Wellness non comune, dal Body Love per l'autostima al Flow Training

Wanderlust 108 al via, tante le attività per stare meglio con se stessi

Lifestyle Beauty & Fitness
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Trovare la parte migliore di noi stessi attraverso lo sport e quelle pratiche, dallo yoga alla meditazione che ci fanno stare meglio, prendersi cura di noi stessi. Tra le innumerevoli proposte di Wanderlust 108, l'evento mondiale di Yoga, fitness, cibo salutare e benessere che raccoglie tantissimi partecipanti in 3  città italiane, l’unico Mindful Triathlon al mondo, giunto alla terza edizione in Italia. Il primo appuntamento a Firenze, nel Parco delle Cascine il 22 settembre, il secondo a Milano a City Life il 29 settembre e l’ultimo a Roma, nel parco centrale del Laghetto dell’Eur il 6 ottobre, ecco tutte da scoprire le 'Uncommons Activity'.

CERIMONIA DI PURIFICAZIONE

La cerimonia di purificazione con l’incenso è un’ usanza dei Nativi americani e delle culture indigene.
Per secoli molte popolazioni hanno usato il bagno di incenso per purificare il corpo, l’aura, l’energia, gli spazi o gli oggetti personali. La cerimonia, guidata da Lucrezia Montrone avviene seduti in cerchio. "All’inizio della nostra cerimonia farò scrivere in forma anonima ad ognuno i propri pensieri “tossici” che verranno messi all’interno del nostro cerchio sacro. Passerò a purificare ognuno dei partecipanti e poi verranno purificati anche i pensieri al centro per renderli leggeri e lontani. Dopo la cerimonia, ci occuperemo di riequilibrare i 7 chakra attraverso il pranayama brahmari, con visualizzazione dei colori e percezione cinestetica di questi 7 punti. Formuleremo un’intenzione su cui lavoreremo attraverso un allungamento fisico molto soft e piacevole".

YOGA FOR CROSSFIT

Lo Yoga vi aiuterà ad aumentare la vostra coordinazione, la flessibilità, l’equilibrio e l’agilità; qualità richieste per poter eccellere nel CrossFit. Migliore mobilità equivale a risultati migliori durante gli allenamenti e un recupero più rapido. Questa lezione di Yoga, guidata da Marzia Accardi, è dedicata ad esercizi di respirazione e posture per la mobilità, che risvegliano la consapevolezza ed il controllo del proprio corpo.

WOMEN’S BODY 

The Women’s Body è un progetto che nasce dall’idea di iniziare a riscoprire il mondo femminile,  a livello fisico e spirituale, per poter riuscire a portare equilibrio nella propria vita. In questo uncommon con Beatrice Rossi, il tema centrale è il pavimento pelvico. Verrà illustrato come riconnettersi con la propria energia femminile tramite il pavimento pelvico, utilizzando la pratica yoga e meditazione. Adatto a tutti coloro che vogliono riscoprire se stessi.

SIRSASANA Workshop di verticale sulla testa (headstand)

Anche se non hai mai provato inversioni (headstand), Maria Waag ti aiuterà a capovolgerti in un modo sicuro. Con il suo background di ginnastica e sette anni come istruttrice di ginnasta, Maria è abituata a insegnare l’inversione in modo creativo, comprensibile e sicuro. In questo seminario imparerai come costruire la forza e lavorare verso l’inversione (headstand). Se non vuoi salire fino in fondo avrai comunque benefici di questa posizione, chiamata anche “il re di tutti gli asana”.

Come insegnante di yoga e consapevolezza, Maria ti guiderà attraverso questa pratica anche come un viaggio consapevole: vedere il mondo sottosopra è un modo meraviglioso di fornire una nuova prospettiva e connettersi al vero te interiore. Aspettatevi un bellissimo rilassamento alla fine per concludere il tutto.

FIRENZE

YOGA PAINT FLOW 

Yoga Paint Flow – La pratica yoga è una forma d’arte e questa lezione ti aiuta a portare la tua creatività ad un livello superiore! Usa le mani e i piedi come pennelli per creare un dipinto unico! Le sessioni  con Jen Warakomski includono una divertente lezione di yoga flow, materiali artistici e la tua pittura originale da portare a casa!

FEMPOWERMENT 

Sei autocritica, sempre disponibile per gli altri, raramente soddisfatta di te stessa? In questo workshop di empowerment al femminile con Giusi Valentini imparerai ad avere consapevolezza del tuo valore.
Dai la precedenza ai bisogni degli altri, prima di pensare ai tuoi? Provi senso di colpa, quando vorresti reclamare i tuoi spazi, nella vita e nel lavoro? Hai accettato che gli altri sminuissero il tuo valore, al lavoro o in famiglia? Non credi di avere abbastanza talento per farcela? Aspetti che gli altri ti diano il permesso per poter seguire i tuoi sogni? Ti occupi dell’opinione degli altri? Sei perfezionista? Raramente soddisfatta di te stessa, del tuo corpo e di quella che sei? In questo workshop di empowerment al femminile imparerai a riflettere su alcuni aspetti della tua vita, a prenderne consapevolezza, a vederti con occhi diversi, a darti il valore che hai, e a farti valere dagli altri. Senza sensi di colpa o vergogna. Ognuna di noi, non importa quale sia la nostra storia, istruzione, fisicità, ha un valore. Che noi abbiamo il diritto e il dovere di riconoscere. Un valore che dobbiamo cercare per prime dentro di noi. Solo così potremo comunicarlo agli altri, e farlo rispettare. Ognuna di noi ha un sogno. Ed io sono convinta che noi donne possiamo cambiare il mondo. Ma prima dobbiamo smettere di farci piccole e chiedere scusa per essere quelle che siamo. Trova il tuo valore – e vivilo ogni giorno.

BODY LOVE – MEDITAZIONE DELL’AUTOSTIMA

Ti piacerebbe avere più autostima? Vorresti superare le paure di non farcela? Vorresti seguire la tua strada, senza paura del giudizio degli altri? Vorresti essere in grado di stare bene con te stessa, sia in coppia che da single? Vorresti accettare il tuo corpo? Vorresti credere di più in te stessa, nelle tue capacità? Il tuo desiderio è di farti valere al lavoro, in famiglia, con le tue amicizie, ma hai paura di ferire gli altri? Magari hai paura di perderli? Forse è perché anche tu, sei stata educata a non alzare la voce. A farti piccola per far spazio a qualcun altro. Forse ti hanno insegnato che chi si loda si imbroda, a rimanere umile, a minimizzare da sola quello che hai raggiunto, magari anche quello che sogni di fare. Magari ti viene spontaneo farti da parte, per lasciare il passo agli altri, credi che le opinioni degli altri (anche quelle su te, pur non conoscendoti bene) abbiano più valenza delle tue opinioni. O forse è la tua opinione di te stessa a non essere alta. Tendi a giudicarti, silenziosamente o con disprezzo, più volte al giorno, per tutto quello che giudici, tu abbia fatto male, sbagliato, o troppo di fretta? Magari pensi che ci si aspetti questo da te, di essere accomodante, di accettare e rinunciare in silenzio, senza rivendicare i tuoi spazi?
Figuriamoci con fermezza e a testa alta! Prova ad ascoltarti: senti dentro di te una voce che vorrebbe di più? Che sa di aver diritto ad avere di più, ma ha paura di chiedere? Che ha timore delle conseguenze?
Giusi Valentini guiderà verso l'incontro con te stessa con gentilezza, rispetto e amore. Il rispetto e la gentilezza verso te stessa è una pratica importante, che puoi fare giornalmente, sulla via verso una vita supportata dall’autostima, dall’autodeterminazione e dall’amore nei tuoi confronti.

