Mobilità: Covid ha cambiato abitudini di 1 italiano su 3

Octo-Ambrosetti, al via strategia nazionale per smart mobility

Redazione ANSA ROMA

La pandemia ha inciso profondamente sulle abitudini di mobilità degli italiani: il 33% dei cittadini ha cambiato le proprie preferenze in termini di frequenza, orari e tipo di mezzo; le auto private e lo spostamento a piedi saranno soluzioni più usate nel post COVID-19 e il 51% dei cittadini limiterà i propri spostamenti per attività personali.
    Sono alcuni dei dati che emergono dall'Octo Connected Forum 2021, durante il quale è stata presentata la "strategia nazionale della mobilità connessa" messa a punto da Octo e The European House - Ambrosetti con l'intento di offrire proposte e soluzioni per la mobilità del futuro. L'Italia infatti è il secondo Paese europeo per tasso di motorizzazione, con circa 663 veicoli ogni 1.000 abitanti, secondo solo al Lussemburgo (681 veicoli/1.000 abitanti) e con un valore molto più elevato rispetto agli altri principali Paesi europei (Germania 574, Spagna 519, Francia 482, Regno Unito 473). "Questo - si sottolinea nella ricerca - è significativo di quanto il nostro Paese sia dipendente dall'automobile, che da sola vale l'80% del traffico totale dei passeggeri. In prospettiva, un aumento della densità abitativa nei centri urbani pone sfide sempre maggiori per l'ecosistema e gli attori della mobilità (pubblici e privati)". Da qui, sottolinea lo studio, la necessità di creare un nuovo modello di mobilità "basato sull'intermodalità, sulla micromobilità urbana e su forme di utilizzo dei mezzi di trasporto sempre più innovativi".

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