Bellezza alla cannabis, in pieno boom anche in italia

La cosmesi con Cbd antiossidante, antinfiammatoria, rilassante

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Chiudi beauty cannabis @ Canapa Expo 2019 (ANSA) beauty cannabis @ Canapa Expo 2019

L'impiego della canapa o meglio del cannabidiolo nel beauty è in piena espansione in tutto il mondo, dall'America all'Europa, Italia compresa. Al Canapa Expo 2019, la fiera internazionale dedicata al mondo canapa dal 22 al 24 novembre al Parco Esposizioni di Novegro a Milano, tra le centinaia di espositori e professionisti da tutta Europa molto è dedicato al settore cosmetica. Se alimenti e tessile sono già ampiamente conosciuti dal consumatore italiano, arrivano ora anche tantissimi prodotti biologici dedicati alla bellezza e alla cura del corpo. Innanzitutto le creme con cannabidiolo, un metabolita della cannabis sativa che procura effetti rilassanti, antiossidanti e antinfiammatori. Tra le varie proposte anche latte detergente, crema mani, lozioni per il corpo e saponi di vario tipo. Per contrastare le rughe c'è la crema di canapa al collagene, sempre con la presenza di cannabidiolo e olii di piante pregiate come albicocca, ginseng e camomilla. Il gel di canapa e aloe, invece, è realizzato con olio di semi di canapa ed è utilizzato anche come dopo sole o dopo la rasatura. Non manca l'olio inodore con polvere di semi di cannabis sativa, che usato come lubrificante intimo aiuta ad aumentare la circolazione sanguigna e il rilassamento. L'olio di canapa alla base di molte preparazioni è ricco di clorofilla, contiene elevate quantità di acidi grassi essenziali (Omega-3 e Omega-6). Lenitivo riequilibrante, è inoltre un olio ricco di vitamina E, che combatte i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce e delle vitamine del gruppo B (in particolare B1, B2, B6).
L'offerta spazia anche allo scrub viso con olio di canapa bio, zucchero zaffiro naturale e pure essenze di arancio e lavanda, non mancano anche i sieri per capelli con olio di oliva, fitosteroli di crambe abyssinica ed estratti di sativa bio, per poi passare al sapone intimo decongestionante grazie alla presenza di CBD.
È stato dimostrato che questa molecola ha diverse proprietà terapeutiche, tra cui la capacità di rilassare il corpo. Sebbene agisca sul nostro organismo offrendo importanti benefici, il CBD non ha proprietà psicoattive come il suo parente stretto, il THC. Non bisogna quindi confondere l’azione di questi due cannabinoidi. La lavorazione 100% bio di questi prodotti garantisce una maggiore delicatezza sulla pelle dovuta proprio alla mancanza di derivati dal petrolio o altri componenti chimici come il tensioattivo sodium laureth sulfate, siliconi o altri potenziali allergeni.
Ci sono anche shampoo che detergono, idratano e nutrono senza ungere o appesantire, doccia schiuma indicati per pelli sensibili e per chi soffre d'irritazioni e arrossamenti, senza dimenticare profumi e deodoranti dai sentori più delicati ed esotici. L'ingrediente ben si sposa con la tendenza naturale e vegetale anche il packaging ne è conseguenza: molto spesso i contenitori hanno circa il 70% in meno di plastica rispetto alla maggior parte dei flaconi normalmente reperibili sul mercato. Nel rispetto della natura in molti casi è abolito anche il packaging secondario come astucci o scatolette. 
Nel programma della fiera è previsto anche un workshop su canapa e cosmetica a cura di Farmacosmetica e del farmacista Dott. Marco Ternelli.

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Michelle Obama, duetto con Ellen DeGeneres

Ex First Lady canta del suo nuovo progetto basato su Becoming

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Michelle Obama si improvvisa cantante e duetta con Ellen DeGeneres. Fresca della nomination ai Grammy per la versione in audiobook del suo bestseller 'Becoming', l'ex first lady si è seduta al piano accanto alla DeGeneres e insieme hanno trasformato in note il contenuto di 'Becoming: A Guided Journal for Discovering Your Voice', un progetto uscito questa settimana e basato sul memoir che è stata la biografia più venduta della storia.
    Michelle ha condiviso il breve video del duetto sul suo profilo Instagram. "Lo scopo del diario (journal) - canta - è per ognuno di scrivere la propria storia, raccontare i propri ricordi, i propri pensieri, idee, impressioni perché ogni storia conta". 
   

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Violenza sulle donne, contro la strage basta parole servono fondi

Sbloccare soldi per centri antiviolenza e case protette, atti concreti per cambiare

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Chiudi Violenza donne: in migliaia a Roma per 'Non una di meno' (ANSA) Violenza donne: in migliaia a Roma per 'Non una di meno'

Secondo la Convenzione di Istanbul dovrebbe esistere un centro antiviolenza ogni 10.000 abitanti, ma in Italia i centri sono un ventesimo di quelli previsti. Oltre questo, secondo i dati raccolti dall’Istat, nel 2017 sono state 43.000 le donne che si sono rivolte a questi centri e i fondi pubblici erogati in quell’anno sono stati di 12 milioni di euro, ossia una media di 76 centesimi al giorno per ogni vittima. Nel 2019, le cose vanno anche peggio: i fondi in questione quest’anno non sono stati neanche ripartiti e i centri non hanno ancora ricevuto il sostegno economico annunciato dallo Stato, né hanno garanzie sulle tempistiche di erogazione. In un paese che vuole fare seriamente qualcosa contro la violenza sulle donne si capisce che quello dei mancati sostegni ai centri antiviolenza diventa una problematica molto grave e prioritaria. E' uno dei temi forti della manifestazione 'Non una di meno' del 23 novembre a Roma, della Giornata internazionale per l'eliminazione contro la violenza sulle donne del 25 novembre. E anche la campagna del 2020 in Italia di One Billion Rising è focalizzata sul sostegno ai centri antiviolenza.
Servono atti concreti per un cambiamento possibile. Si è sottolineato più volte la necessità di un cambiamento culturale per dare pari opportunità nel mondo del lavoro, pari diritti alle donne in ambito familiare e pubblico, sono stati fatti passi avanti ma non bastano perchè la società non va veloce, perchè la resistenza anche culturale di ambiti patriarcali è forte e infatti i numeri della violenza sulle donne sono davvero tragici, bisognerebbe soffermarsi a leggerli, a scandirli, sono così giganteschi da quasi non farsene una ragione. Eccoli

In Italia vittime almeno una volta nella vita sono oltre 6 milioni - leggi il report

"Negli anni - dice Isa Maggi, Fondazione Gaia, Sportello Donna di Pavia - abbiamo utilizzato l'istruzione, la cultura, l'arte, le pari opportunità nel mondo del lavoro e gli uguali diritti. Per sensibilizzare abbiamo disseminato l'Italia di #panchinerosse. In questi giorni moltissimi i convegni, le mostre, i seminari sulla violenza, le promesse, gli impegni assunti nelle aule parlamentari. Ma non ci sono fondi pubblici e sono erogati con discontinuità con modalità diverse da regione a regione. E soprattutto non c'è concretezza. Il settore pubblico non riesce a far fronte alla continuità nel tempo delle misure di contrasto alla violenza. È tempo di riabilitare gli investimenti privati e coordinarli in un mix di nuova economia con un programma di investimento coordinato su scala nazionale in tutti i beni comuni globali. Le case di accoglienza per le donne vittime di violenza e in fragilità economica e sociale sono beni comuni. Ci siamo battute per anni per attivare sempre più case di accoglienza per donne e case rifugio, adesso il modello che vogliamo attivare, senza scartare le forme usuali di contributo da parte di Regioni e di Ministeri, è un modello di gestione sostenibile delle case per le donne, dove si genera lavoro, buona occupazione di qualità e soprattutto un luogo dove potersi rigenerare personalmente e professionalmente. Saranno necessari investimenti nelle strutture che verranno messe a disposizione da realizzare con forme di "Social Capital", diffuso e distribuito sui territori. Mobilitare gli investimenti rapidamente e su vasta scala sarà una sfida per noi donne. Occorre un grande coordinamento nazionale per la trasformazione del sistema di accoglienza per le donne in fragilità, vittime di violenza, incentrata sulla trasformazione strutturale di edifici inusuali messi a disposizione e sul loro recupero ambientale. Si tratta di un modello significativo che determinerà la creazione di occupazione e potrà innescare progressi sociali e di valorizzazione territoriale, una vera trasformazione produttiva al femminile. Progetto per progetto andremo a cercare soluzioni in ogni parte d'Italia per creare un'opportunità unica di transizione verso un'economia al femminile di soluzione al dramma della violenza maschile di genere, su basi concrete. Il modello qui descritto ha il potenziale per generare benessere per le donne e i loro bambini accolti nelle strutture e un reddito. Garantire lo spazio politico per intraprendere questo progetto è anche un prerequisito per incoraggiare le donne a credere che un cambiamento è possibile e generare azioni collettive di sostegno ai progetto".

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Violenza sulle donne, in Italia vittime almeno 1 volta nella vita sono oltre 6 milioni

Maltrattamenti davanti ai figli. Serve il contrasto per entrambi i fenomeni

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Chiudi Milano, Il muro delle bambole dell'Associazione culturale Milano, Il muro delle bambole dell'Associazione culturale "WALL of DOLLS" Onlus

I numeri sono drammatici nel mondo e anche in Italia ma dietro i numeri ci sono le persone e le storie personali, tutte diverse tutte terribili. Ma anche a volersi soffermare solo sui dati, se per una volta - magari il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - vogliamo leggerli senza fretta, senza la superficialità cui spesso siamo costretti sono terrificanti. A livello mondiale ogni anno un miliardo e duecento milioni di donne subiscono violenza e cinquantamila vengono uccise da componenti della propria famiglia, 6 donne su 10. Spesso i maltrattamenti sulle donne si consumano davanti ai figli: si stima che a livello globale circa 3 bambini su 4 (pari a circa il 75%) siano stati vittime nell’anno precedente di almeno una forma di violenza. Si tratta di 1,3 miliardi di bambini, e il 90% di questi maltrattamenti resta sconosciuto.
In Italia poi le donne che hanno subito violenza almeno una volta nella vita rappresentano in numero la somma della popolazione di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo messe insieme, di cui la maggior parte consumate tra le mura domestiche e che, in molti casi, sono state vissute in presenza di bambini e bambine. Oltre 6 milioni le donne vittime di violenza in Italia, e in 8 casi su 10 (contro i 6 su 10 a livello globale) queste donne muoiono per mano di un partner, ex partner o familiare.
Come evidenziano i dati, la violenza sulle donne e la violenza sui bambini/e sono unite da 6 livelli di interconnessione: condividono numerosi fattori di rischio, originano dalle stesse norme sociali e culturali, hanno conseguenze comuni, cumulate e combinate, si verificano in maniera concomitante, si trasmettono di generazione in generazione e spesso si sovrappongono nell’adolescenza.
Per questo richiedono l’adozione di una visione comune che sappia riconoscere i punti di connessione e condivisione tra i due fenomeni, e che tenga conto di questa complessità.
Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus in una recente presentazione dello studio alla Camera dei Deputati, osserva: “Nel mondo sono 1.2 miliardi le donne e 1.3 miliardi i bambini vittime di violenza: è ormai chiara l’interconnessione tra i due fenomeni e di conseguenza la necessità di affrontare il problema in maniera trasversale, con un approccio integrato che si rivolga ai giovani, alle famiglie e alla scuola. Per combattere la violenza contro le donne e i bambini bisogna interrompere la trasmissione intergenerazionale della violenza. Un bambino che è vittima di violenza o maltrattamento diretto da parte dei genitori o assiste alla violenza del padre verso la madre ha una probabilità più elevata da grande di essere un perpetuatore di violenza. E una bambina vittima di violenza da piccola ha una probabilità più elevata di essere vittima di violenza da adulta. Si tratta di un vero e proprio ciclo della violenza all’interno delle famiglie che può essere interrotto solo attraverso opportune politiche di cura e di prevenzione.
WeWorld ha elaborato tre proposte per politiche di prevenzione e contrasto ai due fenomeni che li affrontino in maniera congiunta:
LAVORARE SUL NUCLEO FAMILIARE COME DESTINATARIO DI INTERVENTI DI PREVENZIONE - La forma di violenza più diffusa contro le donne e i bambini e le bambine è la violenza domestica, nella quale più soggetti sono coinvolti (donne, bambini/e, adolescenti, uomini maltrattanti). Nello specifico, serve un approccio integrato, che tenga conto della famiglia nel suo complesso e guardi al nucleo familiare come destinatario di interventi di prevenzione e contrasto. Soprattutto quando la violenza è ancora sommersa e si manifesta sotto forma di violenza psicologica, economica o maltrattamento, è necessario lavorare sull’intero nucleo familiare, perché le conseguenze della violenza si riversano anche sui bambini/e (ad es. in termini di benessere fisico e/o psicologico, di trasmissione intergenerazionale) e le cause hanno radici in norme sociali e culturali interiorizzate in famiglia.
UN NUOVO FONDO PER LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA CONTRO DONNE E BAMBINI/E. Un’unica direzione strategica pubblica costituisce la premessa per varare un Programma e una linea di finanziamento ad hoc per prevenire e combattere la violenza contro le donne e sui bambini/e in cui il terzo settore possa posizionarsi con azioni sinergiche e durature. Si potrebbe istituire un “Fondo per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e sui bambini/e” che favorisca una collaborazione tra Enti del Terzo Settore, soggetti pubblici e privati, altri enti erogatori, e territori, in modo da porre le basi per un’alleanza strutturale tra pubblico e privato. Un fondo che non andrebbe a sostituire i finanziamenti già previsti dal Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne.
PREVENZIONE IN AMBITO SCOLASTICO PER STUDENTI E INSEGNANTI - L’intreccio tra violenza contro le donne e contro le/i bambine/i è particolarmente evidente quando si considera la trasmissione intergenerazionale della violenza. In questo senso diventa strategico il potenziamento dei servizi dedicati all’infanzia in un’ottica di prevenzione in ambito sia scolastico sia extrascolastico, che siano in grado di coinvolgere gli studenti e le loro famiglie, gli staff delle scuole e gli educatori. Da una parte, implementare iniziative che coinvolgano i bambini maschi vittime di violenza, sia assistita che subita, rappresenta un’area di intervento preventiva di medio-lungo termine con un impatto di sicura efficacia sull’interruzione della trasmissione intergenerazionale della violenza in riferimento ai futuri uomini adulti. Dall’altra, programmare interventi volti a educare, informare e sensibilizzare i/le giovani alla parità di genere e al rispetto delle differenze (es. campagne di comunicazione a loro rivolte, programmi curriculari nelle scuole o attività formative nell’extrascuola), innesca quei cambiamenti culturali necessari a rompere gli stereotipi alla base della violenza contro le donne e i/le bambini. Particolare attenzione ai programmi di prevenzione rivolti agli adolescenti, essendo questa fase della vita un momento cruciale per poter incidere in modo importante e duraturo sulla prevenzione della violenza nei ragazzi e nelle ragazze.