ROMA

FLOW TRAINING 

Dall’intensità del Fitness alla fluidità dello Yoga nasce il Flow Training, un allenamento completo che mira a dare tonicità ed elasticità a corpo e mente.
Quello di cui abbiamo bisogno è diventare forti per affrontare gli eventi della vita ma anche flessibili per trovare soluzioni e guardare le cose da diverse prospettive.
Attraverso il Flow Training , spiega l'insegnante Michela Maltoni, lavoriamo su corpo e mente abbinando un allenamento HIIT (High Intensity Interval Training) proveniente dal Fitness ai Flow appartenenti al mondo dello Yoga, una combinazione perfetta tra attività cardiovascolare, potenziamento e allungamento, per dare al tuo corpo tutto ciò di cui ha bisogno.

 

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Ferragamo, sfilano i ricordi di famiglia

Direttore Paul Andrew, tutto iniziò con bermuda improbabili

Lifestyle Moda
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Nasce da un ricordo di famiglia, da uno di quei momenti felici che rimangono scolpiti nella memoria, la collezione Ferragamo per la prossima estate, che ha sfilato  alla rotonda della Besana. Leggera e luminosa come un pomeriggio estivo, la proposta disegnata da Paul Andrew è la trasposizione in moda di quella solarità borghese. 

"Tutto è iniziato da una foto sul caminetto di casa di mia madre - racconta il direttore creativo - che ritrae mio fratello e me da piccoli durante una vacanza in Italia, negli anni Ottanta. Indossavamo un paio di bermuda con stampe improbabili.

Vorrei trasmettere quello stesso senso di allegria, solarità e innocenza, in un contesto moderno, con una collezione leggera e borghese, che però abbia anche sostanza, profondità tangibile e sia curata nelle costruzioni ".
Ed ecco in passerella, in un nostalgico revival degli anni Ottanta italiani, le gonne a palloncino schiacciato, i pantaloni con le Pinces chiusi da lacci di pelle alla caviglia, i gilet sartoriali incrociati sulla schiena e le salopette a zampa in pelle che sembra tessuto , nei colori dei vetri di Murano.
E poi le salopette corte scollate sulla schiena, i cappellini visiera con il foulard annodato, i lunghi abiti devore' in seta con le fantasie rubate alla cinquecentesca Fontana del Nettuno di Firenze, recentemente restaurata proprio grazie all'intervento della Famiglia Ferragamo, o con un florilegio di tulipani oversize. Vara, la décolleté presentata nel 1979 da Fiamma Ferragamo, figlia del fondatore della Maison, diventa la nuova The Viva Shoe, con il fiocco nello stesso materiale della scarpa, portata anche con il calzino in pelle. Ancora pelle per trench e tute aperte sulla schiena mentre i pantaloni e le camicie alternano nappa davanti e cotone dietro.
"Preziosi ma disinvolti, questi capi, scarpe e borse - conclude Paul Andrew - sono destinati a durare molto più di una stagione. Sono fatti per lunghe e languide giornate di sole, sale, sabbia e mare. Mi piace pensare che la collezione farà ricordare a chi la indossa momenti felici, come quella foto sul caminetto di mia madre ha fatto con me".

   

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Armani, controcorrente con colore

Ricami e pvc, accessori futuristici,no a immagine di 50 anni fa

Lifestyle Moda
Chiudi Giorgio Armani - Runway Milan Fashion Week Women's Collection (ANSA) Giorgio Armani - Runway Milan Fashion Week Women's Collection

E' la sfilata di Giorgio Armani a lanciare il sasso nello stagno dell'imperante ritorno all'ordine borghese e lo fa con una collezione che - dice lui - "è portabile" sì, ma ha quel "colpo d'ala" che non passa certo inosservato. Basta vedere i colori scelti per la prossima estate: una sinfonia di rosa e di azzurri come acquarellati, resi scintillanti da ricami e cristalli, ma che diventano contemporanei in abbinata con il nero. O le forme, sempre rigorose, ma anche fluide e femminili. E gli accessori, mai così protagonisti: grandi, plastici, quasi futuristici.

 

 

"Non disconosco che la donna è cambiata, nel rapporto con l'uomo e con il lavoro, oggi - nota Armani - è diversa, più sexy. Vedo in giro delle ragazze che sembrano uscite da un club alla sera, e poi, invece, in questi giorni ho visto l'immagine di una donna fotografata appoggiata a un muro, con la gonna diritta, la giacca e la camicia con il fiocco: mi sembrava un'immagine di 50 anni fa e questo non mi sta bene, la donna vive in un modo diverso, poi il fiocco può essere un contrasto piacevole e moderno su una giacca maschile, ma non la metto con una gonna stretta. Questa è la modernità della moda. Attenzione - ammonisce Armani - a non far diventare questa cosa un annullamento di quanto fatto, nel bene e nel male, negli ultimi 20 anni".
Lui, che ha sempre sostenuto che la moda "deve essere a uso della gente, e non dei giornali o dell'estro dei designer", oggi con la collezione che porta il suo nome - in passerella nel cortile del suo palazzo di via Borgonuovo, chiusa al traffico e piena di curiosi - ha voluto dare un "tocco in più": "ho letto una frase molto carina, che andare controcorrente - sottolinea - è dei grandi. Quando vedi qualcosa che diventa di dominio pubblico, hai voglia di uscire fuori da questa cosa, di reagire, di dimostrare che puoi rimanere nell'accettabile pur proponendo delle idee". Perché, in fondo, "il nostro mestiere è proporre soluzioni diverse, guardare al passato per rivederlo, correggerlo, enfatizzarlo come ho fatto io". Questa volta lo ha fatto con un grande lavoro sui colori, partendo dal caffé mescolato al bluette "per dargli carattere, per non ammutolirlo", per arrivare al nero che dà carattere ai rosa e agli azzurri pallidi. Ed ecco giacchine di listarelle di pelle e pantaloni con pinces a vita alta, blazer doppiopetto che sottolineano la vita e calzoni ampi e cangianti stampati a motivi di foglie di banano, gonne lunghe e trasparenti o in intreccio di organza lavorata a sbieco, parka in organza, brevi giacche in organza lavorata a fil coupé e ancora giacche scultoree dove il motivo a fiori detta la costruzione del capo.
Tutto è leggero, impalpabile, quasi senza peso: una sensazione che si accentua nel passaggio alla sera, quando le fantasie floreali dei completi daywear si trasformano nello scintillio dei lunghi abiti e dei robemanteau ricamati. Tra trasparenze e bagliori, ecco il guizzo delle scarpe trasparenti, delle borse in pvc, delle collane e degli orecchini con cerchi, farfalle, libellule e fiori, e persino dei boa di tulle colorato e dei cappelli con rete di cristalli. Una scelta di modernità sottolineata dalla presentazione, sempre in via Borgonuovo, ma a palazzo Crespi, negli spazi della Fondazione, della borsa 'La Prima', disegnata nel 1995 e rilanciata oggi "perché l'ho fatta 20 anni fa e poi - scherza Armani - l'hanno rifatta tutti".

