I cambiamenti climatici hanno aggravato la disponibilità di acqua potabile?
Sì, gli eventi meteorologici estremi come siccità e alluvioni possono compromettere la qualità dei corpi idrici

Redazione ANSA
04 marzo 2024 - 14:09
Fontanella di acqua potabile © ANSA

Cosa verifichiamo

Secondo le stime del Bigbang, il modello idrologico realizzato dall’Ispra che analizza la situazione idrologica dal 1951 al 2021 fornendo un quadro quantitativo e qualitativo delle acque in Italia, nell’ultimo trentennio la disponibilità idrica nazionale è diminuita del 20%. Ugualmente le stime sul lungo periodo (1951–2021) evidenziano una riduzione significativa, circa il 16% in meno rispetto al valore annuo medio storico. Secondo Legambiente, l'Italia ogni anno consuma 26 miliardi di metri cubi di acqua. Il 22% dell'acqua prelevata, tuttavia, viene disperso, rendendo il nostro Paese una delle nazioni con il più alto tasso di spreco di acqua, e quindi con una delle più alte impronte idriche d’Europa.

Analisi

I cambiamenti climatici, l'inquinamento dei corpi idrici e la dispersione hanno aggravato il problema di disponibilità di acqua potabile a livello globale. Secondo l'Unesco, tra i due e i tre miliardi di persone nel mondo sperimentano carenze idriche, un problema che si prevede peggiorerà nei prossimi decenni, soprattutto nelle aree urbane. La qualità dell'acqua potabile è influenzata negativamente dai cambiamenti climatici, a causa dell'aumento delle temperature globali che alterano il ciclo dell'acqua, provocando eventi meteorologici più intensi come siccità e alluvioni e modificando la distribuzione spaziale, temporale e quantitativa delle precipitazioni. Lo evidenziano esperti dell'Enea precisando che nei periodi di siccità, livelli dell'acqua più bassi nei bacini idrici e temperature dell'acqua più elevate riducono l'ossigeno disciolto e favoriscono la concentrazione di nutrienti e altri inquinanti, portando a fioriture algali con conseguenti rischi di eutrofizzazione dei corpi idrici. Inoltre, in occasione di eventi meteo estremi, vengono attivati gli scarichi di troppo pieno dei sistemi fognari che, assieme agli scoli delle acque piovane urbane e al trasporto di contaminanti diffusi come i fertilizzanti, possono compromettere la qualità dei corpi idrici, inclusi laghi, estuari e oceani, fino a determinare, nel caso di guasti contestuali alla rete di distribuzione, anche la possibile contaminazione dell’acqua potabile.

Nel lungo termine, l’innalzamento del livello del mare può compromettere la qualità delle risorse idriche a seguito dell’intrusione salina nelle riserve di acqua dolce, danneggiando le infrastrutture idriche e sanitarie. Analogamente, spiegano gli esperti Enea, aumenta anche il rischio di intrusione di acqua dolce nelle acque salate costiere con rischi associati di migrazione di molluschi, fioriture algali e interruzioni della balneazione. La situazione è aggravata dal degrado degli ecosistemi, che porta a una perdita di biodiversità e influisce sulla fornitura di servizi ecosistemici collegati all'acqua, come la depurazione naturale delle risorse idriche e la protezione dalle inondazioni. I cambiamenti climatici stanno influenzando in modo significativo la disponibilità, la qualità e la quantità di acqua anche in Italia, con conseguenze dirette sulla salute umana, sull'agricoltura e sull'industria.

L'Italia, insieme ad altri paesi mediterranei come Spagna, Grecia, Cipro e Turchia, è tra le aree più colpite dalla carenza idrica a causa dei cambiamenti climatici. Si prevede che il numero di persone affette da scarsità d'acqua in Europa possa aumentare significativamente in scenari di riscaldamento globale, dicono ancora gli esperti. Nello specifico in Italia, si potranno osservare riduzioni fino al 25% in alcune regioni, il che potrebbe comportare problemi di disponibilità di acqua per il raffreddamento delle centrali termiche e in agricoltura, oltre ad aumentare il rischio sanitario.