 

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Victoria's Secret show non si farà, è ufficiale

Dopo critiche sessiste azienda sospende e cerca riposizionamento

Lifestyle Moda
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Dopo le indiscrezioni di fine luglio, 'anticipate' dalla modella australiana Shanina Shaik, ora arriva l'ufficialità: gli angeli si fermano, il Victoria's Secret show, la annuale sfilata evento di lingerie con le più belle e statuarie modelle del mondo, viene annullata dopo 23 anni.
    L'onda lunga del #metoo, la lotta al sessismo è tra i fattori che costringono l'azienda allo stop e a ripensare tutta la comunicazione del brand. Ad ottobre è stato presentato uno spot con la prima modella con taglia 46, Ali Tate-Cutler, e ad agosto la prima modella trans, la brasiliana Valentina Sampaio: segnali per far capire la svolta nel segno di una maggiore inclusività in tempi in cui questo è un valore primario della società.
    Mentre il mercato non sta premiando il gruppo L Brands (a cui fa capo Victoria's Secret) con un vistoso calo degli utili netti.
    Ad abbandonare Victoria's Secret sono state soprattutto le millennial, ovvero un terzo delle donne che guardano al mercato dell'abbigliamento intimo. Nel 2018 hanno preferito spendere in reggiseni sportivi piuttosto che pizzi e merletti. Ma non è tutto: i legami di Les Wexner (proprietario del gruppo) con il miliardario Jeffrey Epstein, il satrapo suicida in carcere a New York accusato di traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale, hanno messo nell'occhio del ciclone l'azienda, ora in crisi di immagine.
   

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Garrone, la favola di Pinocchio in sala dal 19 dicembre /TRAILER

Benigni poetico Geppetto nel film dal romanzo di Collodi

Lifestyle Teen
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La favola che ha emozionato intere generazioni torna al cinema a Natale. Arriverà in sala dal 19 dicembre (anticipando rispetto alla data del 25/12) l'atteso nuovo film di Matteo Garrone 'Pinocchio', prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte. Sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini (anche nel cast nel ruolo della Volpe), il film tratto dal romanzo di Collodi vede protagonista Federico Ielapi nel ruolo del burattino, mentre Geppetto è Roberto Benigni. Mangiafuoco è interpretato da Gigi Proietti, mentre il Gatto è Rocco Papaleo.
    Il trailer rimanda alla storia che tutti conoscono e si aspettano di ritrovare nel film di Garrone, con una grande cura nella ricostruzione delle scene e degli ambienti, che ricorda la magnificenza del Racconto dei Racconti, mentre Benigni, che pure a Pinocchio aveva dedicato un film nel 2002, sembra perfettamente e poeticamente calato nel babbo del burattino. La sfida è anche sul trucco e gli effetti visivi, il primo affidato al designer Mark Coulier, i secondi a One of Us e Chromatica.

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Beauty routine, è l'era delle ampolle

Meno ingredienti ma più efficaci. Sieri per problemi specifici

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Chiudi Ampolle foto iStock. (ANSA) Ampolle foto iStock.

C’erano una volta i sieri, poi i concentrati, quindi le fiale monodose, oggi è l’era delle ampolle. E’ solo un trend passeggero oppure le magiche pozioni racchiuse in packaging quasi identici hanno veramente un valore aggiunto per la beauty routine? Prima di tutto il nome, il termine “ampolla” fa riferimento a contenitori in vetro usati nei laboratori chimici in versione monodose oppure a flaconi con la classica forma rigonfiata, collo stretto e pipetta-dosatrice in gomma. Poi le formule, in realtà si tratta di sieri con funzionalità più specifiche e con più alta concentrazione di pochi attivi, da qui il nuovo concetto di “Inci minimalista”, meno ingredienti più efficaci. Ogni ampolla risolve una specifica problematica cutanea o inestetismo capillare. Per ottenere più effetti contemporaneamente basta mixare il contenuto di più ampolle e applicarle da sole, prima del trattamento quotidiano, oppure aggiungerle direttamente alla crema giorno o notte per poi applicare su viso collo e decolleté. Le texture sono trasparenti o lattiginose sempre fluide e super leggere, in certi casi prive di profumo. Si applicano direttamente sul viso con il dosatore o sulla lunghezza dei capelli per evitare sprechi.

Il trend è iniziato con le ampolle Sos Shot di Pantene, rituale intensivo per capelli messi a dura prova. Contengono un cocktail di lipidi, antiossidanti e attivi rigeneranti e ricostituenti. Sono pratiche e veloci da utilizzare senza sprechi di prodotto. Per aprirle si seguono tre step: dare un colpetto sull’estremità del tappo per far scendere il prodotto, spezzare l’ampolla, versare il contenuto sul palmo della mano e quindi distribuirlo sulla lunghezza del capello. Sempre in fiale mondose le Ampolle Di Lucentezza Senza Risciacquo di Biopont. Principi attivi purissimi si depositano sul capello e formano una guaina protettiva che idrata e ripara il capello grazie all’innovativo Mineral Vitamin Complex un complesso di vitamine e minerali.
Per il viso Vichy lancia Lift Active Specialist ampolle antietà a base di vitamina C e peptide antiage. Riempiono le rughe, ripristinano il tono dei tessuti, illuminano l’incarnato. Dai laboratori L’Oreal, arrivano Revitalift Filler a base di acido jaluronico concentrato, 7 ampolle per 7 giorni di trattamento ad effetto rimpolpante.
Dai laboratori del Dr. Hauschka Cura Di Bellezza Viso Per La Notte, fiale monodose che sostengono il ritmo naturale della pelle, in 28 giorni riattivano il metabolismo. La composizione è a base di erbe officinali ottenute da coltivazioni bio-dinamiche. Un ciclo di trattamenti per ogni decennio di vita; per chi ha 30 anni, per esempio, 3 trattamenti all’anno. E sempre dal laboratorio ungherese che ha conquistato celebrities in tutto il mondo ed è un must per le giovani modelle, l’olio riequilibrante per il viso. Packaging con pipetta dosatore, la formula contiene carota, olio di mandorla, calendula, neem. E’ sebonormalizzate, affina i pori, spegne i rossori.
Dai Laboratoires SVR invece, le Ampolle A, B, C ognuna dedicata ad una specifica vitamina con effetti mirati e formula minimalista. L’Ampolla A è un concentrato al retinolo, ha un effetto liftante visibile dopo 7 giorni, l’Ampolla B con omonima vitamina e tre tipi di acido jaluronico è idratante e lenitiva, l’ Ampolla C è con vitamina C stabilizzata per un effetto antiossidante illuminante.

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Hotella Nutella, il primo Nutella Hotel apre in California

Nella Napa Valley e solo per un fine settimana nel gennaio 2020

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Un hotel dedicato alla crema spalmabile più famosa al mondo apre nella Napa Valley in California. Si chiamerà 'Hotella Nutella' e sarà aperto per un solo fine settimana nel gennaio del 2020. La notizia è stata diffusa sullo stesso sito internet della Nutella.
    Dalle foto del rendering si vede un ingresso a forma di barattolo gigante di Nutella, un cartello con la scritta Hotella Nutella e una bandiera con il logo della crema spalmabile. Per quanto riguarda le stanze, i colori sono il rosso, il bianco e il marrone, appunto quelli che contraddistinguono la Nutella, sul letto una coperta con l'immagine di un barattolo, due cuscini a forma di croissant e sui muri mini barattoli ovunque.
    Anche i pasti, dalla colazione alla cena, sono tutti a tema Nutella. Non sarà tuttavia possibile prenotare un soggiorno nel dolce albergo perché solo pochi fortunati, tre in tutto, saranno scelti tramite un sorta di concorso che premierà il miglior video che descrive come la Nutella rende il mattino speciale. Il concorso, inoltre, è aperto solo ai residenti negli Stati Uniti.
    Oltre al soggiorno sarà offerto anche il trasferimento in aereo.

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Cani, la nuova tendenza è il cibo fresco

Pappe healthy food anche per loro. Milano apripista

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Chiudi Cibo fresco per cani, nella foto una coppia di retriver @ iStock (ANSA) Cibo fresco per cani, nella foto una coppia di retriver @ iStock

Il food per i cani sta vivendo una piccola rivoluzione anche in Italia. Esperienze come quelle viste in America non solo di pasticcerie dedicate (ci sono già anche esempi italiani) ma anche di rosticcerie con cibo fresco, di qualità e sempre diverso nel corso della settimana, cominciano a diffondersi anche in Italia. Intanto l'intero settore della cosiddetta 'pet economy' sta avendo volumi economici importanti, diventando paritario della baby care economy, quella relativa ai figli e anche le modalità si somigliano: passeggini, accessori, peluche. Riguardo al food, un mercato che vale in Italia oltre 1 miliardo di euro, ma che presenta ancora ampi margini di innovazione, sia per quanto riguarda la qualità del prodotto che il livello di digitalizzazione e i modelli di distribuzione, è il fresco la nuova tendenza perchè anche i cani come noi devono mangiare sano e se l'healthy food era finora relegata nel cibo secco, bilanciato, ora la nuova linea si sposta sulle pappe.
I benefici di una dieta sana per gli amici pelosi? Si vedono già dopo poche settimane: pelo più lucido e resistente, maggiore energia, raggiungimento del peso forma e miglioramento della digestione.
"In Italia i cani sono 11 milioni, uno ogni sei abitanti: un numero enorme, su cui la proposta di valore di un cibo più sano e sostenibile può davvero portare un forte impatto. E’ questa l’idea che ci ha spinto a creare Dog Heroes - spiegano Pierluigi Consolandi, Marco Laganà e Gregoire Desforges, fondatori di Dog Heroes,  la startup che debutta a Milano con il suo servizio di cibo fresco per cani, basato su piani alimentari personalizzati, ideati da veterinari nutrizionisti e già porzionati per essere serviti - puntiamo a qualcosa in più della semplice distribuzione di pet food di qualità: vogliamo costruire una community intorno ai valori di qualità, condivisione e sostenibilità ma, soprattutto, di amore verso gli animali". Piatti a base di maiale, tacchino, pesce freschi in delivery su Milano per ora. Ogni ricetta è stata studiata da veterinari esperti in nutrizione clinica per essere completa e bilanciata secondo le linee guida FEDIAF (Federazione Europea dell'Industria degli Alimenti per animali da compagnia) e ha come principale apporto proteico, la presenza di tanta carne (oltre il 60%), oltre a verdure, cereali, vitamine e sali minerali, il tutto cucinato in un laboratorio in Lombardia.
"Gli amanti dei cani stanno diventando sempre più esigenti e consapevoli dell’impatto che l’alimentazione ha sulla salute del loro fedele compagno a quattro zampe, e iniziano ad essere insoddisfatti dell’offerta tradizionale di cibo secco e umido. Risulta, in effetti, che circa la metà dei padroni in Italia preferisce preparare il cibo in casa, cucinando le pappe in casa o destinando ai cani gli avanzi della tavola: questo però comporta alcuni rischi, tra i quali quello di realizzare una pappa che non rispetti il fabbisogno del cane e che non fornisca un apporto nutrizionale adeguato – spiegano all'ANSA i fondatori di Dog Heroes – La preparazione casalinga spesso richiede impegno e costanza da parte dei proprietari, oltre alla consulenza di un esperto in nutrizione".

 

 

I benefici di una dieta sana per gli amici pelosi? Si vedono già dopo poche settimane: pelo più lucido e resistente, maggiore energia, raggiungimento del peso forma e miglioramento della digestione.