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Scervino, i miei abiti un inno all'italianità

Presentata sua collezione, dayweare glamur e la sera traparenze

Lifestyle Moda
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 Un inno all'italianità: così Ermanno Scervino descrive la sua collezione per la prossima estate, spiegando che "quando la sartorialità diventa sportswear o gran sera, diventa qualcosa di innovativo". "Bisogna unire il sartoriale alla tecnologia sennò è tutto già visto - sottolinea lo stilista - Io lavoro con entrambi: quello è il futuro".

    Orgogliosamente indipendente Scervino spiega che "per rimanere un marchio autonomo, in un mondo di colossi, bisogna trovare con la propria testa uno spazio in quello che non sono riusciti a fare gli altri con il loro eccesso di potere". Questa volta Ermanno ha preso l'intimo a vista, tratto distintivo della sua maison, per portare in passerella preziose vestaglie stampate e completi pigiama a righe indossati con tacchi gioiello, proposti come alternativa al classico tailleur. Un daywear glamour vestito di fantasie maculate, rigate, check o a pois, di tute e abiti in pelle morbida. Per la sera, invece, un sensuale e trasparente trionfo di organze e pizzi plissettati.
   

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Intelligenza emotiva, 48 sfumature di emozioni per crescere i figli

Dedicarsi a loro raccontando storie sarà un modo per 'leggere il mondo', interiore

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Chiudi una mamma legge un libro al figlio foto iStock. (ANSA) una mamma legge un libro al figlio foto iStock.

Metti da parte il lavoro, le commissioni da fare, i problemi da affrontare. Dimentica il cellulare e racconta. Sei vicino al tuo bambino anche fisicamente, si sentirà al sicuro, protetto dal tuo abbraccio rassicurante. La tua voce ha un effetto calmante, lui si sentirà guidato in uno stato di relax. Sin dai primi mesi di vita l'elemento narrativo è fondamentale per sviluppare le emozioni. Non è facile farlo ma fondamentale, fallo vivere come un gioco di intelligenza emotiva: con lui andrete alla scoperta delle Sfumature delle emozioni. 

Tutto quello che facciamo scaturisce da un'emozione: grazie ad essa impariamo, ricordiamo, socializziamo, cresciamo e troviamo un modo per affrontare le sfide che la vita ci sottopone ecco perchè le emozioni sono fondamentali nel processo di apprendimento del bambino, insegnargli a riconoscere e a dare un nome alle emozioni proprie e altrui lo aiuta nello sviluppo psicologico, relazionale, comportamentale. E tu, mamma o papà, o entrambi, sappiate che le emozioni dei figli non vanno giudicate ma è importante aiutarli a comprenderne il significato, a gestirne l'intensità e a regolarne gli effetti.

Siamo dalle parti dell'intelligenza emotiva, la capacità cioè di leggere il proprio mondo interiore e quello degli altri e agire perchè le situazioni si risolvano nel modo più positivo possibile. Maggiore intelligenza emotiva significa maggior benessere psicologico e migliore qualità della vita.

Ma cosa è un'emozione? Un insieme complesso di modificazioni di cui fanno parte risposte fisiologiche (accelerazione del battito cardiaco ad esempio), risposte espressive (come arrossire), processi cognitivi (pensieri, ricordi), reazioni comportamentali (scappare per paura ad esempio). Imparare a gestire le emozioni è una capacità che determina l'intelligenza emotiva. Il primo passo è rispettare il bambino: non esistono emozioni giuste o sbagliate, se noi per primi le rispettiamo imparerà a non sentirsi a disagio nell'esprimere i propri sentimenti, viverli in modo naturale e non banalizzando nemmeno quelli altrui. Grazie al nostro modo di agire, come genitori, stimoliamo nel bambino la nascita di sensibilità ed empatia. In questo percorso è importante dare un  nome alle emozioni, arricchendo così il suo vocabolario anche emotivo.

Rabbia - paura - felicità - disgusto - sorpresa - tristezza sono le 6 emozioni universali. Il primo a individuarle è stato Paul Ekman nel 1972 mentre studiava una tribù in Papua Nuova Guinea completamente isolata. Lo studioso notò che gli individui utilizzavano alcune espressioni emotive tipiche, presenti anche nel resto del mondo. Da quel momento furono considerate 'universali', ossia indipendenti dall'effetto della cultura a cui si appartiene. Fornire al bambino la consapevolezza delle 6 emozioni universali e delle loro sfumature significa regalargli un mondo pieno di emozioni e diverse interpretazioni della realtà. A storia di emozioni - come nel volume ispirato agli studi di Reuven Feurestein 'Il linguaggio delle emozioni' del progetto educativo Quid + di Gribaudo a cura di Barbara Franco - si daranno al bambino gli strumenti per 'leggere la realtà' con più completezza e a reagire con più equilibro e in modo positivo. 

Qualche esempio? Nel libro sono individuate 48 sfumature di emozioni e ciascuna è abbinata ad una storia da leggere. I protagonisti delle storie sono membri di una famiglia immaginaria con genitori, nonni, fratelli, zii e cucini. Eccitato, Offeso, Rilassato, Nauseato, Divertito, Giocoso....: sarete sorpresi di vedere come, acquisiti gli strumenti corretti, il bambino affronterà l'argomento in modo naturale e spontaneo, acquisendo una profonda consapevolezza del suo mondo interiore e di quello altrui in pochissimo tempo.