“La resilienza al cambiamento climatico e la sostenibilità delle risorse idriche richiedono un'azione decisa di mitigazione, ovvero la riduzione progressiva delle emissioni climalteranti, e strategie di adattamento, come il risparmio e l'efficienza nell'uso dell'acqua. È necessario un cambio di rotta a livello globale e locale, migliorando la gestione delle risorse idriche per ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza. Questo include la riqualificazione dei fiumi e laghi, il sostegno all'agricoltura sostenibile e di precisione, e l'uso più efficiente dell'acqua in agricoltura e industria” chiarisce Gianmaria Sannino, responsabile della Divisione Enea di 'Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali'.

Negli ultimi decenni, il diffuso inurbamento, i maggiori fabbisogni legati alla massiccia presenza in alcune regioni di impianti industriali e allevamenti, il sovrasfruttamento del suolo, insieme ad altri fenomeni di inquinamento, stanno aggravando la pressione sulle risorse idriche con possibili impatti negativi sulla disponibilità di acqua, in termini sia quantitativi che qualitativi. In particolare, vanno evidenziati i rischi della contaminazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei dovuta a microinquinanti di origine antropica. “Tra questi ritroviamo un ampio numero di composti, come quelli provenienti dalle industrie farmaceutiche, cosmetiche, chimiche, che vengono scaricati nelle acque reflue al termine del loro ciclo d’uso. Tali elementi mostrano una certa mobilità nell’ambiente ed alcuni di essi possono avere la tendenza ad accumularsi, diventando una potenziale fonte di pericolo per l’uomo e l’ecosistema” spiega Luigi Petta, responsabile del Laboratorio Enea Tecnologie per l'uso e la gestione efficiente di acqua e reflui.

Tra i microinquinanti emergenti rientrano anche le microplastiche, termine con cui si indica l’insieme di frammenti di diverse tipologie di materiale plastico (incluse le microfibre a uso tessile) con dimensioni al di sotto dei 5 mm, che appaiono presenti in tutti i comparti ecosistemici, soprattutto per quanto concerne le frazioni con dimensioni dell’ordine dei micron e anche dei nanometri. “È fondamentale intensificare gli sforzi per garantire una gestione più efficiente delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, in linea con i nuovi obiettivi che verranno fissati dalla nuova direttiva sul trattamento delle acque reflue (Uwwtd), direzione in cui risultano inquadrate già da tempo molte attività del laboratorio Enea” conclude Petta.

Altro fattore che influenza in Italia la disponibilità di acqua potabile è la rilevante criticità infrastrutturale nel Paese. Il 60% della rete di distribuzione dell’acqua nazionale ha più di 30 anni, e il 25% ha più di 50 anni, una quota che in alcuni centri urbani raggiunge fino il 40%. L’obsolescenza dell’infrastruttura idrica genera a sua volta crescenti difficoltà gestionali e un’elevata quota di perdite idriche, determinata anche da altri fattori come i regimi di pressione, le caratteristiche morfologiche del territorio, dei terreni di posa e dei materiali costituenti le tubazioni.

Conclusioni
La qualità dell'acqua potabile è influenzata negativamente dai cambiamenti climatici che, provocando eventi meteorologici estremi come siccità e alluvioni, modificano la distribuzione spaziale, temporale e quantitativa delle precipitazioni. Da qui la possibilità di concentrazione di nutrienti e altri inquinanti come alghe o fertilizzanti oppure che vengano attivati gli scarichi di troppo pieno dei sistemi fognari che, assieme agli scoli delle acque piovane urbane, possono compromettere la qualità dei corpi idrici. In alcune regioni la presenza di impianti industriali e allevamenti, il sovrasfruttamento del suolo, insieme ad altri fenomeni di inquinamento, stanno aggravando la pressione sulle risorse idriche. Infine tra i microinquinanti emergenti ci sono anche le microplastiche.

Fonti

Gianmaria Sannino, responsabile della Divisione Enea di Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali
Luigi Petta, responsabile del Laboratorio Enea Tecnologie per l'uso e la gestione efficiente di acqua e reflui
Energia Ambiente e Innovazione “Sos Acqua” (https://www.eai.enea.it/component/jdownloads/?task=download.send&id=1436&catid=69&Itemid=2878)
Relazione dell’Aea, 2021. Risorse idriche in Europa: come affrontare lo stress idrico: una valutazione aggiornata, n. 12/2021 Lussemburgo (https://www.eea.europa.eu/publications/water-resources-across-europe-confronting)

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