Lotus Esprit, l'auto alternativa di James Bond

Svelata nel 1975, puntava a far cambiare marcia al marchio

Redazione ANSA MILANO

 La Lotus Esprit è stata l'auto alternativa di James Bond e un punto di svolta per la casa automobilistica britannica. Design scolpito e linee innovative firmate dalla matita di Giorgetto Giugiaro, la Esprit era stata infatti definita dallo stesso Colin Chapman, fondatore di Lotus, come la vettura che gli avrebbe permesso di entrare nel giro dei grandi marchi sportivi, tra Porsche, Ferrari, Lamborghini, così come Aston Martin, per giocarsi con quest'ultima anche il ruolo di Bond-mobile.
   

Svelata per la prima volta al Salone di Parigi del 1975, la Lotus Esprit ha rappresentato la svolta della casa britannica verso le linee nette della carrozzeria, preferite in questo caso a quelle curve per cui Lotus era diventata famosa. l'Esprit utilizzava un telaio in acciaio con una carrozzeria in fibra di vetro, sospensioni anteriori e posteriori indipendenti e un motore a quattro cilindri con cambio manuale.
    La Esprit fece una serie di apparizioni nei film di James Bond, prima in 'The Spy Who Loved Me' (1977), e poi in 'For Your Eyes Only' (1981). Tra le scene più celebri, quella in cui Roger Moore guida una Esprit attraverso le acque dell'Oceano, quando l'auto si trasformò per l'occasione in un sottomarino, per sfuggire ai suoi inseguitori. Anche se la Aston Martin DB5 rappresenta da sempre la quintessenza della vettura della spia più famosa del cinema, la Esprit si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto della memoria degli appassionati, tanto della saga quanto di auto in generale.
    Una versione di Lotus Esprit Turbo, del 1986 e con la livrea oro e nera 'John Player Special', sponsor principale della squadra Lotus in F1 per diverso tempo, è stata messa all'asta proprio in questi giorni da Bonhams.  
   

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