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Versace ritorna Jungle con Jennifer Lopez

La star americana sfila a sorpresa con l'abito che influenzò Google nel 2000

Lifestyle Moda
Chiudi Milan Fashion Week: Versace - American actress Jennfer Lopez (ANSA) Milan Fashion Week: Versace - American actress Jennfer Lopez

C'era un tempo in cui era la realtà a influenzare la tecnologia, e non viceversa: Donatella Versace con la sua sfilata immortala con legittimo orgoglio un momento preciso legato alla storia della griffe e di Google, e lo fa in un corto circuito tra passato e presente che vede protagonista Jennifer Lopez e quell'abito pazzesco indossato ai Grammy del 2000. Fu proprio quel capo, infatti, a portare il celebre motore a creare la funzione di ricerca per immagini. E a Milano JLo lo ha indossato ancora, per chiudere a sorpresa la passerella della maison. Un colpo a effetto anticipato, questa volta, dalla tecnologia: sulle pareti della sala l'icona di Donatella Versace chiede all'assistente di Google di trovare il celebre vestito di 20 anni fa e appaiono gli scatti di allora; poi chiede di mostrare il vero 'Jungle Dress' ed è la Lopez - bionda e che secondo i rumors potrebbe essere candidata agli Oscar per Hustlers - a uscire in passerella, scatenando un tifo da stadio, con tutti gli ospiti in piedi, telefono in mano, per riprendere il momento.

    Quando si era presentata sul red carpet dei Grammmy con quell'abito stampato dalla scollatura profondissima, che aveva debuttato in passerella con la collezione Primavera-Estate 2000, indossato da Amber Valletta, milioni di persone andarono su internet per vederla, facendo diventare quella ricerca la più grande mai fatta su Google. Ma ciò che la gente cercava - un'immagine della star e dell'abito - non compariva nei risultati delle ricerche e fu così che Google creò la funzione Immagini. "Fu - ricorda oggi Donatella - una cosa incredibile.
    Il mondo intero ebbe la stessa identica reazione: rimase a bocca aperta. Oggi viviamo in una società altamente tecnologica, ma allora era diverso. Pensare che un singolo abito, legato a un particolare momento, abbia portato alla creazione di uno strumento che ora utilizziamo quasi senza farci caso, credo che sia una cosa straordinaria".
    Ed ecco che per il ventesimo anniversario, la stampa Jungle ritorna in passerella - ancora con Amber Valletta come modella, accanto alle top di oggi, da Irina Shayk alle sorelle Hadid - nella sua versione originale, nei toni del verde, ma anche nelle varianti rossa e arancio. Stampato sulla maglia metallica dei micro abiti o ricamato con cristalli sulle camicie da uomo, riprodotto in chiave tie-dye sul parka, il motivo tropicale torna persino in versione 3d sulle scarpe da ginnastica e sulla borsa Virtus.
    Oltre alle stampe, per la prossima estate anche tanto nero, con il rilancio degli iconici little black dress dalla linea geometrica, proposti con spalle importanti e dettagli dorati. In nero anche le giacche dal taglio sartoriale e le gonne a palloncino con vita stretta, ricamate con cristalli e portate con i sandali con tacchi in plexiglass. A sottolineare l'incontro tra tecnologia, classicismo e moda, l'allestimento della sala, con il soffitto a cupola ispirato al Pantheon e una scultura centrale a forma di palma, che diventano un tutt'uno con le proiezioni ispirate alle stampa Jungle e realizzate con Google Tilt Brush, la app che trasforma lo spazio in una grande tela su cui dipingere in 3D grazie alla realtà virtuale. 
   

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Guarda a Oriente lo stile Antonio Marras per l'estate 2020

Teatro e moda e l'incontro tra Sardegna e Giappone

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Chiudi Milano Moda Donna: Antonio Marras (ANSA) Milano Moda Donna: Antonio Marras

Più che una sfilata un atto performativo quello di Antonio Marras al Teatro Elfo Puccini di Milano, dove alla vigilia della sfilata della collezione per la prossima primavera estate, lo stilista di Alghero ha fatto il suo debutto come regista e autore teatrale con la pièce "mio cuore io sto soffrendo. cosa posso fare per te?". "Mai come questa volta ho messo in scena l'amalgama di teatro e di moda. Poi non so se ripeterò questo esperimento, io in generale penso di fare cose e non mi pongo limiti, affronto ciò che viene giorno per giorno. Il teatro è una passione di sempre poi è capitata l'occasione di questa follia".
In scena per Marras, amici come Ferdinando Bruni, Federica Fracassi e Simonetta Gianfelici, in una pièce in 14 momenti dedicata all'innamoramento e fatta di accostamenti di memorie diverse, come la sua moda, che per la prossima estate fa incontrare il Giappone e la Sardegna, con vecchie stampe del Sol Levante e kimono rivisitati, fiori nei capelli, cappotti ricamati e tante sovrapposizioni di stampe e tessuti diversi. Ad accompagnare la lunga sfilata una performance teatrale ispirata al Giappone.

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Con Ad Astra e Tarantino è l'ora di Brad Pitt

1 mln 600 mila euro in 2 giorni per C'era una volta a Hollywood e dal 26/9 è un astronauta in Ad Astra

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 Quando la controfigura Cliff Booth, diventato segretario tuttofare del popolare attore tv Rick Dalton sale sul tetto della villa di Bel Air per sistemare l'antenna, si toglie la t-shirt e resta con il torace nudo nel cinema si sente la ola. Da Cannes a New York passando per Roma è uno dei momenti cult di C'era una volta a Hollywood e mentre i critici si interrogano quanto valga il nono forse ultimo (secondo il suo stesso annuncio) film di Quentin Tarantino, Brad Pitt fa il pieno di like. "Sex symbol io? Passiamo alla prossima domanda", ha detto a Venezia all'impertinente domanda.

L'attore sfida Leonardo DiCaprio nell'interpretazione dei due protagonisti della Hollywood del 1969 quando la strage di Charles Manson farà cambiare per sempre tutto. I due amici/rivali - da mesi 'giocano' su questo durante le interviste - potrebbero arrivare a duellare così fino alle nomination agli Oscar e le quotazioni di Pitt per la candidatura a non protagonista sono in ascesa. Intanto il debutto in Italia di C'era una volta a Hollywood, lettera d'amore ad un'epoca d'oro cinematografica che non c'è più, incassa in due giorni oltre 1 milione 600 mila euro. La sfida, piaccia o no, è con il film documentario su Chiara Ferragni, più o meno stesso box office in tre giorni, il film evento di maggiore incasso di sempre in Italia.