«In Italia i cani sono 11 milioni, uno ogni sei abitanti: un numero enorme, su cui la proposta di valore di un cibo più sano e sostenibile può davvero portare un forte impatto. E’ questa l’idea che ci ha spinto a creare Dog Heroes - concludono i tre fondatori - puntiamo a qualcosa in più della semplice distribuzione di pet food di qualità: vogliamo costruire una community intorno ai valori di qualità, condivisione e sostenibilità ma, soprattutto, di amore verso gli animali»

Le tre ricette offerte oggi da Dog Heroes - Pork Bowl a base di maiale, Turkey Bowl a base di tacchino e Fish Bowl a base di pesce - il piano alimentare su misura e i consigli dei veterinari del team sono disponibili da oggi su www.dogheroes.it.

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Tex, 70 anni e non sentirli

In una mostra a Siena esposti disegni, foto e la macchina da scrivere di Bonelli

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 Una mostra per raccontare la storia di Tex, personaggio che, grazie al suo profondo senso di giustizia e alla sua generosità, è riuscito, dal 1948 a oggi a entrare nelle abitudini di lettura degli italiani e a diventare un vero e proprio fenomeno di costume. E' 'Tex. 70 anni di un mito', al Santa Maria della Scala a Siena dal 23 novembre al 26 gennaio, curata da Gianni Bono in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore e Comicon.
    Era il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane usciva il primo numero di Tex, personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale. La mostra a Siena racconta la sua straordinaria vicenda editoriale attraverso disegni, fotografie, materiali rari e talvolta inediti, nonché installazioni create appositamente: le indimenticabili sfide di Tex con Mefisto, suo nemico di sempre e incarnazione del male; le avventure dove, a capo dei Navajos, affronta banditi e malfattori per salvare le tribù indiane perseguitate; le galoppate sui sentieri polverosi del vecchio West e le scorribande dai caldi deserti del Messico fino alle gelide regioni del Grande Nord. Tra i documenti esposti la prima vignetta di Tex in più lingue, il ritratto di Gianluigi Bonelli e famiglia realizzato da Ferdinando Tacconi, le fotografie di Aurelio Galleppini e la macchina da scrivere di Gianluigi Bonelli: l'Universal 200 decorata dallo stesso Bonelli e conservata nella sala riunioni della Casa editrice, con la quale sono state create le prime storie di Tex. Si potranno poi ammirare le narrazioni dei quattro sceneggiatori principali di Tex: appunto Giovanni Luigi Bonelli (1908 - 2001), seguito nel 1976 dal figlio Sergio Bonelli, che firma il fumetto con lo pseudonimo di Guido Nolitta; Claudio Nizzi, che subentra nel 1983, mescolando al western elementi tipici del genere poliziesco, e infine, dal 1994, Mauro Boselli, attuale curatore che riporta Tex alle origini. In mostra esposte anche le prime pagine di alcuni quotidiani che consentiranno di ripercorrere anche 70 anni di storia italiana. Uno spazio sarà poi interamente dedicato all'esposizione dei materiali a opera di due noti fumettisti senesi: Giovanni Ticci, che nel 1968 firmò la sua prima avventura texiana, e Alessandro Bocci, disegnatore per Sergio Bonelli Editore dal 2001. (ANSA).
   

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Anche i cani avranno i loro bocconcini di torrone

La degustazione del 'Turoon-Bau', osso o stecca, a Festa Cremona

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Turòon-Bau, un nome altamente evocativo per la nuova linea di alimenti per animali da compagnia a base di torrone che sarà presentata questo fine settimana in occasione della chiusura della Festa del Torrone a Cremona. Fido e Pluto potranno partecipare ad una divertente ed insolita degustazione, assaggiando i torroncini pensati solo per loro, ai gusti di latte o Grana Padano, a forma di osso o di classica stecca. Il prodotto è firmato G&G Pet Food, nuova linea di alimenti per animali da compagnia dell'azienda G&G Prime Quality specializzata da anni nell'alimentazione zootecnica. Il prodotto, viene precisato, è altamente digeribile, non contiene allergeni e nemmeno zuccheri e la formulazione è stata pensata per soddisfare le esigenze nutrizionali e di sviluppo di cani e gatti attraverso un'alimentazione al 100% naturale.
    E' solo uno degli eventi della Fiera: con gli stand dei prodotti - locali e di tutta Italia - aperti dalle 9 alle 20, sabato sono in cartellone l'omaggio a Leonardo Da Vinci con danza e musica e gli show 'The Green Show' e 'Incanto'.
    Ma l'attesa è tutta per lo spettacolo finale, Arte Celeste, che si terrà in piazza del Comune domenica dalle 17. Prima, la presentazione della costruzione gigante di torrone che raffigura l'Uomo Vitruviano e il premio Torrone d'Oro a Rosa Ventrella.

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Elton John: "la mia autobiografia che i miei figli non hanno il permesso di leggere"

Popstar presenta libro a Londra, 'basta tournée, starò con loro'

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Chiudi Elton John con il marito David Furnish (ANSA) Elton John con il marito David Furnish

"Voglio che i miei figli sappiano come era il loro padre". E' stata la paternità a spingere Elton John a pubblicare 'Me', l'autobiografia che i suoi bambini "naturalmente non hanno il permesso di leggere, perlomeno fino a quando avranno 15 o 16 anni". E il veto non desta stupore visto i coloriti resoconti del divo nel libro di memorie, edito in Italia da Mondadori, soprattutto negli anni in cui era affetto da bulimia, shopping compulsivo, oltre a dipendenza da cocaina e alcol. Intervistato ieri sera a Londra dallo scrittore e comico David Walliams davanti alla platea dell'Hammersmith Apollo di Londra, sir Elton - in gessato rosa con occhiali in nuance - ha passato in rassegna 72 anni di vita ed oltre cinquanta di carriera fra commozione e risate.

"Un giorno nel 1957 mia madre portò a casa il disco di Elvis Heartbreak Hotel, e per me è stata la fine", ha ricordato. Ma la vera svolta avviene anni più tardi, all'audizione con Ray Williams di Liberty Records: "Gli spiegai che sapevo cantare e comporre musica, ma non scrivere le parole; c'era una pila di buste sul tavolo e me ne diede una con i contatti del paroliere Bernie Taupin. Da lì è cominciato tutto". Un sodalizio di oltre 30 album con hit come Rocket Man, Crocodile Rock e Candle in the Wind. Le parole di Taupin nelle mani di Elton si tramutavano in note. "Scrissi Your Song in poco più di 15 minuti". Era l'inizio di una carriera straordinaria segnata da eccessi e stravaganze. Non sono mancati aneddoti su amici celebri come Rod Stewart, John Lennon o Freddy Mercury. Parlando di quest'ultimo, la popstar ha stentato a trattenere le lacrime. Il leader dei Queen era appassionato d'arte e all'epoca, sir Elton collezionava le opere di Harry Scott, un artista che dipingeva barche e ragazzi nudi.

Anche se devastato dall'aids, Mercury fino alla fine era circondato di medicine e cataloghi perché continuava a fare acquisti all'asta. "Dopo la sua scomparsa, la mattina di Natale mi recapitarono un acquarello di Scott con annesso un suo biglietto che diceva 'ho visto questo dipinto ad un'asta e ho pensato che ti sarebbe piaciuto. Ti voglio bene'. Era veramente commovente", ha detto con la voce spezzata. Un altro momento di svolta fu l'incontro con Ryan White, ragazzino dell'Indiana stigmatizzato dalla sua comunità perché aveva contratto l'aids attraverso una trasfusione di sangue. E che Elton decise di aiutare. "Mentre io mi lamentavo con l'hotel della carta da parati o delle tappezzerie, la famiglia di Ryan aveva perdonato tutti quelli che erano stati orribili con loro, fui assalito dalla vergogna", ha aggiunto il cantante, all'epoca nel tunnel della droga.

"Sei mesi più tardi ero pulito. Quel ragazzino mi aveva fatto capire il livello del mio degrado e quanto fossi arrogante e viziato". Senza Ryan, non avrebbe fondato la Elton John Aids Foundation, una charity che finora ha raccolto 450 milioni di sterline a favore della malattia. Anche l'incontro con il compagno di vita David Furnish è raccontato come uno scherzo del destino. "Ero sobrio da tre anni, ma solo. Un giorno ero a casa mia a Windsor e chiamai un amico che lavorava nello store di Versace in Bond Street, invitandolo da me con i suoi amici gay non per fare sesso, ma semplicemente per passare una piacevole serata insieme. Uno dei 4 amici che portò con lui era David". Sono 26 anni che fanno coppia. "Nell'ultima fase della vita non voglio più viaggiare, ma solo stare con mio marito e i ragazzi", ha concluso la popstar in partenza per l'Australia per il tour d'addio che proseguirà poi negli Usa e in Canada. Il sipario, stando a quanto già annunciato, calerà nel novembre del 2021.

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Adam Cohen: "così ho trovato coraggio per finire l'album di papà Leonard "Thanks for the dance"

Il figlio completa nove brani, uno dedicato alla 'mitica' Marianne

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Leonard Cohen fece uscire il suo ultimo album "You want it darker" nell'ottobre 2016, 19 giorni prima di morire. Suo figlio Adam ha completato alcuni brani inediti registrati in quelle sessioni e non utilizzati. "Thanks for the dance", il nuovo album postumo del musicista e poeta canadese, uscira' venerdì 22 novembre. Nove canzoni a base di sesso, morte, fede, politica, economia, Cristo e Karl Marx. Tra le piu' elegiache, "Moving on", e' un tributo alla ex amante e musa Marianne Ihlen: Leonard registro' la parte vocale alla fine di maggio 2016, subito dopo aver appreso che Marianne era morta.
    "Happens to the Heart", un altro brano, segue la tradizione di Cohen di inserire in un momento romantico banalità di tutti i giorni ("There was a mist of summer kisses/Where I tried to double-park"), mentre nel sensuale "Night of Santiago" ispirato a Garcia Lorca un uomo anziano evoca un' antica passione.

 

   Come in "Blackstar" di David Bowie, uscito due giorni prima della morte del Duca Bianco, Cohen era consapevole che non gli restava molto da vivere. Con Adam, in quelle ultime settimane, aveva parlato di completare le canzoni. A quel punto Leonard Cohen stava davvero male: vittima della leucemia e di dolori alla spina dorsale, la decisione di far produrre a Adam "You want it darker" era stata presa in parte "per non avere estranei nella stanza". E tuttavia quasi sempre, anche in momenti di acute sofferenze, anche se costretto in una sedia a rotelle, Leonard "trovava spesso la forza di indossare un vestito e un fedora".
    Dopo la morte del padre a 82 anni in seguito a una caduta notturna a Los Angeles, Adam non se l'era sentita di ascoltare i brani non finiti. Ci sono voluti sette mesi per trovare "il pizzico di coraggio" necessario per aprire le registrazioni.

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Bodyshaming, arrivano le acne influencer

Sfidano gli haters con le 'imperfezioni', ditta italiana le coinvolge in campagna sociale

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Pelle con imperfezioni (ANSA) Pelle con imperfezioni

Acne influencer: giovani ragazze che si mostrano sui profili social con la pelle imperfetta sfidando l'odiosa pratica del body shaming, una forma di cyber bullismo nei confronti di chi "non è perfetto" secondo i canoni omologati di bellezza, brufoli inclusi.
Sono Hailey Wait, coraggiosa diciassettenne del Colorado che, stanca di dover sempre nascondere il suo volto, ha deciso di lanciare un appello attraverso il suo profilo Piggs su Instagram, e pubblicare le foto del suo viso, acne compresa.

 
 
 
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Accanto a lei Kali Kushner, 23enne originaria di Cincinnati, Ohio, la quale ha raccontato la sua battaglia contro l’acne dal profilo instagram MyFaceStory. E poi la londinese Em Ford, beauty blogger di My Pale Skin che dopo aver offerto consigli su come nascondere l'acne ha poi avuto il coraggio di postare per mesi sui suoi canali social foto senza trucco, raccogliendo insulti da numerosi haters. Non solo straniere ma anche italiane: Carlotta Giacuzzo, conosciuta come CherylPandemonium, Nicole Husel (Kiss and Makeup 01), Gloria Fair e Miriam Dilikikka.

 
 
 
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L'acne è un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa al follicolo che colpisce viso, spalle, schiena e torace, manifestazione tra le più comuni nei ragazzi tra i 14 e i 18 anni. In Italia, secondo i dati dell'Associazione Dermatologia e Cosmetologia (www.aideco.org), interessa fra l’80% e il 90% della popolazione giovanile, con una maggiore incidenza nelle ragazze, specialmente quelle di età compresa fra i 13 ed i 15 anni, rispetto ai soggetti di sesso maschile, i quali risultano maggiormente colpiti fra i 15 ed i 17 anni.
Ciò che più affligge di questo problema non è solo l'aspetto estetico, piuttosto le conseguenze psicologiche che possono arrivare negli adolescenti a depressione, angoscia, sottostima, tristezza, irascibilità, ansia, demotivazione, difficoltà nelle relazioni con l'altro sesso, fino all'autoesclusione sociale tutte ricadute psicosociali non necessariamente correlate alla gravità clinica del disturbo. L’acne sarebbe una delle cause della maggiore esposizione degli adolescenti alla depressione secondo uno studio dell’Università di Calgary (Canada), pubblicato sul ‘British Journal of Dermatology’, secondo il quale un anno dopo la diagnosi medica dell’acne, il rischio di depressione aumenta del 63% rispetto al gruppo di controllo (persone senza acne). Inoltre, il 18,5% degli individui con l’acne ha dovuto fare i conti con alcuni disturbi dell’umore.
Recentemente è stato presentato da La Roche Posay l'Effaclar SpotScan in cui l'analisi della pelle, sempre con l'ausilio del digitale, è dedicata, ed è la prima volta in assoluto, a chi ha tendenze acneiche per consigli cosmetici. Una cura definitiva esiste ed è italiana attraverso il laser medicale Accure che sarà lanciato nel 2020 da Renaissance, realtà del Gruppo El.En. Il progetto sperimentale del dottor Richard Rox Anderson, nato più di 20 anni fa,  è diventato realtà e ha scelto le giovani acne influencer per una campagna sociale internazionale contro il body shaming. “Non siamo alla ricerca di testimonial - precisa Paolo Salvadeo, direttore generale del gruppo - ma di storie vere che siano di esempio per milioni di adolescenti che vivono con disagio e imbarazzo questa problematica. Grazie alla forza di queste giovani donne vogliamo diffondere il messaggio che una cura esiste, dando la giusta informazione e quindi combattendo un fenomeno ormai dilagante anche grazie al supporto di esperti psicologi”.

