Auto: Anfia, Anie, Ancma, E-Motus, incentivi 3 anni poi stop

Transizione più lenta nelle piccole imprese, formazione centrale

Redazione ANSA TORINO

E' necessario prevedere un piano triennale di incentivi per l'auto elettrica e per tutta la filiera, ma bisogna progressivamente ridurre la dipendenza del mercato dalle misure di sostegno. Lo hanno sottolineato Anfia, Motus-E, Ancma e Anie, in un webinar organizzato per presentare lo studio "E-mobility Industry survey - La transizione della filiera della mobilità e il ruolo delle politiche industriali, tra presente e futuro", realizzato dalle associazioni con l'Università di Ferrara.
    "Bisogna dare un segnale che gli incentivi diminuiranno", ha detto Francesco Naso, segretario generale Motus-E. "Dobbiamo spingere per una filiera della mobilità elettrica, ma anche occuparci dei 70.0000 lavoratori che potrebbero perdere il posto. E' importante l'accompagnamento dei consumatori all'acquisto di queste vetture, ma bisogna progressivamente ridurre la dipendenza del mercato dagli incentivi", spiega Fabrizia Vigo, responsabile Relazioni istituzionali Anfia. Per Omar Imberti, coordinatore del Gruppo E-Mobility Anie, "bisogna dire con chiarezza per quanti anni si intende utilizzare gli incentivi". Concorda Michele Moretti dell'Ancma: "gli aiuti dovranno cessare appena possibile".
    Dallo studio emerge che la transizione della filiera alla mobilità elettrica è già realtà per molte imprese, ma per le aziende della componentistica è più lenta, in particolare per quelle di piccola e media dimensione. Ricerca e sviluppo e formazione delle risorse umane emergono come fattori fondamentali per la transizione. Andrea Bianchi, segretario generale del ministero del Lavoro, ha spiegato che sono allo studio strumenti specifici di cassa integrazione per favorire la mobilità dei lavoratori tra aziende e settori e l'uso della formazione.

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