Brad Pitt, 55 anni, imperterrito nel suo look anni '80 incurante di qualunque trend di moda al New York Times ha detto di recente che vorrà diradare gli impegni: "Ci saranno meno progetti per me in futuro, adesso ci sono altre cose che voglio fare. Quando senti di aver finalmente abbracciato ciò che stavi facendo, è tempo che tu metta le tue braccia altrove". Una decisione i cui effetti non si vedono visto che al contrario sarà in sala con un secondo film, dal 26 settembre: il filosofico Ad Astra di James Gray, passato in concorso a Venezia. Se in Tarantino è uno strafottente e un po' coatto personaggio ai margini della mecca del cinema, qui è un eroe decisamente fragile, un astronauta che attraversa il Sistema Solare fino a Nettuno alla ricerca del padre, astronauta anche lui. Un film che ha messo a confronto Brad Pitt con due temi cruciali: la paternità (la disputa dolorosissima con la ex Angelina Jolie per vedere i figli) e la mascolinità. "Sono cresciuto in un'epoca in cui è stato chiesto di essere forti e c'è un valore in questo, ma di contro ho alzato una barriera per nascondere alcune di quelle cose di cui ti vergogni. Tutti nascondiamo e portiamo dolore e ferite individuali", ha detto a Venezia. In Ad Astra è l'astronauta Roy McBride che parte per una missione ai margini del sistema solare per ritrovare il padre disperso (Tommy Lee Jones) che lo ha abbandonato da bambino. Un padre alle prese con un'ossessione legata ai misteri della vita e che puo' minacciare il futuro dell'umanita'.

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Harry e Meghan a Roma, nozze blindate per l'amica stilista Misha Nonoo

Festa a Cinecittà. Al matrimonio Ivanka Trump, Orlando Bloom con Katy Perry

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Chiudi Harry e Meghan a Roma al matrimonio dell'amica stilista Misha Nonoo. foto ANSA/CLAUDIO PERI (ANSA) Harry e Meghan a Roma al matrimonio dell'amica stilista Misha Nonoo. foto ANSA/CLAUDIO PERI

Il principe Harry in frac insieme a Meghan Markle in abito nero lungo, velato nella parte superiore, con i capelli raccolti, e una sorridente Ivanka Trump in abito di chiffon rosa antico fermato in vita da una cinta dorata, con il marito Jared Kushner, sono arrivati nell'esclusiva (e blindata da un imponente servizio di sicurezza) Villa Aurelia al Gianicolo a Roma, per uno dei matrimoni più glamour dell'anno, quello della stilista Misha Nonoo con il multimilionario statunitense Michael 'Mikey' Hess, davanti a 200 invitati. Fra gli ospiti vip anche una bionda Katy Perry in abito di tulle rosa e occhiali da sole bianchi e neru al braccio di Orlando Bloom, e l'attore e conduttore James Corden con la moglie Julia Carey.
Misha è entrata a bordo di un golf cart, portando con sé il vestito da sposa di pizzo color ecru, da lei ideato. Con lei le principesse Beatrice e Eugenie di York.
L'evento è scandito da tre giorni di festeggiamenti, compresa una cena da star, il 21 a Cinecittà, che pare abbia come tema La Dolce Vita, con un dress code ispirato all'epoca del film di Fellini. Harry e Meghan sono arrivati nella capitale, a quanto pare, con un volo di linea, dopo le polemiche estive per un uso eccessivo di voli privati nei loro viaggi. Una breve trasferta, in vista del lungo viaggio in Africa, per il quale partono il 23 settembre, insieme al figlio di quattro mesi Archie, primo royal tour con il principino.

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Giornata mondiale senza auto, 6 app indispensabili per una vita car free

Dalle mappe con realtà aumentata a Cycle per trovare le piste ciclabili

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Milano senza auto, solo biciclette foto iStock. (ANSA) Milano senza auto, solo biciclette foto iStock.

Lasciare a casa l’auto e spostarsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici per ridurre la quantità di sostanze inquinanti nell’aria e riscoprire le città a misura di pedone. Sono tante le app utili che ci aiutano a cambiare stile di vita e rendere la nostra impronta ambientale più sostenibile. Eccone alcune selezionate da Trainline.
Mobike per muoversi in città con il bike sharing
Lasciare a casa l’auto non vuol dire necessariamente andare a piedi; la bicicletta è considerata da molti un valido sostituto per gli spostamenti quotidiani, specialmente in città. E per chi non possiede una bicicletta o non ha un posto sicuro dove custodirla, Mobike offre il servizio di bike sharing che permette di noleggiare una bicicletta, utilizzarla per il tempo necessario e poi lasciarla a disposizione del prossimo utilizzatore in qualsiasi punto della città.
Cycle per trovare facilmente le piste ciclabili
Scegliere di usare la bicicletta è un primo passo, il successivo è sapere dove andare. Cycle fornisce le mappe delle piste ciclabili di tutta Europa, complete di lunghezza del percorso ed elevazione sul livello del mare. Il servizio utilizza le mappe di OpenCycleMap.org, che a sua volta prende i dati dal progetto OpenStreetMap, un progetto collaborativo con lo scopo di creare una mappa del mondo libera da copyright. Cycle è disponibile solo per dispositivi Android, ma quasi tutte le maggiori città italiane hanno un’app dedicata alle piste ciclabili cittadine e delle aree limitrofe. Perdersi pedalando è quasi impossibile.
Trainline per viaggiare lasciando a casa l’auto
I dati parlano chiaro: il treno è uno dei mezzi di trasporto a minor impatto ambientale. Si pensi solo che in media un treno produce meno di un ventesimo dell’anidride carbonica prodotta da un aereo e un decimo di quella prodotta da un’automobile.2 Inoltre, quando si tratta di partire per un viaggio, che sia lungo o breve, per piacere o per lavoro, l’utilizzo di treni e pullman favorisce non solo uno stile di vita più green e sostenibile, ma permette di evitare anche lo stress della guida. L’app di Trainline offre la possibilità di comparare i prezzi ed acquistare direttamente dal proprio smartphone i biglietti di treni e pullman in Italia, in Europa e nel mondo, potendo scegliere tra 260 vettori operanti in 45 Paesi. Grazie alla funzione “Orari Live”, Trainline permette di monitorare in tempo reale lo stato del treno ed eventuali ritardi per essere sempre aggiornati e raggiungere la propria destinazione in tutta serenità. Insomma, l’app ideale per fare viaggi più smart e a basso impatto ambientale. Trainline è disponibile gratuitamente per i dispositivi iOS e Android.
WELC Map per scoprire la città grazie alla realtà aumentata
Quando le app GPS non erano ancora realtà, nello zaino di qualsiasi turista si poteva trovare almeno una cartina pieghevole, il più delle volte mal ripiegata e stropicciata, che permetteva però 1 Trainline non è associata in alcun modo con le app menzionate nel comunicato stampa o con le aziende proprietarie delle suddette app. Oggi grazie alla tecnologia la maggior parte delle mappe cartacee sono scomparse, almeno nel loro formato tradizionale: l’app WELC Map unisce infatti carta e digitale in un unico strumento utile per scoprire le città grazie alla Realtà Aumentata. Dopo aver inquadrato la mappa cartacea, la si potrà ritrovare sul proprio smartphone e iniziare così a esplorare i dintorni. Inoltre grazie al tasto GEO sarà possibile inquadrare il luogo in cui ci si trova per avere informazioni multimediale aggiuntive, approfondimenti, ricevere sconti e acquistare biglietti di eventi e spettacoli. WELC Map è disponibile nelle città di Milano, Roma, Torino e Rimini.