 

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Mascolinità, 80% uomini ha difficoltà a esprimersi

Studio internazionale, 65% non si riconosce negli esempi presentati dalla società attuale

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Moda: Men's Fall/Winter 2019/20 collections: Ermenegildo Zegna (ANSA) Moda: Men's Fall/Winter 2019/20 collections: Ermenegildo Zegna

"What Does it Mean to be a Man Today?": è la domanda da cui ha preso le mosse una ricerca internazionale condotta da Zegna per delineare il concetto di moderna mascolinità, per la quale l'80% degli uomini nel mondo ha difficoltà nell'esprimersi apertamente all'interno del contesto sociale, il 71% crede che nell'ultimo decennio ci sia stato un cambiamento delle aspettative collegate al concetto di mascolinità e il 65% non si riconosce negli esempi di mascolinità presentati dalla società attuale. Questi sono solo alcuni dei dati raccolti mediante lo studio effettuato da Kantar su 3.000 uomini e 750 donne tra i 20 e i 50 anni, in cinque delle principali aree metropolitane - Londra, New York, Los Angeles, Shanghai e Pechino.
    Lo studio fa luce sugli stereotipi con cui gli uomini si confrontano e rivela che le aspettative sono in continua evoluzione. Il 70% degli uomini intervistati è consapevole di dover interpretare un ruolo tradizionalmente maschile, sia a lavoro che con gli amici e in casa. In Cina l'89% degli intervistati di sesso maschile ha affermato di dover enfatizzare la propria mascolinità sul posto di lavoro; sono d'accordo il 60% degli uomini intervistati nel Regno Unito e il 68% negli USA. La ricerca ha anche rivelato che oltre il 71% degli uomini ritiene che ci debba essere un dialogo più profondo su questi temi e che il 60% degli uomini condivide il valore delle qualità tradizionalmente accostate al concetto di femminilità, quali ad esempio la sensibilità, mentre la maggioranza ammette di avere ancora difficoltà ad esprimere questo tipo di emozioni con gli amici e in ambito sociale.

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Barneys in bancarotta chiude, fine di un'era a Manhattan

Brand in licenza a Saks; saldi fino a esaurimento merce

Lifestyle Lusso
Chiudi Barneys New York Bankruptcy (ANSA) Barneys New York Bankruptcy

Fine di un'era a New York. Al posto delle tradizionali vetrine di Natale e degli addobbi, sono comparse da Barneys insegne a caratteri cubitali: "Il negozio chiude, tutto se ne deve andare". Nell'ultimo tassello della crisi dello shopping tradizionale, i grandi magazzini simbolo del vivere da ricchi a Manhattan chiuderanno dopo essere stati venduti a pezzi: il nome al gruppo Authentic Brands Group che detiene i diritti su Marilyn Monroe, Elvis Presley e Muhammed Ali piu' una sessantina di brand; scarpe, borse e pret-a-porter di lusso alla finanziaria B. Riley che li sta liquidando fino ad esaurimento della merce.
    Per decenni Barneys e' stato una parte essenziale dello shopping a Manhattan. Protagonisti di 'Will and Grace' e 'Sex and the City', gli otto piani della flagship su Madison Avenue hanno fatto conoscere agli americani griffe come Armani, Alaia, Comme des Garcons, Louboutin e Zegna. Oggi, negli stessi locali disegnati dall'architetto Peter Marino all'inizio degli anni Novanta, si respira l'aria del fallimento: divani danneggiati, bagni rotti, commesse incerte su cosa ha in serbo il futuro. Gli sconti sono per ora sull'ordine del cinque, dieci per cento: questo spiega perchè in tutto il negozio i manichini siano più numerosi dei clienti.
    Vittima anche del caro affitti a Manhattan, Barneys aveva gettato la spugna in agosto facendo ricorso alla bancarotta assistita. L'accordo da 271 milioni di dollari, ha dato a Abg ha il controllo di un brand protagonista dal retail di Manhattan dal 1923 e la possibilità di portarlo in esclusiva a Saks Fifth Avenue. Dopo la liquidazione tutte le filiali di Barneys saranno vendute, tranne l'ammiraglia su Madison che resterà aperta nel 2020 comepop up store.
    Quando Barneys ha aperto la procedura della bancarotta tra i creditori non assicurati c'erano nomi iconici della moda come Yves Saint Laurent, Balenciaga, Celine, Gucci, Prada, Chloé e Azzedine Alaïa. "Goodbuys, then goodbye!": questo lo slogan dell'evento di addio, da cui le offerte del gruppo LVHM Moët Hennessy Louis Vuitton sono escluse per non svalutare il brand.
    Gli sconti dovrebbero aumentare nel corso dei saldi, che proseguiranno fino a febbraio, "sulla base di una formula matematica che tiene conto della storia delle vendite per uno specifico oggetto e un senso della sua desiderabilita'", ha spiegato Scott Carpenter che cura i saldi per conto di B. Riley: "Non stiamo parlando diToys "R" Uso Payless Shoe", altre due catene finite di recente in bancarotta: "Qui abbiamo capi di designer molto esclusivi, di alta gamma". (ANSA).
   

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Bellezza e Intelligenza Artificiale, a grandi passi verso l'inclusività

A casa e in negozio tante app. Balooch: "la personalizzazione diventa valore per l'autostima"

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Beauty tech day (ANSA) Beauty tech day

Dimenticate i tester (mai stati troppo igienici, per la verità) per provare rossetti e fondotinta, creme e ombretti sulla mano o peggio ancora sul viso, dimenticate di dialogare con il parrucchiere misurando con le dita centimetro più centimetro meno quanto tagliare (a meno che non vogliate una consulenza psicologica, ma quella è una altra storia), smettete di uscire dal salone pensando che la schiaritura che volevate era più bionda che ramata...
Il digitale nel beauty sta mettendo il turbo e tutto questo è già acqua passata, il che non vuol dire che non resterà ma che sarà sempre più un retaggio del passato. La tecnologia applicata su questo campo sta facendo passi da gigante e non più a livello sperimentale ma già in piena disponibilità e i negozi del futuro, profumerie, rivenditori di make up e cosmetica e parrucchieri saranno sempre più digitali, il che significa essenzialmente due cose nuove, entrambe culturalmente importanti. Personalizzazione e inclusione, due fattori che vanno nella direzione opposta all'omologazione della bellezza, dunque avanti così.
"L'inclusività è un trend - dice ad ANSA LIFESTYLE Guive Balooch, lo scienziato californiano di origine iraniana, capo dell'incubatore tecnologico dell'Oreal (inventore tra l'altro di Makeup Genius e del My Skin Track Uv di La Roche Posay) che a Milano è stato la star del Beauty Tech Day - che possiamo rintracciare in tante cose ora per fortuna, dalla moda al fitness. Ma nell'ambito della bellezza ha un'ulteriore valenza: stare meglio con se stessi, nella propria pelle e con i propri capelli significa raggiungere l'ideale per cui la bellezza è nella diversità. Se con l'aiuto dell'intelligenza artificiale scopro qual è la tinta di capelli con cui sto meglio essendo me stesso e non somigliando a qualcun altro è un risultato enorme, se scopro il fondotinta giusto che diventa il vestito ideale per il mio viso anche la mia autostima migliorerà. Sono due esempi tra i tanti per far capire come con l'Ai e tutti i passi che stiamo facendo nel digital applicato al beauty nel momento in cui personalizziamo, facciamo tailor made della bellezza, automaticamente diamo sviluppo ad una società più inclusiva, che non marginalizza il diverso e il meno bello".
La realtà aumentata applicata alla bellezza è già tangibile con varie app, alcune per tutti, altre in versione pro da scoprire direttamente nei negozi e nei saloni. Per ottenere un risultato 3d sui capelli c'è Style my hair, lanciato da L'Oreal Professionel, dove si può provare in anteprima, con lo smartphone come fosse uno specchio, tutti i tagli e i colori possibili immaginabili, ciocca per ciocca e dunque ti puoi studiare se ti piaci con sfumature rosa, con una base scura, con un taglio scalato, sapendo che sei tu nella foto e non una modella. puoi salvare l'immagine e studiarla, mentre al parrucchiere arriveranno i dati in termini di colorazioni usate e come applicarle e con le integrazioni pro anche fare diagnosi haircolor. Sempre in ambito capelli, nei saloni kerastase, ci saranno strumenti digitali innovativi come una microcamera in grado di ingrandire fino a 300 volte rispetto all'occhio nudo per esaminare la cute e la fibra capillare dando la consulenza personalizzata rispetto ai trattamenti più adatti senza lasciare nulla la caso perchè il test è specifico sui tuoi capelli. E sempre sul proprio viso e sulla propria chioma è la novità Try-on virtuale, un nuovo strumento in realtà aumentata per provare sempre su stessi ogni prodotto make up per valorizzare il viso e tonalità di colore per i capelli. Lancome ha sviluppato inoltre lo Youth Finder che analizza la tua pelle valutando grado di idratazione, rughe, discromie, sensibilità determinando poi, sempre tailor made, la giusta routine dello skin care mentre con lo Shade Finder basato sull'intelligenza artificiale che arriva a distinguere 22 mila variazioni di tono diverse viene creato un fondotinta più che unico e personalizzato (Le Teint Particulier per ora uno solo in Italia, a La Rinascente Tritone a Roma). Da Vichy c'è Skin Consultant Ai, un algoritmo di valutazione della pelle per analizzare lo stato di invecchiamento - perdita di tono, intensità macchie scure, perdita di luminosità, visibilità rughe marcate, rughe sotto gli occhi, visibilità dei pori, linee sottili: da un selfie origina la consulenza skincare personalizzata, evidenziando carenze e priorità. La Roche Posay con Effaclar SpotScan in cui l'analisi della pelle, sempre con l'ausilio del digitale, è dedicata, ed è la prima volta in assoluto, a chi ha tendenze acneiche, una condizione che affligge l'80% degli adolescenti e il 40% degli adulti in tutto il mondo con un correlato di bassa autostima.

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Natale 2019, guida ai giocattoli di tendenza

Dai mattoncini green alle bambole no gender, tutte le novità

Lifestyle Teen
Chiudi G! come Giocare (22-24 novembre 2019 FieraMilanoCity) (ANSA) G! come Giocare (22-24 novembre 2019 FieraMilanoCity)

A giudicare dai dati di mercato, dalle previsioni degli analisti e dalle prime wish list (ossia le letterine a Babbo Natale), sono i temi d’attualità a farla da padrone anche quando si parla di giochi e giocattoli da far trovare sotto l’albero ai più piccoli, ma anche ai più grandi. Complice l’enorme flusso di informazioni e gli stimoli continui che adulti e bambini ricevono costantemente da ogni mezzo di comunicazione, social network in primis, temi attuali come l’inclusione e la parità di genere, il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità, hanno una ricaduta anche nella scelta dei regali, a maggior ragione se destinati a figli e nipoti. I genitori e anche i nonni sono più sensibili a temi del genere rispetto al passato, quindi è bene che siano regali utili ed educativi, oltre a garantire un minimo di durata nel tempo. Altro trend riguarda l'espansione in vari campi di un successo: esempio il videogame Fortnite un fenomeno di costume globale che contamina anche il mondo dei giocattoli, con intere linee appositamente dedicate e persino i costumi ad hoc. A proposito, i videogiochi e le relative console per giocarci continuano a essere tra i regali più richiesti, soprattutto dai complicati preadolescenti. Tendenze giocattoli raccolte a Milano alla 12a edizione di G! come Giocare (22-24 novembre FieraMilanoCity) fiera con anteprime, beniamini della tv e del web, laboratori creativi e inoltre l’Ufficio Postale di Babbo Natale, con gli elfi a raccogliere le liste dei desideri dei bambini da consegnare a Rovaniemi, in Lapponia, la residenza ufficiale di Santa Claus.

