa inosservata. Ottimi i consumi

Francesco Fabbri

Un'auto matura, concreta, pensata per l'uso quotidiano, confortevole. E, soprattutto, che non passa inosservata. Hyundai Kona Hybrid segna un deciso passo avanti per il marchio coreano che, adesso, unisce alla filosofia asiatica un look decisamente più affine ai palati d'Europa. Non è un caso, infatti, che il design sia curato dal belga Luc Donckerwolke, proveniente da Volkswagen, dove si è occupato sia dei marchi premium del Gruppo, come Audi e Lamborghini, sia di brand più popolari, come Seat.


La Kona ibrida, che abbiamo avuto occasione di provare in un lungo test drive, il primo dopo la pandemia, è un'auto profondamente europea. Non soltanto nelle linee da piccolo suv, ma anche nel feeling. Una vettura per tutti i giorni, si diceva: e in effetti è proprio così. Guida alta, quattro comodi posti (a patto che chi guida non sia over size, il quinto è comunque un po' sacrificato), dotazioni tecnologiche all'avanguardia. Motore brillante, quasi troppo in alcune circostanze.

 

La firma degli esterni è il tetto nero, a contrasto. Le fiancate, disegnate da un doppia linea di profilo ma senza gli eccessi di un tempo, si chiudono in un frontale dominato dall'ampia calandra e caratterizzato dai due gruppi ottici bipartiti full led che donano personalità. Una piccola ricercatezza, la palpebra aerodinamica che disegna gli indicatori di direzione. Sul posteriore, invece, le linee si aprono sull'ampio portellone, che porta la soglia di carico il più in basso possibile. Non ampio il lunotto, e in manovra sono davvero utili le telecamere. Il disegno dei gruppi ottici posteriori, anche questi full led, attinge abbondantemente a linee europee: quasi un déjà vu. Qualche sobbalzo nei puristi delle linee possono suscitare gli ampi passaruota in plastica. A noi non dispiacciono e appaiono ben armonizzati con il resto della vettura. In fondo è pur sempre un suv, seppur di dimensioni limitate, che ha la praticità nel proprio dna.

Hyundai Kona Hybrid, l'asiatica dall'anima europea

All'interno, nella versione Exellence 1.6 DCT con Safety Plus Pack e Premium Pack della nostra prova, non manca davvero nulla. dal display touchscreen da 10,25 pollici (altrimenti da 7") agli Adas più avanzati, dal volante regolabile in altezza e profondità al freno di stazionamento elettrico (di serie). L'assemblaggio è sufficientemente curato, e il feeling di guida è subito buono. I 4,18 metri di lunghezza per 1,80 di larghezza sono dimensioni adatte nell'uso quotidiano, e il raggio di sterzata ridotto rende agevole ogni parcheggio.

Il motore ibrido da 141 CV, erogati grazie all'accoppiata fra il 1.6 termico e l'elettrico da 44,5 kWh, risponde bene, con una accelerazione decisa alla quale non fa da contrappunto, però, la frenata: a volte è fin eccessiva, con l'auto che tende a scomporsi. In città, grazie al motore elettrico che prende il sopravvento ad ogni rallentamento, è di grande silenziosità. Fluido il cambio DCT a sei rapporti, ad andature standard. Quando si chiede di più, ed è possibile farlo grazie alla coppia di 256 Nm, la risposta c'è ma la cambiata è meno efficace e si perde parte della silenziosità, neo anche nelle andature autostradali. Forzando gli inserimenti in curva o i cambi di direzione, complice anche l'altezza della vettura, si avverte una tendenza al coricamento. Buono lo sterzo. Davvero degni di nota i consumi: nel nostro test abbiamo rilevato 6.3 litri per 100 km sul misto.

La Hyundai Kona Hybrid parte da 26.350 euro, la versione in prova full optional sfiora i 35mila.

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