Geocaching per rendere ogni percorso a piedi una caccia al tesoro

Secondo la definizione ufficiale, il geocaching è “un modo entusiasmante di esplorare il territorio andando alla ricerca di luoghi tramite GPS o App specifiche”. Insomma, una forma di caccia al tesoro in giro per il mondo. Geocaching fornisce coordinate e indizi sulla posizione delle "cache", delle capsule nascoste che contengono un "logbook" da firmare come prova del proprio passaggio e poi nascondere di nuovo nello stesso punto per il divertimento di altri giocatori. Alcune capsule possono contenere dei piccoli oggetti che i giocatori possono prendere e portare via a patto di lasciare a propria volta un souvenir per chi aprirà la cache dopo di loro.

Sweatcoin per guadagnare facendo attività fisica

“Non rinuncerei alla macchina neanche se mi pagassero”. Spesso si sente pronunciare questa frase, soprattutto da coloro legati alla propria auto. Quest’app potrebbe far loro cambiare idea: Sweatcoin è un’app che paga i propri utenti per camminare. L’app, grazie al GPS dello smartphone, funge da contapassi con una differenza: ogni 1.000 passi infatti, si guadagnano 0.95 sweatcoin, denaro virtuale che può essere speso in negozi online che hanno stretto partnership con la piattaforma. Attenzione però, i prodotti e i servizi acquistabili non sono economici, alcuni arrivano a costare anche migliaia di sweatcoin; è indispensabile quindi iniziare subito a camminare e dimenticare l’auto per un po’.

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Le piratesse borghesi di Etro

Sfilata boho-chic nel cortile del Conservatorio di Milano

Lifestyle Moda
Chiudi Moda: le piratesse borghesi di Etro (ANSA) Moda: le piratesse borghesi di Etro

Piratesse borghesi pronte a partire per i luoghi di culto degli hippy degli anni settanta, magari con una delle mongolfiere posizionate nel cortile del Conservatorio di Milano che fanno da scenografia alla sfilata: sono le donne che Veronica Etro immagina come protagoniste della sua collezione boho-chic nata - racconta lei - dalla lettura dell'ormai cult 'Storie della buonanotte per bimbe ribelli'.
    La stilista ha trovato lì la figura della piratessa da cui è partita nel disegnare la prossima estate. Un mood poi stemperato da una certa vena borghese, imperante in questo giro di passerelle, e che da Etro è rappresentata dal ritorno prepotente della camicia, con cui le modelle - tra cui Irina Shayk e Doutzen Kroes - escono nel gran finale. L'inizio é in bianco, con un abito lungo e leggero abbinato a un gilet ricamato. Poi è un tripudio di abiti stampati, poncho, caftani stampati, abiti-fazzoletto con frange metalliche, camicie e shorts con motivi disegnati, maxi cardigan in cotone. In testa, foulard da piratessa, così come gli stivali in pelle alternati ai sandali piatti con cavigliere gioiello da hippy chic o con le farfalle, che sono la nuova stampa di stagione.
   

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Leonard Cohen è vivo! A sorpresa esce album postumo

Thanks for the dance, 22 novembre, non commemorazione ma novità

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'Leonard è vivo!': è il commento che uno dopo l'altro hanno esclamato le persone che hanno sentito "Thanks for the Dance". E' il titolo dell'album postumo di inediti di Leonard Cohen, in uscita il 22 novembre, realizzato grazie all'impegno e alla passione del figlio Adam, con la collaborazione di illustri amici e colleghi che hanno lavorato con Leonard negli anni. Non è una raccolta commemorativa di B sides e di tracce scartate, ma un vero e proprio disco che esce a sorpresa, composto da nuove canzoni, vitali, la reale continuazione del lavoro del maestro. Racconta Adam Cohen: "è un'inaspettata benedizione, un dono che rappresenta sia la bellezza che la forza. La voce di Leonard Cohen non è stata zittita. E la danza continua". In pre order dal 20 settembre, stessa data per streaming e digital download del nuovo brano "The Goal". Sette mesi dopo la morte di suo padre, Adam Cohen si era ritirato nel garage in cortile, vicino alla casa di Leonard, per lavorare di nuovo con il padre e per stare in compagnia della sua voce. Della loro precedente collaborazione in "You Want It Darker" erano rimasti dei bozzetti musicali, a volte poco più delle semplici tracce vocali. Leonard al tempo aveva chiesto a suo figlio di portare a termine questo lavoro e così è stato. Il grande musicista spagnolo Javier Mas, che ha accompagnato Leonard sul palco negli ultimi otto anni di tour, è volato da Barcellona a Los Angeles per catturare lo spirito di Leonard e imprimerlo di nuovo nella sua storica chitarra. A Berlino, durante un evento musicale chiamato People Festival, Adam ha invitato amici e colleghi a prestare il loro talento: Damien Rice e Leslie Feist hanno cantato, Richard Reed Parry degli Arcade Fire ha suonato il basso, Bryce Dessner dei The National ha suonato la chitarra, il compositore Dustin O'Halloran ha suonato il piano. A Montreal è intervenuto Daniel Lanois, che ha arricchito gli arrangiamenti. Il coro Shaar Hashomayim ha contribuito a una canzone, e Patrick Watson ha co-prodotto un brano. A Los Angeles, Jennifer Warnes ha registrato le secondi voci, mentre Beck ha contribuito alla chitarra e all'arpa ebraica. Michael Chaves, che aveva registrato e mixato "You Want It Darker", ha curato la registrazione e il missaggio.