DALLE BAMBOLE NO GENDER A MISS MONOPOLY
Oltre alle Barbie della linea “Carriere iconiche”, prima tra tutte la versione Samantha Cristoforetti realizzata in collaborazione con l’ESA (European Space Agency), sono le "Creatable World" a tenere banco: le prime e uniche bambole gender fluid, cioè senza sesso e libere da ogni etichetta, sono un tributo al concetto di inclusività tanto acclamato in tutto il globo terrestre. Una vera rivoluzione nel mondo del giocattolo, proprio come quella apportata nel gioco in scatola per eccellenza, il più famoso e giocato di tutti i tempi: Miss Monopoly, infatti, è il primo e unico gioco in scatola che celebra le donne di ieri e di oggi che hanno contribuito all’evoluzione della società contemporanea. In più, incredibile ma vero, le donne al passaggio dal mitico "VIA!” guadagnano più degli uomini. Un messaggio forte a livello globale sul gender gap pay che di certo verrà percepito positivamente dalle giovani generazioni. Non passerà inosservato il ritorno sui grandi schermi di Frozen: castelli, bambole, peluche, grissini e chi più ne ha più ne metta. I più richiesti sono i vestiti, così da calarsi nei panni della coraggiosa Elsa, quasi una nuova icona del femminismo moderno, e rivivere le emozioni del film anche casa e in cameretta. Qui è Rubie’s a farla da padrone, il leader mondiale nel travestimento immetterà nel mercato natalizio una vastissima gamma di vestiti e accessori che catapulteranno le bambine nel fantastico mondo del tanto atteso kolossal disneyano.

DAI MATTONCINI GREEN AL RITORNO DEI POKEMON
Forte del passaggio dalla plastica alla bioplastica, tutti i set degli intramontabili mattoncini Lego regnano sovrani nelle liste dei desideri dei maschietti. Altro grande classico che non tramonta mai, proprio perchè in grado di eliminare del tutto quel gap generazionale genitori-nonni-figli-nipoti, sono le automobiline radiocomandate e le piste telecomandate. Qui è Carrera Toys a tenere banco, grazie a una quantità incredibile di proposte adatte tutte le età: per i più piccoli piste e veicoli di Super Mario, Paw Patrol o Mickey Mouse, per i più grandi droni ed elicotteri ipertecnologici, ma anche delle super car telecomandate in grado di raggiungere persino i 50km orari. Ed è così che tutta la famiglia al completo si riunisce non solo attorno ai classici giochi in scatola, da Forza 4 a Taboo (se non con la tombola o il mercante in fiera), ma anche attorno alla riproduzione del circuito di Monza per una gara di Formula 1 mozza fiato in grado di riunire almeno tre generazioni. E in attesa della PlayStation 5 (in arrivo nel 2020), la console per Natale è la nuovissima Switch Lite, la sorella minore della nota console di gioco Nintendo: portatile, leggera, costa meno ed è super colorata. Il videogame da abbinare per un regalo perfetto? Due le alternative, ma tutto ruota attorno al grande ritorno dei mitici mostriciattoli tascabili: Pokémon Spada e Pokémon Scudo, le due versioni del gioco appena uscito, non mancheranno di certo nelle letterine a Babbo Natale e abbonderanno quindi sotto gli alberi delle famiglie italiane. Restando in tema videoludico, ma tornando sui giocattoli tradizionali, sono i richiestissimi blaster Nerf Fortnite l’altro tormentone natalizio: replicare le adrenaliniche “battaglie reali” traslandole dal virtuale al reale è uno sfizio a cui i più giovani non vogliono più rinunciare.

PER I BAMBINI PIU' PICCOLI
Quando si parla di bambini piccoli che devono ancora andare all’asilo o che si apprestano a farlo, la parola d’ordine è "educational" o “edutainment”. È fondamentale che i piccoli da 0 a 3 anni in su imparino qualcosa di concreto giocando, proprio come avviene con la pasta da modellare ad esempio. Ed è qui che entra in gioco Play-Doh con tutti i suoi set per imparare a leggere e scrivere, scoprire i numeri e i primi conti, piuttosto che le forme e i colori. Utili e dilettevoli in un sol colpo, perfetti per giocare sia a casa, sia a scuola, con mamma e papà o con le maestre e i compagnetti di classe. Se poi abbiamo dei pargoli con velleità da pizzaiolo, barbiere, dentista o chef, basta piazzare sotto l’albero uno dei tanti playset utile a coltivare la propria passione, come l’intramontabile Magico Forno. Rimanendo sull’eco-friendly, ecco Baufix: giocattoli e costruzioni rigorosamente realizzati con legno di faggio e certificati FCS, la Forest Stewardship Council che garantisce gli standard ambientali, sociali ed economici della produzione.

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Il Natale rivoluzionario nella famiglia con due mamme

Cavallo (Storie della buonanotte per bambine ribelli) racconta Elfi al quinto piani

Lifestyle Teen
Chiudi Elfi al quinto piano, illustrazioni di Verena Wugeditsch (ANSA) Elfi al quinto piano, illustrazioni di Verena Wugeditsch

Francesca Cavallo, la coautrice con Elena Favilli di quel fenomeno da quattro milioni di copie che è stato Storie della Buonanotte per bambine ribelli, affronta il suo primo libro per ragazzi da sola e sceglie l'impianto classico della favola di Natale per raccontare il mondo dal suo innovativo punto di vista: Elfi al quinto piano (Feltrinelli). E' una storia di Natale rivoluzionaria, perché "mette al centro di una struttura narrativa classicissima come quella della fiaba di Natale - dice in un'intervista all'ANSA - una famiglia birazziale e omosessuale. Molti considereranno questa una provocazione, ma non lo è. È solo un modo di esporre i bambini a personaggi ancora troppo rari nei media, per educarli al rispetto della diversità. Credo che questo di per sé sia un messaggio semplice ma fortemente rivoluzionario, specialmente nel periodo storico che il nostro Paese sta attraversando".
I temi sociali ed etici ed il ruolo della donna pensa che siano quelli da cui dipende il futuro? "Credo che il modello di società in cui viviamo, il patriarcato, sia entrato fortemente in crisi e che richieda un grosso ripensamento. I temi intorno ai quali il bisogno di cambiamento è più impellente sono l’uguaglianza di genere e il rispetto dell’ambiente. Sono temi strettamente interconnessi, perché entrambi sono legati a un’idea di società che non si basa allo sfruttamento selvaggio e violento di persone, animali e cose intorno a noi".
E sono sempre i bambini che fanno il futuro o i genitori che ne segnano la crescita? "Credo che entrambe le cose siano vere. Ovviamente i genitori e gli adulti in generale hanno un’influenza enorme nella formazione delle nuove generazioni. Allo stesso tempo, ogni generazione ha un tema proprio, nuovo, una battaglia o un insieme di battaglie che porta avanti, a volte comprensibili per gli adulti, a volte no. È affascinante vedere il futuro del mondo affacciarsi nello sguardo dei bambini. È una delle ragioni per cui amo il mio lavoro".
C'è secondo lei qualcosa di cui ai bambini non si può parlare e qualcos'altro di cui sarebbe in qualche modo obbligatorio farlo? "Credo che ai bambini si possa parlare di tutto, facendo attenzione a non essere gratuitamente provocatori e rispettando la loro capacità di comprensione di un tema. A età diverse si può parlare ai bambini in modi diversi dello stesso tema. La cosa importante è fare in modo che i bambini non sentano che ci sono degli argomenti tabù dei quali non si può o non si deve parlare e questo riguarda sia questioni familiari private, che temi più generali. Il peso dei tabù e dei segreti è infinitamente maggiore di quello che immaginiamo e genera dei rimossi che hanno conseguenze pericolose sia nella vita privata degli individui che nella vita di un Paese".
Nel libro c'è una forte critica sociale all'isolamento dovuto alla paura dell'estraneo, qui risolve tutto Babbo Natale ma nella realtà quale pensa possa essere la soluzione? "In realtà, nel libro Babbo Natale non risolve nulla, sono i bambini della città a prendere in mano la situazione, ad aiutare Babbo Natale e a dare una lezione agli adulti della città. Nella realtà, credo che si debba costantemente costruire ponti verso gli altri e creare occasioni di confronto con persone diverse da noi. Per isolarsi, spesso, non serve alcuno sforzo. Per incontrare gli altri, invece, soprattutto quelli diversi da sé, bisogna mettere da parte la paura che possa accaderci qualcosa di inaspettato e rendersi un minimo vulnerabili. Credo che se più persone si sforzassero di andare oltre la propria paura dell’ignoto, il mondo sarebbe un posto molto più ospitale".
Lei crede a Babbo Natale? "Certo che credo a Babbo Natale! Credo che sia fondamentale non farsi vincere dal cinismo, e che molto spesso crescendo ci sia il rischio di diventare cinici perché si ha l’impressione che solo cosi si possa soffrire di meno. Babbo Natale è un personaggio potente, che ci ricorda che credere nella magia nonostante le difficoltà può aiutarci a tenere il cuore aperto e a vivere la nostra vita con slancio".
La letteratura per ragazzi negli ultimi anni ha prodotto storie che hanno saputo incidere nell'immaginario collettivo più di quanto abbia fatto la letteratura per adulti. Perché a suo avviso? "È un fenomeno molto interessante e credo che abbia a che fare con una crescente necessità da parte dei bambini di sentirsi coinvolti e di partecipare ai discorsi del proprio tempo. Credo che alcuni scrittori abbiano risposto a questo bisogno confrontandosi con temi e storie che fino a poco tempo fa non sarebbero stati considerati “adatti” alla letteratura per l’infanzia, che è rimasta per moltissimo tempo una letteratura principalmente d’intrattenimento con un impianto valoriale conservatore. Usciti da questo schema si è scoperto un mercato che non si credeva esistesse".

 

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Arriva il primo denim stretch biodegradabile

A lanciarlo in Italia è Candiani Denim

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Candiani Denim, azienda lombarda di Robecchetto con Induco (Mi), lancia il denim stretch 'biodegradabile'. L'innovativa tecnologia sviluppata e brevettata che realizza la nuova fibra naturale che sostituisce il poliestere nel tessuto elasticizzato si chiama Coreva. In pratica si sostituisce la fibra elastica sintetica con una fibra vegetale, ricavata dalla gomma naturale. In questo modo la tela denim per la prima volta prodotta senza l'utilizzo di plastiche e micro plastiche, i cosiddetti gli elastomeri sintetici ottenuti comunemente dal petrolio, senza comprometterne l'elasticità, le qualità fisiche e la durata. Il primo brand che ha potuto utilizzare questa nuova tela stretch è l'olandese Denham, partner fidelizzato e storico della tessitura italiana, con una collezione totalmente prodotta attraverso la tecnologia Coreva.
    "In un mondo dove le risorse stanno diminuendo - spiega Alberto Candiani, global manager e titolare dell'azienda - e c'è un eccesso ingestibile di capi di abbigliamento da smaltire, è un dovere di tutti guardare ad un consumo e ad una produzione sostenibili, con una massima attenzione a risorse rinnovabili, materiali biodegradabili e compostabili. Il mondo del denim dev'essere in prima linea in questa rivoluzione, non perché ci sia una domanda, semplicemente perché è corretto farlo". 
   

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Helen Mirren testimonial beauty: "non sono perfetta ma spero di ispirare altre donne"

74 anni, scelta dall'Oreal Paris "ho sempre avuto un bell'aspetto e desidero mantenerlo"

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Dame Helen Mirren (ANSA) Dame Helen Mirren

"Non sono perfetta e mai lo sono stata, ma ho sempre avuto un bell' aspetto e desidero mantenerlo. Ho sempre amato il brand L'Oréal Paris e sono veramente felice di diventarne ambasciatrice e di entrare a far parte di un gruppo di talenti di questo calibro. Spero di poter ispirare altre donne nella ricerca della fiducia in sé, valorizzando al massimo il loro aspetto naturale". Parola di Helen Mirren, 74 anni, attrice vincitrice del premio Oscar nel 2007 con The Queen, acclamata per la sua interpretazione in moltissimi film e in numerose produzioni teatrali della Royal Shakespeare Company (è in tv con Caterina La Grande), che dopo aver sfilato con movenze glamour da vera professionista nel defilé de L'Oreal a Parigi, e dopo essere stata promossa ambasciatrice UK per skincare, make up e haircare, diventa testimonial del colosso francese della bellezza a livello globale.
    Helen Mirren, che nel suo paese, la Gran Bretagna, è considerata icona e simbolo nazionale, si aggiunge quindi alle altrettanto mature colleghe Jane Fonda, Julianne Moore e Andie MacDowell, che rappresentano il fascino delle donne non più giovanissime. "Helen Mirren - precisa una nota dell'azienda - dimostra che la bellezza e il raggiungimento di un traguardo non nascono solo da dentro, ma sono anche frutto del giusto approccio: l'allure può crescere con il passare degli anni".
 
   

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Brad Pitt testimonial per Brioni, il brand italiano festeggia 75 anni

Seguirà una campagna a gennaio 2020

Lifestyle Moda
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Per festeggiare i suoi primi 75 anni, Brioni, maison della moda maschile di lusso nata a Penne (Abruzzo) annuncia che Brad Pitt è il nuovo ambasciatore del marchio. "Icona del cinema e di stile - spiega dell'azienda in una nota - interprete di ruoli cinematografici tra i più memorabili di tutti i tempi, Pitt incarna e rinforza il legame di Brioni con Hollywood. Brad Pitt è considerato uno degli attori più versatili, influenti ed ammirati del cinema contemporaneo ed è stato recentemente protagonista in 'C'era una volta a... Hollywood' di Quentin Tarantino e in 'Ad Astra' di James Grey. Pitt, vincitore di un premio Oscar come produttore cinematografico, è un grande appassionato di arte e architettura". Pitt ha scelto di indossare Brioni in occasione di numerosi eventi, tra cui il 72° Festival di Cannes e la 76a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, sigillando uno stretto legame con il brand.
    La collaborazione tra Brioni e Brad Pitt segnerà l'inizio delle celebrazioni del 75/o anniversario del brand con una campagna pubblicitaria che verrà lanciata a gennaio 2020.
   

