Coronavirus, triplicata la raccolta dei rifiuti ospedalieri

Fise, 90.000 addetti in Italia per gestione spazzatura

Redazione ANSA ROMA

ROMA - "Le aziende attive nella gestione dei rifiuti ospedalieri, per supportare adeguatamente le strutture sanitarie più colpite dall'emergenza COVID-19, hanno triplicato le attività di raccolta e gestione rifiuti presso i nosocomi, aumentando personale e mezzi impegnati nelle operazioni. Il sistema rischia di collassare nel giro di pochi giorni, senza un adeguato supporto e riconoscimento da parte delle Istituzioni".

Lo scrivono in una nota le Associazioni FISE Assoambiente (che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) e FISE UNICIRCULAR (che rappresenta le Imprese dell'Economia Circolare).

"Nell'attuale grave situazione di emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del COVID-19 - spiegano le due associazioni di categoria -, gli oltre 90.000 addetti delle imprese della gestione dei rifiuti stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Chiediamo alle istituzioni impegnate, come noi, nella lotta al virus di garantirci, in questa fase di emergenza, certezza ed adeguato supporto per gestire al meglio le inevitabili difficoltà operative che si sono determinate". Assoambiente e Uncircular chiedono al governo "una moratoria riguardo le prossime scadenze degli adempimenti ambientali", di "consentire alle aziende di effettuare le necessarie scelte organizzative ed operative per sopperire alle carenze del personale" e di "chiarire definitivamente a livello nazionale che la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse e, pertanto, le limitazioni generali alle attività economiche non si applicano a tale attività".

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