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Bottega Veneta, eleganza in pelle e nuovo intreccio

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Chiudi Milan Fashion Week: Bottega Veneta (ANSA) Milan Fashion Week: Bottega Veneta

Nuove proporzioni e una nuova versione dell'iconico intreccio di pelle per Bottega Veneta, dove il direttore creativo Daniel Lee esplora un nuovo percorso per la griffe. La collezione primavera estate 2020 di Bottega Veneta, sia uomo che donna, in passerella a Milano, gioca con le proporzioni, creando nuovi codici di stile: soffici strutture creano silhouette dal tocco easy. "La collezione sviluppa i codici che stiamo costruendo da Bottega Veneta" spiega Daniel Lee, direttore creativo della griffe da luglio 2018. Immediato e diretto deve essere il nuovo messaggio del brand. In effetti anche l'allestimento amplifica il nuovo corso: il pavimento ha una base di legno, una struttura di alluminio con finitura in oro e un maxi intreccio che ricorda il nuovo intreccio che lo stilista ha sviluppato per gli accessori. Sopra il plexiglass, su cui sfilano i modelli. In effetti l'iconico intreccio appare in una nuova versione: su borse e scarpe Lee interpreta il motivo iconico con un tocco contemporary, la pelle sempre protagonista. C'è una parte di accessori-gioiello che dà un tocco speciale alla silhouette: il classico incontra il moderno con un mix di nodi, onde e riproduzione di punti maglieria. In collezione è chiaro e definito l'equilibrio dei colori: nero, marrone, oro, tapioca, arancio e blu sono quelli scelti per la prossima stagione calda. I materiali sono nella loro forma più pura: legno, oro, pietra, cotone e ovviamente l'iconica pelle. Per lui c'è il look con bermuda larghi e giacca oversize, o il completo (dal taglio abbondante) pantalone e giacca di jeans. Per lei il must sono gli abiti in maglia con tagli, oblò e aperture che lasciano intravedere parti del corpo (soprattutto la schiena). La versione da sera, propone micro abiti scintillanti

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Margherita Maccapani Missoni, al debutto (in tram) la nuova collezione

Il nuovo corso del brand M Missoni

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Chiudi Italy Fashion S/S 2020 Missoni (ANSA) Italy Fashion S/S 2020 Missoni

Sfreccia sulle rotaie il nuovo corso del brand M Missoni, da ora sotto la direzione creativa di Margherita Maccapani Missoni che ha scelto un format molto speciale per la presentazione della sua prima collezione. Un tour sul tram di Milano, 30 minuti, alcune fermate e ad ogni stop i modelli che salgono e scendono dalla carrozza. A bordo, stampa, buyer e amici della famiglia Missoni, insieme alla stilista. Riutilizzare, ricombinare e rispettare sono le parole d'ordine per la stilista, che utilizza l'archivio storico dell'azienda come uno scrigno a cui attingere. Così stampe del passato e scarti di tessuto vengono riciclati, riproposti e riutilizzati in un altro modo: le sciarpe diventano vestiti, i filati avanzati diventano pullover, i tessuti d'arredo diventano cappotti; poi ritagli di tessuti diversi vengono cuciti insieme. Non solo, una vecchia pubblicità di un profumo viene utilizzata come stampa, con i bottoni extra vengono create collane, mentre i vecchi loghi sono riportati in vita. "Quando mi è stato dato l'incarico ho pensato a come dare un'identità sua a M Missoni. - spiega la stilista - Mi sono immersa negli archivi, la cosa che mi è saltata agli occhi era l'idea di fare degli outfit che si potessero portare dalla mattina alla sera, volevo riprendere questa idea un po' abbandonata. Riprendere anche gli stock di Missoni, le stampe non utilizzate, questa è l'dea del riuso". Così dentro al tram sfilano 70 look, modelli e modelle selezionato con uno street casting. "È una collezione che vuole essere sulle strade, in archivio ho trovato anche immagini di musicisti che suonavano sul tram a Milano. - spiega - Da qui ho avuto l'idea". È una collezione donna, ma ci sono anche pezzi da uomo, in linea con la filosofia genderless. 

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Ispirazione cubista per la nuova collezione di Moschino

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Chiudi Italy Fashion S/S 2020 Moschino (ANSA) Italy Fashion S/S 2020 Moschino

Ispirazione cubista per la nuova collezione Moschino, con le modelle che escono in passerella da una cornice dorata, come le muse di un artista. Come nei periodi di Picasso, la collezione disegnata da Jeremy Scott - in passerella questa sera a Milano - procede per blocchi diversi. Si parte dall'ispirazione corrida, con gli abiti dipinti a mano con segni di pennellate portati con le giacchine da torero con le spalle importanti e ricoperte di pietre, i cappelli a tema e persino la borsa di pelle nera decorata con le corna rubate al toro. Ecco poi i visi di donna che ricordano Picasso, ricamati in bianco sui lunghi abiti neri e in nero sulle scarpe bianche. Ogni quadro ha bisogno di una cornice, ed ecco le uscite ispirate a ciò che sta intorno alla tela, dall'abito-scultura pensato per lo show alla sua traduzione più portabile, con gli elementi decorativi delle cornici che diventano un dettaglio dorato sulle spalline degli abiti o sulla fibbia delle decolleté. Chiusura in musica, con l'abito-violoncello in pelle dorata e l'abito-spartito in organza

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La pelle è a colori nell'estate di Tod's

Tinta, intarsiata, tagliata, è la protagonista assoluta

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Chiudi Milan fashion week: Tods (ANSA) Milan fashion week: Tods

Pelle, pelle e ancora pelle. Tinta, intarsiata, tagliata, ma comunque lavorata artigianalmente da mani esperte. Da Tod's la pelle è la protagonista assoluta della stagione primavera-estate 2020, interpretata su look dalle linee moderne e realizzati a mano in maniera artigianale.
In stile tipico Tod's, che pensa a vestire la donna di oggi con un'eleganza senza tempo, guardando anche a icone come Monica Vitti, e la sua femminilità di rottura vista da Michelangelo Antonioni in pellicole come l'Avventura, L'eclisse, Deserto Rosso. Tante le versioni proposte in passerella: tinta in tie-dye, tagliata in cascate di paillettes, intarsiata a plissè.
"C'è un bellissimo ritorno delle cose fatte bene, un ritorno alla bella qualità, è una buona notizia per il tutto mondo italiano", dice Diego Della Valle a margine dello show, oggi a Milano.
In collezione - sempre disegnata da un team interno - soprabiti avvolgenti ma anche blouson in pelle gommata o anaconda, abbinati ad abiti al ginocchio dalla silhouette morbida. Il focus è come sempre sugli accessori: il nuovo must have sono le micro bag da portare a mano. Ci sono poi borse a mano dalle patte sagomate o con la chiusura a forma di T, che ricorre anche sulle driving shoes e sulle fibbie. Ai piedi mocassini dalla punta arrotondata in pelle metallizzata o cavallino zebrato, sandali dal tacco zebrato, slip on. "Il gruppo sta andando bene, sta facendo le cose che deve fare, l'dea è giusta, il piano è giusto. Arrivano i primi buoni segnali, quindi investire, investire e investire e poi aspettare. - continua Diego Della Valle - Il messaggio è chiaro: super qualità e limited edition come quella di Alber Elbaz. Un progetto fortemente innovativo. È un fuoriclasse. La prossima capsule è già fatta, la presenteremo tra un mese. E poi abbiamo già pensato a quella per l'inverno". Intanto domani la griffe inaugurerà la nuova boutique in Montenapoleone 13, tappa fissa per tanti appassionati dal brand in arrivo da tutto il mondo.
Sempre con sguardo internazionale Della Valle parla anche dei mercati esteri. "Hong Kong non ci preoccupa oggi, ci auguriamo che presto tutto funzioni," afferma.