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"Lavori da uomo e da donna", anche i bimbi hanno gli stereotipi

Ricerca su 70 scuole a Roma, lo dicono 53% degli insegnanti

Lifestyle Teen
Chiudi Progetto scuole 'Oggi per domani' (ANSA) Progetto scuole 'Oggi per domani'

La donna non può fare il calciatore o lo sportivo, mentre un uomo non deve fare il cuoco, il maestro o il ballerino. Guai ad un maschio che si veste di rosa o di rosso, colori giudicati da femmina, ma meglio blu e verde. Il ruolo della mamma è di cucinare e curare i propri figli quando stanno male, mentre quello del papà è di lavorare e portarli fuori casa per farli divertire.
Anche nei più piccoli c'è la concezione che esistano lavori esclusivamente "da uomo" e "da donna", che il padre lavora e la madre si occupa della casa: è quanto emerge dalla ricerca condotta da Comunicazione 2000, nell'ambito del progetto 'Oggi per Domani', realizzato con il contributo del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su un campione di 300 classi di 70 scuole dell'infanzia e primarie del Comune di Roma che hanno aderito all'iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza di genere e raggiunto oltre 8.000 bambini. Dallo studio risulta che il 53% degli insegnanti delle scuole romane sostiene che tra i bambini della fascia d'età 3-10 anni sono presenti stereotipi legati al genere, che talvolta si traducono in veri propri pregiudizi.
I bambini ritengono che anche nei giochi ci debba essere una distinzione: quelli all'aperto e dove si corre sono per i maschi, mentre le femmine ci sono le bambole, o quelli dove ci si finge a fare le mamme o le parrucchiere. Nonostante ciò, per fortuna solo per 2 bambini su 100 la donna rappresenta "il sesso debole". L'altro dato che viene evidenziato dalla ricerca è che il 70% degli istituti scolastici considerati organizza lezioni e programmi ad hoc per sensibilizzare gli alunni contro la violenza, ma sono rivolti soprattutto al tema del bullismo e cyberbullismo, mentre meno del 40% delle iniziative affronta la violenza di genere. Anche se il 100% degli insegnanti intervistati dichiara di parlare e spiegare costantemente ai bambini concetti quali il rispetto dell'altro e le pari opportunità, solo il 36% degli istituti scolastici ha a disposizione uno psicologo. Emerge, dunque, - fanno notare i responsabili del progetto - un contesto in cui da un lato si riscontra nei bambini la presenza di stereotipi legati al sesso e, dall'altro, la mancanza di interventi mirati a contrastare la formazione di queste architetture culturali che nella loro peggiore espressione si traducono in episodi di violenza di genere. Non a caso, l'unanimità degli insegnanti (100%) coinvolti ha dichiarato interessante e di grande attualità l'iniziativa, e il 93% delle scuole aderenti all'iniziativa vorrebbe che il progetto si ripetesse il prossimo anno. Punto centrale del progetto è un video animato con protagonista il maestro Guido Storto che fa riflettere i più piccoli, stimolandoli a concetti positivi quali il rispetto dell'altro, la parità di genere, l'uguaglianza e l'apertura alle diversità.

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Industria del gioiello, i 100 nomi da conoscere

I professionisti del lusso nel numero speciale di VO+

Lifestyle Lusso
Chiudi Caroline Scheufele, co-presidente di Chopard. A Cannes con l'attore austriaco Christoph Waltz (ANSA) Caroline Scheufele, co-presidente di Chopard. A Cannes con l'attore austriaco Christoph Waltz

100 professionisti del settore della gioielleria e del lusso scelti per l'expertise, la conoscenza, la competenza, la visione e l'intuito messi al servizio della industry: li ha mappati per la prima volta in assoluto Italian Exhibition Group, organizzatore dei saloni internazionali Vicenzaoro  in un numero speciale di VO+ Novembre, la rivista specializzata. The Plus 100. The Names to Follow Around the Jewelry World è una raccolta di 100 nomi da tenere d'occhio rilevati da un pool di giornalisti specializzati nel segmento luxury worldwide: si tratta di persone appartenenti a piccole e grandi realtà da Roma a Milano, da Londra a Ginevra. "The Plus 100. The Names to Follow Around the Jewelry World", non si pone come un ranking, ma segnala chi nella jewelry industry crea valore in tanti modi differenti, coltivando sempre la cultura dell'eccellenza. Dodici le categorie presentate in questo primo speciale Awareness, Start Up, Retail Experience, Heritage Keeper, Innovator, Social, Charisma, Online Shopping, Specialist, Investment Funds, Culture, Unconventional Places.
"Questo numero da collezione segna una tappa importante per il nostro magazine, la numero 151. Un viaggio lungo più di trentacinque anni che abbiamo voluto celebrare con lo speciale THE PLUS 100 per dare sempre più rilevanza al valore umano», dice Federica Frosini Direttore Responsabile di VO+ « Lo speciale riunisce i protagonisti di un mondo prezioso che, al di là della territorialità e delle diversità intrinseche a ciascun ambito nel quale operano, sanno combinare competenza a cultura, formazione a innovazione, inclusività a personalizzazione, individuando il linguaggio con il quale attrarre una nuova generazione di clienti". VO+ novembre in doppia lingua Italiano e Inglese, si trova in edicola nelle principa li città italiane e d europee, negli Stati Uniti e in Medio Oriente e sarà disponibile anche agli operatori internazionali della prossima edizione di Vicenzaoro January (17-22 gennaio).

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Moda, i 10 top trends del 2019

Sostenibilità e inclusività 'movimenti tendenza' dell'intero settore

Lifestyle Moda
Chiudi Extra Romantic @ Lyst (ANSA) Extra Romantic @ Lyst

Sostenibilità e inclusività sono stati più che tendenze moda dei veri e propri movimenti che hanno guidato orientamenti e acquisti dei consumatori nell'anno anche per quanto riguarda il fashion, ma non solo. Nel report Lyst Year in Fashion 2019, realizzato analizzando le query, le pagine visualizzate e le vendite di 6 milioni di articoli di moda di oltre 12.000 store online, senza dimenticare le menzioni sui social e la risonanza mediatica a livello mondiale generate dai trend e e dai brand più acclamati del 2019 ecco le tendenze moda più importanti del 2019.

SOSTENIBILITÀ Le ricerche per gli argomenti inerenti alla sostenibilità sono aumentate del 75% su base annua, con una media di 27.000 ricerche al mese . Sono cresciute anche quelle di materiali sostenibili : 102%+ per l’econyl, 52%+ per il cotone organico, 130%+ per il repreve e del 42% per il tencel. Le categorie di prodotto più desiderate sono state i jeans e le sneaker sostenibili. Durante quest’anno, numerosi brand hanno lanciato diverse iniziative legate alla sostenibilità, dalla maggior attenzione ai materiali utilizzati nelle loro collezioni ai progetti di donazione e investimenti nel re-commerce.

INCLUSIONE Il 2019 ha visto numerosi richiami verbali contro la mancanza di inclusione e rappresentanza della diversità all’interno delle aziende. Gli amanti dello shopping hanno cercato una moda che rispecchiasse i bisogni e i gusti di diverse comunità, con le ricerche di articoli fashion versatili e semplici in crescita dell’80% e del 90% rispettivamente. C’ è stato anche un incremento del 52% nelle ricerche di termini riferiti a una moda “neutrale” e “unisex”. I consumatori “consapevoli” sono andati alla ricerca di stilisti e rivenditori che fossero in linea con i loro valori e, di riflesso, alcuni dei brand più potenti al mondo hanno lanciato delle campagne a favore della diversità e progetti per promuovere l’inclusione, alcuni assumendo anche figure manageriali specifiche per questo settore.

TENDENZE MODA TOP 2019

EXTRA ROMANTICA Il 2019 è stato l’anno del romanticismo e di una moda sopra le righe. La ricerca di borse adornate di perle, accessori per capelli con pietre dure, gonne di tulle e vestiti babydoll è aumentata in modo significativo nella stagione primaverile. Giocare con le proporzioni è stata la tendenza globale: le “mini borse” hanno visto un aumento del 50% nelle visualizzazioni durante l’estate, mentre brand come Ganni, Cecilie Bahnsen, Rotate e Jacquemus hanno trasformato le maniche a sbuffo in uno dei must-have di quest’anno.
L’ESTATE DELLA CULT GIRL Moda già radicata nell’America rurale, il pudico prairie dress è stata una delle tendenze più acclamate dell’estate, con il picco delle ricerche nel mese di luglio. Il marchio newyorkese LoveShackFancy è stato una rivelazione in questa nuova categoria di vestiti per l’estate; le visualizzazioni delle pagine di questo brand sono aumentate del 65% tra gennaio e marzo.
LA RINASCITA DEGLI ANNI ‘90 Dai crop top ai tacchi squadrati fino agli slip dress, quest’anno Lyst ha assistito alla rinascita di diverse tendenze degli anni ‘90. La borsa Baguette di Fendi ha visto un aumento delle ricerche del 164% su base annua e le celebrità hanno riesumato pezzi d’archivio di stilisti del calibro di Jean Paul Gaultier, Thierry Mugler e Versace.
‘STREETWEAR’ EVERYWHERE Le ricerche di pantaloncini aderenti è in continua crescita, raggiungendo un aumento del 137% su base annua, mentre la richiesta di body e calzamaglie è cresciuta complessivamente dell’83%. Kim Kardashian e Kanye West hanno lanciato una controversa linea di shapewear. La collezione primavera-estate 2020 di Tom Ford ispirata allo sportswear ha aggiunto un tocco glamour a questa categoria di abbigliamento.
SURVIVALISTA In un anno turbolento dal punto di vista politico, gli utenti hanno cercato articoli di moda survivalista. I pantaloni cargo e i gilet da lavoro hanno visto un aumento delle ricerche in autunno e la richiesta di marsupi è cresciuta del 33% negli ultimi sei mesi. Anche le vendite degli stomping boots sono aumentate del 73% nel mese di settembre.
SHAPEWEAR REVOLUTION Le ricerche di pantaloncini aderenti è in continua crescita, raggiungendo un +137% su base annua, mentre la richiesta di body e calzamaglie è cresciuta dell’83%. Kim Kardashian e Kanye West hanno lanciato una controversa linea di shapewear. La collezione primaveraestate 2020 di Tom Ford ispirata allo sportswear ha aggiunto un tocco glamour a questa categoria di abbigliamento. PSICHEDELICA Dal tie-dye al verde fluo, i motivi psichedelici e i colori fosforescenti sono stati molto popolari quest’estate. Dalle maglie di Proenza Schouler alle polo tie-dye di Ralph Lauren, i consumatori hanno accolto il trend psichedelico a braccia aperte. Le ricerche di articoli verde fluo sono aumentate del 69% durante il periodo estivo.
TREND SARTORIALE Le ricerche di completi con pantaloncino sono cresciute del 19% a marzo, mentre le ragazze scandinave della Fashion Week di Copenhagen hanno scatenato un aumento del 55% nelle visualizzazioni di blazer oversize. Gli aggettivi più utilizzati nella ricerca dei completi sono stati “vivaci” e “accesi”.

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Le 10 celebrità che dettano la moda, da Meghan Markle a Timothee Chalamet

Le loro scelte personali di stile hanno segnato aumento di ricerche e vendite sui social

Lifestyle Moda
Chiudi Lizzo (ANSA) Lizzo

Da Meghan Markle a Billy Porter, ecco le 10 celebrità le cui scelte personali di stile hanno segnato i maggiori aumenti nel numero di ricerche, vendite, notizie e menzioni sui social negli ultimi 12 mesi, secondo il report Lyst Year in Fashion 2019 che ha tracciato anche tendenze di shopping in base a query, pagine visualizzate e vendite di 6 milioni di articoli di moda di oltre 12.000 store online, senza dimenticare le menzioni sui social e la risonanza mediatica a livello mondiale generate dai trend e e dai brand più acclamati del 2019.

TOP 10 FASHION CELEB

1. MEGHAN MARKLE, Duchessa del Sussex Meghan Markle è stata la celebrity più influente nel mondo della moda per il 2019 e i suoi outfit hanno registrato in media un aumento del 216% delle ricerche di articoli simili a quelli da lei indossati. Dopo la sua apparizione con cinque chemisier diversi durante il royal tour in Sudafrica, l’interesse verso questa tipologia di abito è cresciuto del 45% nell’arco di un mese. L’abito Club Monaco ha registrato il sold out in meno di 24 ore in seguito a un aumento delle sue ricerche del 570% mentre la gonna J Crew ha scatenato un incremento delle ricerche del brand del 102%.

2. TIMOTHÉE CHALAMET La pettorina firmata Louis Vuitton e indossata da Timothée Chalamet è stato il look rivelazione dei Golden Globe. La felpa con cappuccio di paillettes, indossata alla première della pellicola “The King” nel Regno Unito, ha scatenato un aumento delle ricerche di felpe da uomo con cappuccio del 192%, mentre le ricerche di Haider Ackermann sono aumentate dell’806% la settimana in cui ha indossato un completo dello stesso brand.

