Successo a Bologna per il 'Lohengrin' dei 150 anni

Direzione di Asher Fisch e regia di Luigi De Angelis

Redazione ANSA BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 14 NOV - A vent'anni dall'ultima rappresentazione e a 151 dalla storica prima esecuzione italiana di un'opera di Richard Wagner, l'1 novembre 1871, il "Lohengrin" è tornato al Teatro Comunale di Bologna, in una sala Bibiena piena ma non esaurita, per un arrivederci al pubblico al 2026: nelle prossime setimane, infatti, le attività verranno trasferite nel quartiere fieristico per gli annunciati lavori di ammodernamento.
    Successo entusiastico per la parte musicale, di cortesia, ma non è mancato qualche isolato mugugno, per quella visiva.
    Affidata la seconda al collettivo romagnolo di Fanny & Alexander (30 anni di attività per loro) capitanato dal regista Luigi De Angelis che ha dato vita ad uno spettacolo scarno, giocato più sulle luci che sui movimenti scenici, ambientato in una sorta di tribunale militare nel quale si svolge un processo per fratricidio, crimine del quale è accusata Elsa. Trattandosi di un'opera dove l'azione è ridotta al minimo, la scelta è parsa congrua e funzionale; per gli altri due atti De Angelis ha scelto una scena pressoché vuota. A fare da filo conduttore della vicenda, la figura dello stesso Wagner, impersonato dall'attore Andrea Argentieri, che, immaginando di sognare la sua opera, appare fin dal primo preludio quando lo si vede portar via in una foresta nebbiosa proprio Gottfried, il fratellino di Elsa della cui morte è accusata. Dopo averlo visto anche sui palchetti del teatro, ricomparirà alla fine con lo stesso ragazzino per il trionfo della giustizia e dell'amore.
    Perfetti i cinque interpreti principali: Albert Dohmen (il re), Vincent Wolfsteiner (Lohengrin), Martina Welschenbach (Elsa), Ricarda Merbeth (Ortrud) e l'italiano Lucio Gallo (Telramund).
    L'ampia e ottima Orchestra del Teatro Comunale è stata diretta con forza trascinante da Asher Fish, mentre l'altrettanto ampio coro, che in Lohengrin ricopre un ruolo pari a quello dei protagonisti, composto dagli artisti del Comunale e da una ventina dall'Ucraina (ulteriore segno di solidarietà verso i musicisti di quel martoriato Paese), ha avuto in Gea Garatti Ansini la consueta superlativa preparatrice. (ANSA).
   

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