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La Generazione Greta in un anno ha già cambiato la società

Dagli scioperi al browser Ecosia alle borracce, giovani attivisti guidano lotta a emergenza climatica

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Chiudi Il monito di Greta all'Onu, noi giovani inarrestabili (ANSA) Il monito di Greta all'Onu, noi giovani inarrestabili

E' appena un anno, più o meno, che conosciamo la piccola grande coraggiosa Greta Thunberg, 16 anni appena. Il 20 agosto 2018, dopo essere diventata vegana e aver convinto anche la sua famiglia a diventarlo, non andò a scuola (frequentava il nono anno a Stoccolma) per andare da sola davanti al Parlamento svedese con il cartello 'Skolstrejk for klimatet', sciopero da scuola contro il clima. Era un venerdì. I successivi in tutto il mondo si sarebbero chiamati #FridaysForFuture come il movimento globale che si è creato intorno a lei. E' incredibile quanto in questi mesi un gesto solitario, diventato virale, abbia cambiato le cose.

Il 20 settembre 2019 il più grande sciopero per il clima di tutti i tempi ha portato nelle strade di tutto il mondo (e si replica il 27 settembre) centinaia di migliaia di persone. Il movimento di lotta per i cambiamenti climatici già c'era, perlomeno dal 29 novembre 2015 quando in 150 paesi oltre 600 mila manifestanti scesero in strada alla vigilia del summit di Parigi Cop21 per chiedere ai governi mondiali il mondo a energia rinnovabile. Ma solo grazie a Greta diventata fenomeno mediatico (inclusi gli inevitabili hate speech e troll) tutto è cambiato e ha trovato nuova linfa, perchè che ci piaccia o no c'è sempre bisogno di un frontman, anzi di una frontwoman, se non altro per attirare l'attenzione.

Il tema dell'ambiente è il tema del futuro, non quello dei film di fantascienza post apocalittici, ma quello a breve termine dei giovani di oggi che non a caso definiamo come 'Generazione Greta'. In attesa che i governi agiscano decisamente per la salvaguardia del Pianeta - la Thunberg è a New York dove i leader del Pianeta devono presentare piani concreti contro l'emergenza climatica, nel rispetto degli accordi di Parigi 2015 - tanto sta già cambiando, dai regolamenti europei che aboliscono le buste di plastica agli autobus ibridi che attraversano molte città.

Ma moltissimo di questa transizione verso un mondo più green è provocato dai ragazzi, attenti al riciclo, alla provenienza delle materie prime, al rifiuto della plastica usa e getta, all'impronta ambientale dei loro comportamenti, 'nativi ecologici' oltre che nativi digitali. Ad esempio, la Generazione Greta usa il motore di ricerca Ecosia: esiste dal 2009 ma solo ora sta conoscendo grande diffusione; si usa al posto di Google o Yahoo e permette di riforestare il pianeta semplicemente facendo ricerche su internet. Lo ha inventato in Germania Christian Kroll e dichiara di donare l'80% dei proventi ricavati dalla pubblicità online per sostegno a programmi di riforestazione. A fine agosto con gli incendi in Amazzonia ha avuto il boom di download dei ragazzi: l'attivismo nel 2019 passa necessariamente per il digitale, ma non solo. Ci sono anche gesti concretissimi come il passaggio dalle bottigliette di acqua minerale alle borracce di alluminio, adottate in molte scuole, dagli universitari della Bocconi ai liceali del Manara a Roma, che si sono anche autofinanziati per realizzarne tutte uguali, con il logo dell'istituto.

 E sono in voga app ecologiche come Treedom, l'unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2010 a Firenze, sono stati piantati più di 600.000 alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Tutti gli alberi vengono piantati direttamente da contadini locali e contribuiscono a produrre benefici ambientali, sociali ed economici. Cambieranno davvero le cose? In realtà stanno già cambiando grazie alla spinta dei giovani attivisti che non si sentono sopraffatti e depressi, come gli adulti, davanti alle continue notizie di incendi, inondazioni, uragani e siccità, impotenti di fronte all'inquinamento.

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Fendi, comincia l'era senza Karl Lagerfeld. Silvia Venturini, eccoci al debutto

Meno austera, più femminile, "la donna Fendi oggi è più libera di essere donna".

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Chiudi Italy Fashion S/S 2020 Fendi (ANSA) Italy Fashion S/S 2020 Fendi

"Eccoci al debutto" dice Silvia Venturini Fendi a pochi minuti dalla sfilata, senza nascondere l'emozione della prima passerella senza Karl Lagerfeld, che per 54 anni ha legato il suo nome a quello della maison romana.
"Ho applicato le stesse regole di quando lavoravo con Karl - racconta la stilista - d'altronde con una collaborazione così lunga l'era Karl è stata l'era Fendi". Eppure qualcosa di diverso si percepisce subito dall'ispirazione della collezione: "Mi sono fatta delle domande e mi sono data delle risposte con questa collezione, che - spiega Silvia Venturini - parte da una sensazione personale, uno stato d'animo, dall'emozione che provo quando arriva l'estate e all'improvviso ti senti più libero con la voglia di stare con gli amici, di vedere l'alba, di fare cose semplici".
Ed è questo senso di libertà che si nota in passerella, dove le modelle - che sfilano davanti a ospiti come Katie Holmes - sembrano come uscire da un sole nascente, lo stesso che la designer ha cercato di portare nella collezione. Da un lato questa voglia di libertà che parte dalla stagione, dai suoi colori, dalle sue stampe tropicali o floreali, dai suoi tessuti più tipici, come la lycra presa dai costumi e la spugna degli accappatoi, dall'altra una sorta di scoperta della femminilità, che sta tanto in un abito un po' più corto del solito quanto in un tacco più solido, quello del mocassino passepartout, "fatto per camminare e non per stare su un piedistallo".
Ed eccola, la rivoluzione di Silvia: "Una donna che disegna per una donna pensa a una donna connessa con la realtà". Così la nuova donna Fendi mentre va in ufficio pensa già al mare o a un aperitivo con gli amici e sotto al power dressing mette il bikini perché non si sa mai, porta il visone ma sospeso su garza impalpabile o stampato a fiori tropicali, che tornano sul completo di cotone spalmato o sull'imper trasparente, alternati al damier della pelliccia effetto spugna e dello chemisier portato con il trench di camoscio. E' una donna che alterna gli shorts ai pantaloni ampi in cotone lavato, le giacche doppiopetto e quelle di spugna, il top e la gonna lavorati a canestro e borse in rafia e pelle intrecciata. Meno austera, più femminile, "la donna Fendi oggi - conclude la designer - è più libera di essere donna". 

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