3. ZENDAYA Rappresentante della Generazione Z, gli outfit di Zendaya sul suo Instagram hanno scatenato milioni di ricerche. Quando si è presentata sul red carpet del Met Gala con un abito illuminato in stile Cenerentola firmato Tommy Hilfiger – con tanto di borsa a forma di zucca e scarpette di cristallo – il suo look ha scatenato un aumento delle ricerche del brand del 54%. L’abito Vera Wang da lei indossato agli Emmy Awards nel mese di settembre ha favorito un incremento delle ricerche della maison del 33%.

4. BILLIE EILISH La cantautrice diciassettenne Billie Eilish ha oltre 40 milioni di follower su Instagram. Dopo aver indossato numerosi outfit color verde fluo durante l’estate, le ricerche di articoli in questo colore sono aumentate del 69%. Contemporaneamente, le ricerche di BBCICECREAM sono schizzate del 211% in meno di una settimana in seguito a un tag del brand sulla pagina Instagram della cantante.

5. CARDI B Cardi B ha fatto schizzare le ricerche alle stelle quando è apparsa con un abito vintage firmato Mugler in occasione dei Grammy Awards: le ricerche dello stilista sono aumentate del 169% in quattro ore. Uno dei volti di maggior impatto della Fashion Week di Parigi di settembre, i suoi outfit Chanel, Thom Browne e Richard Quinn sono stati tra quelli più chiacchierati online durante quella settimana.

6. LISA, BLACKPINK Quest’anno, la cantante delle Blackpink Lisa è diventata una delle icone del K-Pop più seguite su Instagram, con quasi 27 milioni di follower. Dopo aver condiviso una serie di foto nell’estate in cui compare con una borsa Celine Triomphe, le ricerche di questo accessorio sono aumentate del 66%.

7. KYLIE JENNER Celebrità più influente nella moda per il 2018, Kylie continua a spingere le ricerche globali delle masse verso i suoi outfit. Dopo aver indossato un vestitino milkmaid a fiori in agosto, l’interesse verso questo modello è cresciuto del 66%. Comparendo con un audace abito color oro in occasione del matrimonio di Justin Bieber e Hailey Baldwin, ha decisamente infranto le regole del galateo per gli invitati, influenzando le ricerche online più della sposa.

8. LIZZO Oltre alla crescita di popolarità della musica di Lizzo, è aumentato anche l’interesse verso i suoi body firmati - le ricerche sono cresciute del 28% su base annua. Ha indossato diversi outfit di successo durante gli MTV VMA, tra cui un abito da ballo lilla con scollatura in stile anni ‘80. A partire dal mese di settembre, “Lizzo fashion” è diventata la parola chiave rivelazione nelle ricerche online.

9. HARRY STYLES Dopo aver sfoggiato un orecchino al Met Gala, le ricerche di orecchini da uomo è cresciuta del 28% da maggio. Famoso per i suoi outfit, a marzo c’è stato un aumento delle ricerche di abiti blu del 78% dopo la sua comparsa con un ensemble eccentrico a New York.

10. BILLY PORTER Billy Porter è stato protagonista di uno dei momenti sul red carpet più chiacchierati dell’anno. Dopo aver indossato uno smoking con gonna firmato Christian Siriano in occasione degli Oscar, le ricerche dello stilista sono aumentate del 101% in 24 ore.

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19 trend moda 2019, dai minidress alle maniche a sbuffo

Anni 80 e 80, echi texani e stampe tie dye

Lifestyle Moda
Chiudi Gigi Hadid (ANSA) Gigi Hadid

Il 2019 è stato un anno con molti stili e design stravaganti che si sono certamente ispirati al passato. Alcune tendenze e rivisitazioni hanno avuto delle manifestazioni più ovvie, come quelle che hanno preso spunto dagli ’80 e ’90, altre invece hanno sorpreso di più grazie alle loro dimensioni, o nel fitting. Certo è che alcuni di questi trend, con il finire di quest’anno rimarranno nel 2019, altri invece continueranno a farci compagnia ancora per un po’. Ecco gli highlights dell'annuale report di Stylight

MINI MAXI TRENDS:

#1 Maxi coats L’anno scorso la moda maxi ha indubbiamente avuto come suo portavoce i piumini; le cui grandi fan sono state Kendall Jenner e Hailey Bieber. Nel 2019 invece, questo trend ha deciso di spostarsi su un altro capospalla: il cappotto. Con una crescita del 138% di click, il look un po’ clochard o alla “ho messo il cappotto di cashmere di papà” è tra i più quotati di questo autunno/inverno.

#2 Shield sunglasses Sì, lo sappiamo che i mini occhiali alla matrix erano indubbiamente sui nasi di mezzo mondo, ma il modello mascherina in versione maxi non è di certo stato da meno. Con un aumento di click del 386%, ha decisamente dimostrato di essere trendy, e se l’ha anche indossati Anna Dello Russo a Parigi, il trend non è solamente confermato, ma con molta probabilità è anche previsto per il 2020.

#3 Mini Bags La mini bag per eccellenza di quest’anno è senz’altro stata la Mini Ciquito di Jacquemus, ma anche iconici brand come Chanel, Fendi e Dior hanno reinterpretato alcuni dei loro storici modelli in versione mini. D’altronde come resistere ad una deliziosa mini Peekaboo.

#4 Mini Dresses È stato l’antitesi del maxi flower dress, corto e senza maniche, il mini dress alla Kyle Jenner: uno dei look dominanti di Instagram. Da Chiara Ferragni a Caro Daur, nessuna influencer ha saputo resistere alla possibilità di mettere in mostra le proprie gambe.

TREND DAGLI ANNI 90

#5 Bucket Hats Cappello alla pescatora e salopette, cosa c’è di più 90’s di così? Quest’anno il bucket hat lo abbiamo visto tornare in voga, indossato da svariate celebrities o influencers come Gilda Ambrosio e Kaia Gerber; e Prada, da brava regina del nylon, ne ha creato una versione tutta Tie-Dye.

#6 Lace-up Boots Dopo essere stati ufficialmente nominati come una delle principali tendenze dell’Autunno 2019, i lace up boots sono davvero ovunque. Non parliamo solo dell’iconico Dr. Martens, che da un paio di anni ci presenta il suo stivale in innumerevoli versioni diverse, ma anche di quelli un po’ alla Sarah Jessica Parker in “Hocus Pocus” in stile vittoriano, proprio come quelli di By Far o Rejina Pyo

#7 Hair Clips Tra i vari fashion trend dell’anno abbiamo visto una categoria di accessori che solitamente non è la prima alla quale si pensa quando si parla di moda: gli accessori per capelli. Infatti uno dei più grandi trend del 2019 sono stati i fermagli per capelli che hanno visto una crescita del 253% rispetto al 2018. Da vero trend brand Gucci non ha ovviamente perso tempo, e ne ha presentato una versione un po’ vintage e logata in Swarovsky. Ma le vere regine della categoria sono state le mollette di perle

#8 Hair bands Queen B is back! Il cerchietto per capelli alla Blair Waldorf quest’anno ha visto il suo grande ritorno. Prada ne ha presentato una versione rosa e satinata, ma molti brand hanno impreziosito i loro cerchietti con inserti dorati, perline ed usato materiali che vanno dal velluto alla seta.

#9 Check Blazer Il blazer a scacchi mantiene il suo status di tendenza anche quest'anno. Dimentichiamo i colori vivaci del blazer di Alicia Silverston nel film cult degli anni '90 "Ragazze a Beverly Hills", per concentrarci su grigio, verde e marrone.

TREND DAGLI ANNI '80

#10 Ruffles (Balze) Portavoce delle balze, o per chi preferisce alla francese dei volant, è sempre stato il brand Philosophy by Lorenzo Serafini, che però quest’anno si è trovato in grande compagnia. Infatti, per questo 2019, ben il 20% degli abiti su Stylight sono ruffled dresses. Questo dettaglio un po’ vittoriano non lo troviamo solo sugli abiti, ma anche sulle camicie ed i maglioni. A darne prova ci sono le attuali collezioni dei colossi del fast fashion Mango, Zara ed H&M

#11 Puffy Sleeves (Maniche a sbuffo) Proprio come le maxi spalline, le maniche a sbuffo sono uno di quei trend anni ‘80 che non eravamo sicure di voler rivedere, eppure la rivisitazione della puffy sleeve di quest’anno ha piacevolmente sorpreso. Giovani brand come Rotate, The Attico e Ganni ne hanno fatto il loro segno distintivo

#12 Scrunchies Che si parli di cerchietti, fermagli o elastici, per quest’anno una cosa è certa: gli accessori per capelli retrò non sono mai stati così di moda. Quindi non c’è da stupirsi se uno degli accessori più trendy del 2019 è lo scrunchie, quel gigantesco elastico, spesso in colori neon o metallici che negli anni ‘80 decorava le code laterali di milioni di ragazze.

COWGIRL TREND 2019

#13 Cowboy Boots Come dimenticarsi degli amati camperos? Inutile dire che il country look è stato un vero must di quest’anno. Brand come Isabel Marant e Ganni hanno reso questo modello uno degli stivali più fashion, ed anche marchi di lusso come Fendi non hanno saputo resistere al trend presentandone una versione super logata e meno evidente.

#14 La camicia da boscaiolo La classica camicia da boscaiolo non è di certo una novità. In parte arrivata nei nostri armadi grazie all’americano Abercrombie&Fitch che ha saputo rendere negli anni queste camicie un vero e proprio capo trendy. Lo scacco in generale nel 2019 non si è solo limitato alle camicie ed ai cappotti, ma grazie alla collezione F/W di Dior e alle vetrine di Zara e Mango quest’anno lo abbiamo visto veramente ovunque.

#15 Texas Belts Il coachella/cowgirl look non è tale senza i suoi accessori, e se il cappello è quello più ovvio la cintura in stile texano non è da meno: Nessuna ragazza quest’anno è stata immune alla cinta in doppia fibbia argentata. Giovani brand come KateCate già nel 2018 avevano lanciato le loro tracolle e cinture in stile country, alle quali nemmeno Gigi Hadid ha saputo resistere.

STAMPATI

#16 Tie-Dye Questa stampa psichedelica è decisamente stata tra le più popolari di quest’estate. L’abbiamo vista sulle camicie ed i cappelli di Prada e sulle felpe e le t-shirt di Ralph Lauren. Gigi Hadid ha fieramente indossato interi look in questa stampa, ed i nostri utenti hanno aumentato le ricerche di prodotti Tie-Dye su Stylight del 196% rispetto al 2018.

#17 Snake Print Tra i vari animal print del momento la stampa più dominante del 2019 è stata quella pitonata. Che sia nei suoi toni naturali, arancioni, blu, verdi o addirittura neon, la snake print sembra aver conquistato il mondo, perchè tra giacche, pantaloni, gonne, abiti e stivali nessuno ha saputo rinunciare a donare un tocco esotico al proprio look

#18Leopard Print La stampa leopardata si può quasi definire come un evergreen, con anni alterni in cui si vede di più e altri un po’ meno, ed il 2019 è decisamente stato uno dei suoi anni di spicco,

#19 Pois La fantasia a pois quest’estate ha spopolato almeno tanto quanto (se non di più) di quella Tie-Dye. Uno dei suoi più famosi rappresentanti è stato l’abito di Zara, che si è anche guadagnato un Instagram account tutto suo con un seguito di ben 26,2 mila followers.

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Marchi top 2019, ecco i più popolari, emergenti e green

Da Arjè a Rotate, da Veja a Reformation ecco su chi puntare

Lifestyle Moda
Chiudi Top sustainable brands 2019 : Odd Molly (@Stylight) (ANSA) Top sustainable brands 2019 : Odd Molly (@Stylight)

Che Bottega Veneta fosse il luxury brand dell’anno lo sapevi già, ma qual è il vero brand rivelazione del 2019? Off-White, Balenciaga o Yeezy? Quale sneaker si è portata a casa l'oro quest’anno? Stylight che segue ed analizza ogni giorno i trend ed il comportamento d’acquisto dei suoi 12 milioni di utenti mensili grazie al suo Fashion Recap 2019 svela i grandi trend del 2019, ma anche quali sono i trend che andranno avanti nel 2020. Ecco gli highlights del report di Stylight  sui nomi dei brand.

In testa alla lista dei “Most popular Brands” abbiamo l’iper femminile Elisabetta Franchi, seguita dallo storico brand di calzature Hogan e dal Veneto Golden Goose. Al quarto posto troviamo con il loro Dsquared2 i fratelli Canadesi Dean&Dan. Al quinto posto l’onnipresente luxury street style brand Off-White. Da notare che il marchio si posiziona al primo posto della classifica in tutti gli altri paesi.

Quanto agli emergenti, ecco i 5 che almeno sull'e-commerce non solo italiano si sono distinti: The Emerging Brands 2019

Sensi Studio Con i click che hanno superato il 1000% di crescita rispetto al 2018, Sensi Studio è in cima alle classifiche di Stylight. Il brand è stato fondato nel 2010 dalla stilista Stephany Sensi, che si è fatta largo grazie ai suoi panama e alle sue borse tutte fatte a mano da artigiani Ecuadoriani. Il prodotto più richiesto di quest’anno è la sua borsa di paglia.

Arjé Il brand è stato lanciato nel Febbraio 2017 dalla coppia di marito e moglie Bessie e Oliver Corral. Arjé deve parte del suo successo grazie all’utilizzo del concetto innovativo del “See Now, Buy Now”: i prodotti delle collezioni possono essere ordinati già due settimane dopo la loro presentazione. Il prodotto più popolare è la camicia in seta Gaia.

