Gli allevatori della 'Montagna Madre'

Il programma del Parco della Majella per un futuro sostenibile

(ANSA) - SULMONA (L'AQUILA) - E' stato tra i primi parchi in Italia a promuovere la coesistenza delle attività zootecniche e la tutela del lupo e dell'orso, dapprima con la standardizzazione delle procedure di accertamento e indennizzo dei capi predati, per ristoro dei danni agli allevatori, poi occupandosi di prevenzione con misure pensate insieme all'allevatore fino a prevedere incentivi e rimborsi per trattamenti sanitari sugli animali al pascolo. Negli ultimi vent'anni il Parco nazionale della Majella si è mosso per individuare un percorso di valorizzazione della zootecnia in chiave sostenibile e nel rispetto delle tradizioni, iniziative ora sviluppate nel programma "Allevatori della Montagna Madre", illustrato a Sulmona, nella sede operativa di Badia Morronese, presenti il presidente Lucio Zazzara, il direttore Luciano Di Martino, il veterinario Simone Angelucci, il presidente della Comunità del Parco Alessandro D'Ascanio, gli 'Allevatori della Montagna Madre'; intervenuto il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente.
    Nell'occasione è stato presentato il documentario 'Allevatori della Montagna Madre' che, con la regia di Luigi Di Carlo e la voce narrante di Ezio Budini, racconta la vita attuale nel Parco: tante testimonianze di chi ha scelto di restare, di tornare e di impegnarsi per mantenere vive usanze preservando e valorizzando l'ambiente.
   

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