Rotate Questo brand scandinavo ha registrato un’aumento di click del 122% nel 2019 rispetto al 2018. Ultra femminile e alla moda, il marchio creato dalla danese Birger Christensen ha raggiunto il successo di quest’anno grazie ai suoi abiti super trendy, come il popolare abito lungo con le maniche un po’ a palloncino in stampa pitonata. 

Cecilie Bahnsen In quarta posizione ritroviamo un brand dallo stile un po’ bambolina, con abiti dalle silhouette romantiche e dagli ampi volumi. Cecilie Bahnsen, finalista del LVMH Award e originaria di Copenaghen, ha fondato il suo omonimo marchio nel 2015. Il prodotto più popolare del brand è un semplice ma originale abito in popeline di cotone nero

Wandler Direttamente da Amsterdam, il piccolo brand lanciato dalla designer olandese Elza Wandler nasce solo nel 2017. Non sorprende il successo virale della sua borsa Hortensia su Instagram, ma il suo vero musthave è la borsa Corsa. 

Quest’anno uno dei trend che ha riguardato la moda e non solo, è quello dell’“Ecosostenibilità”. Ecco i marchi da tenere d'occhio per il loro impegno green: Top sustainable brands 2019

Odd Molly Il marchio Svedese Odd Molly, creato nel 2002, propone collezioni colorate e facili da indossare, tutte principalmente realizzate con materiali ecosostenibili. Il brand cerca di tenere a mente il principio di ecosostenibilità durante ogni fase del ciclo produttivo, che inizia con la scelta dei materiali, ed arriva fino alla spedizione del prodotto finito. Nel 2019, i click sono aumentati del 537% rendendolo il numero uno dei green brands di Stylight. Il suo prodotto più popolare è un abito midi rosso con stampa floreale.

Veja Quando si parla di marchi green non si poteva di certo non parlare dell’ormai super popolare brand di sneakers Francese Veja. Fin dalla sua creazione nel 2004 il marchio si è fortemente impegnato ad avere un approccio ecosostenibile ed ha fatto della “trasparenza” uno dei suoi principali core value. Il risultato: un successo internazionale con oltre 3 milioni di paia di scarpe vendute. Con un aumento di click del 214% il prodotto più cliccato è la Net Sustain V-10 di colore bianco. Reformation Decisamente

Madewell Tra le fan di questo brand ci sono alcune delle più grandi fashioniste del momento come Caroline de Maigret e Alexa Chung: L’americano Madewell è noto per le sue creazioni in denim, ed ha creato un’etichetta esclusiva chiamata “Do Well” per evidenziare quali sono i prodotti ecosostenibili del suo catalogo, il suo must-have è la giacca di jeans leggermente oversized.

Reformation Decisamente uno dei brand più trendy degli ultimi anni, il Californiano Reformation utilizza materiali ecosostenibili per tutte le sue collezioni e il prodotto di maggior successo del 2019 è un abito midi con stampa floreale.

Ninety Percent Arrivato direttamente da Londra nel 2018, il brand Ninety Percent offre una collezione fatta di fibre ecosostenibili come il cotone organico, il poliestere riciclato e filamenti alternativi alla viscosa convenzionale. Oltre a supportare l’ambiente con una produzione eco friendly, il brand ha annunciato che donerà il 90% dei suoi profitti in beneficenza. Il prodotto più popolare è un maxi abito bianco di jersey organico. 

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The Crown mania, da Claire Foy a Olivia Colman e 10 location della serie

Cambia la regina per la terza serie, ecco tutti i set

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Chiudi The Crown terza stagione @ Netflix (ANSA) The Crown terza stagione @ Netflix

The Crown una delle serie tv più amate degli ultimi anni torna in tv per la terza stagione (Netflix dal 17 novembre). La vita di Elisabetta II, l’attuale sovrana del Regno Unito, dal 1947 ad oggi, sta appassionando milioni di telespettatori: per le prime due stagioni ad interpretarla è stata Claire Foy, attrice britannica perfetta per questo ruolo. Non la vedremo, però, nella terza stagione. Peter Morgan, il creatore della serie, ha infatti imposto tra le clausole del contratto con Netflix che tutti gli attori sarebbero cambiati ogni due stagioni, per evitare di invecchiare i personaggi col trucco rendendoli poco realistici. Elisabetta II sarà interpretata dall'altrettanto eccezionale attrice inglese Olivia Colman, che, caso vuole, ha vinto un Oscar per il ruolo di un’altra regina, Anna, nel film La Favorita di Yogos Lanthimos: dunque sembra avere tutte le carte in regola per conquistare i fan di The Crown. Accanto a lei nel ruolo del principe consorte Filippo non ci sarà più Matt Smith ma Tobias Menzies (Il Trono di Spade). Fa il suo ingresso nella nuova stagione anche Helena Bonham Carter, che vestirà i panni della bellissima e infelice principessa Margaret. Nella terza stagione di The Crown la nuova guardia si insedia a Downing Street, mentre la Regina Elisabetta II e la sua famiglia affrontano le sfide di un Regno Unito in costante cambiamento. Dalla Guerra Fredda fino alla corsa allo spazio, sullo sfondo l’esuberanza degli anni Sessanta e la lunga ripresa degli anni Settanta, la Famiglia Reale si deve adattare ad un mondo nuovo, più libero ma al tempo stesso molto più turbolento.

I SET:

The Crown è stato girato nei pressi di Londra, e precisamente negli Elstree Studios, famosi per Star Wars, la trilogia di Indiana Jones, Superman e Il discorso del re. Le location utilizzate per gli esterni sono quasi tutte nel Regno Unito, alcune in Francia e una in California.
Suggerito dalla piattaforma Pitchup.com, ecco un itinerario per scoprire le 10 location più belle della terza stagione di The Crown e vivere da protagonisti le atmosfere della serie tv.  

Londra, Inghilterra

Gran parte della terza stagione è ambientata dentro o intorno alla residenza ufficiale dei monarchi inglesi, Buckingham Palace. Con le sue 775 stanze e 240 camere da letto, Buckingham Palace è il quartier generale dei re britannici dal 1837, anche se Netflix ha usato per molte delle scene, Lancaster House, un altro palazzo decisamente affascinante. 

Cambridge, Inghilterra

Dal 1967 al 1970 Charles ha frequentato il Trinity College, parte dell’università di Cambridge fondata nel 1546, che vanta tra i suoi allievi ben 34 Premi Nobel e altre figure di spicco, tra le quali 6 primi ministri inglesi, Isaac Newton e Rajiv Gandhi. Il principe Carlo (Josh O’Connor) appare mentre si prepara a interpretare Riccardo II con la compagnia teatrale universitaria, un ruolo che però non ha mai recitato nella vita reale. Il miglior posto dove soggiornare è la Gayton Farm a qualche chilometro da Cambridge, e precisamente a Horningsea, nella tranquilla campagna inglese, a pochi passi dal fiume Cam dove si può pescare. 

Sandringham, Inghilterra

Questa residenza privata di campagna è stata apprezzata da quattro generazioni di monarchi inglesi, a partire dal 1862. A Sandringham si trova il Royal Stud, e la passione della Regina per i cavalli è più che evidente in tutta la terza stagione. Per immergervi totalmente nel personaggio vi consigliamo di soggiornare al Pine Cones Caravan and Camping, una struttura elegante e raffinata che offre ospitalità in confortevoli pod da 4 persone. A pochi chilometri dalla costa del Norfolk, propone anche un parco avventura e un maneggio dove potrete provare l’ebbrezza dell’equitazione seguendo le orme di Elisabetta II.

Balmoral, Scozia

A differenza dei palazzi reali che appartengono alla Corona, Balmoral Castle in Scozia è una delle due residenze private della famiglia reale inglese. Dal 1847 rappresenta un ritiro per i monarchi e la Regina è rappresentata qui mentre trascorre momenti della sua vita privata lontana dai suoi doveri di regnante. Potete pernottare all’Ecocamp Glenshee, una struttura accogliente, sostenibile e dog-friendly a sud del Parco Nazionale di Cairngorms.

Aberystwyth, Galles

Poco prima di diventare Principe del Galles, nel 1969 Carlo frequentò un corso di lingua e storia gallese alla Aberystwyth University. Carlo viene ritratto mentre affronta l’animosità dei nazionalisti gallesi, ma conquista la simpatia del suo tutor. Il Brynrodyn Caravan and Leisure Park offre viste strepitose sul mare e sulle montagne che lo circondano ed è vicinissimo alla spiaggia di Borth.

Windsor, Inghilterra

Al Guards Polo Club di Windsor Carlo incontra nel 1970 Camilla Shand (che diventerà Parker Bowles), la donna destinata a diventare l’amore della sua vita. La terza stagione di The Crown esplora l’impatto che questo incontro storico ebbe su Carlo e sugli altri membri della famiglia reale.

Caernarfon, Galles

Quest’anno cade il cinquantesimo anniversario dell’investitura di Carlo a Principe del Galles, un titolo che risale al 1301, che avvenne al Caernarforn Castle. Filmato nella location originale, è quanto di più vicino a un’incoronazione vedremo nella terza stagione. Durante la cerimonia le risposte e i discorsi di Carlo furono pronunciati sia in inglese che in gallese. 

Versailles, Francia

Per festeggiare l’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità Economica Europea nel 1972, la Regina presenziò a una cena di Stato organizzata dal presidente francese Georges Pompidou nel meraviglioso Palazzo di Versailles. In The Crown la Regina e la principessa Margaret vengono rappresentate mentre si godono il viaggio e cercano di parlare al meglio in francese. In questa occasione la Regina fece anche la sua ultima visita al Duca di Windsor, che aveva abdicato lasciando il trono a Elisabetta. 

Normandia, Francia

Nel 1967 la Regina fece un raro viaggio privato in Normandia per verificare gli ultimi sviluppi nell’allevamento dei cavalli da corsa. Visitò diverse scuderie compresi Haras du Pin – la scuderia nazionale francese conosciuta anche come la Versailles equestre - Haras du Mesnil, Haras de Verrerie e Haras la Tuilerie. Netflix mostra anche la visita della regina Elisabetta nel 1974 alle scuderie di Kentucky. Per combinazione soggiornò vicino a Versailles, presso la Kentucky at Lane’s End Farm. 

Los Angeles, USA

La principessa Margaret visitò Los Angeles nel 1965 con il marito Lord Snowdon, incontrando star di Hollywood come Elizabeth Taylor, Paul Newman, Judy Garland, Gregory Peck, Fred Astaire, Frank Sinatra e Mia Farrow. Netflix descrive il suo comportamento audace, che più tardi portò i diplomatici inglesi a impedirle di fare visite ufficiali in America, secondo documenti resi pubblici recentemente.

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International Tattoo Expo, a Trieste 200 tatuatori dal mondo

Boom ingressi. Professionista, 'i nostri lavori? Opere d'arte'

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Alcuni sono giunti a Trieste dal Messico per realizzare tattoo "a mano", seguendo una particolare tecnica Maya, senza l'utilizzo delle più moderne tecnologie.  Altri - spiegano gli organizzatori - sono arrivati da diverse zone di Italia, ma anche da Australia, Spagna o Inghilterra, per dare mostra delle loro abilità. Sono circa 200 i tatuatori professionisti da tutto il mondo che, con il loro stand e gli attrezzi del mestiere, stanno partecipando alla 12/ma edizione dell'International Tattoo Expo di Trieste, manifestazione dedicata ai tatuaggi e ai piercing, in corso al Salone degli Incanti fino a domani.
    Un richiamo per gli appassionati, che stanno arrivando anche da Slovenia, Croazia e Austria per una decorazione d'artista.
    L'Expo di Trieste è tra le principali fiere di settore del nord est e ieri - secondo i dati diffusi dall'organizzazione - ha registrato 500 ingressi solo nella prima ora di apertura.
    E così le prime decorazioni hanno cominciato a prendere forma: tra i visitatori, c'è chi ha già preso appuntamento per un tatoo e chiede che gli venga disegnato sul polpaccio "il capitano" Francesco Totti. A pochi metri di distanza, in un altro stand, un altro tifoso di diversa fede calcistica ha portato con sé un'immagine di Diego Armando Maradona da far riprodurre fedelmente sul polpaccio.
    Hanno prenotato il loro appuntamento attraverso il sito web dedicato alla kermesse e ora, persone di tutte le età, aspettano il proprio turno per imprimere sulla pelle disegni neri o coloratissimi. Si tratta di immagini realistiche, copiate da foto, o di linee e forme frutto dell'estro dell'artista.
    "Fin da piccola - spiega Andrea, 29 anni di Pordenone - sognavo di diventare una tatuatrice". Dopo la scuola d'arte, a 22 anni ha iniziato a lavorare in uno studio, perché "solo così si impara il mestiere, seguendo un professionista". Le regole per svolgere la professione al meglio, puntualizza, sono "l'igiene e il saper ascoltare il cliente e i suoi desideri, per guidarlo nelle scelte più giuste". Uno dei tatuaggi più difficili mai realizzati? "Un quadro di Van Gogh che ho riprodotto su un braccio. Difficile il disegno e l'abbinamento dei colori". Ma in fin dei conti, conclude, "il tatuaggio nient'altro è che un'opera d'arte". 

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